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domenica 7 febbraio 2021

Andare a vivere in una casa per criceti

 


Il Coronavirus ha portato inaspettate conseguenze, qui in Western Australia. Dopo una iniziale corsa per accaparrarsi l'ultimo rotolo di carta igienica, le frontiere internazionali sono state chiuse, l'assalto ai supermercati si e' per fortuna placato, il numero di contagi e' fortuitamente sceso, e l'Australiano medio e' stato preso dalla smania di abbandonare la sua residenza urbana per trovare rifugio in luoghi piu' bucolici e agresti. Il settore immobiliare ha subito un'impennata, immobili che giacevano invenduti da decenni hanno finalmente trovato nuovi acquirenti e gli sperduti villaggi australiani hanno ricevuto nuova linfa vitale. 

Il Freaky Village non e' stato esente da questo fenomeno e abbiamo assistito alla vendita di terreni e proprieta' che giacevano invenduti da tempo immemore. Nel contempo, una leggera ansia ha iniziato ad insinuarsi nelle nostre menti. Sono anni che sfogliamo pigramente le pagine degli annunci immobiliari, cercando una casa da comprare. Cosi', senza troppa intenzione di farlo in tempi brevi, ma sempre con un occhio sulla situazione locale degli alloggi.

- Ma sai che sono riusciti a vendere anche quel terreno poco  distante da qui? quello attraversato dal ruscello che esonda ogni volta che piove? quello dove non e' possibile costruire? e anche quella catapecchia orrenda sull'angolo della via principale, quella con i buchi nel muro rattoppati con gli stracci, hai presente?

Il fatto che la gente avesse comprato proprieta' che avevamo sempre ritenuto invendibili, ci ha portati a rivalutare la mollezza con cui avevamo sempre considerato l'opzione di acquistare. 

Per farla breve, in quattro e quattr'otto abbiamo individuato una casa in vendita ad un prezzo ancora potabile, siamo andati a visitarla, abbiamo fatto un'offerta, aperto un mutuo e ci siamo ritrovati proprietari di un immobile. Ullalla'. 


Mi ero gia' dilungata su quanto il concetto di "casa" qui sia diverso dall'idea che solitamente se ne ha in Italia, parlo in termini strettamente strutturali. In Italia non ti verrebbe mai in mente di chiedere all'agente immobiliare se l'edificio ha le fondamenta, o se possiede un isolamento termico adeguato, o di cosa sono fatti i muri. Le case vengono indiscutibilmente costruite in mattoni e sono fatte per durare. 

Qui l'idea e' diversa, specie fuori dalle citta'. La casa che compri oggi verra' venduta un domani non troppo lontano, per comprarne un'altra migliore. Puoi trovare alloggi senza fondamenta, con pareti di legno e alluminio, costruiti in un mesetto. I mattoni sono merce rara. 

- Descrivici la casa nuova! - mi hanno detto i miei genitori, subito dopo il trasloco.

La casa nuova e' bellissima, ho detto loro. Tutta bianca. Ha una veranda anteriore e una posteriore. Un giardino anteriore cintato da una siepe di rosmarino, con un vialetto e alberi di pero, e un immenso giardino posteriore, con querce, alberi da frutto, tantissime rose, un orto, addirittura una piccola serra..

- Di cosa sono fatti i muri della casa? - mi ha interrotto mio padre, conoscendo le carenze architettoniche australiane. 

- Ecco, non sono proprio sicura - ho esordito io, cercando di guadagnare tempo - esternamente si nota una materia metallica la cui superficie appare ondulata...

Caspiterina, un muro in pregevole lamiera!

Si tratta di lamiera, papa'. Lamiera, va bene? qui la usano anche per le case, non solo per i pollai. E non abbiamo le fondamenta, di questo sono certa. La casa poggia su pali metallici che qui chiamero' pomposamente "di acciaio" perche' fa molto cool. Magari poi sono davvero di acciaio, chi lo sa?


Per dignita' vi risparmio la descrizione dell'isolamento termico dell'abitazione. Comunque sia, al di la' di questo e altri difettucci, per noi il problema principale al momento e' che la casa ha una stanza in meno degli alloggi in cui abbiamo abitato in precedenza. In pratica e' grande quanto una casetta per criceti, e noi abbiamo TONNELLATE di roba, specialmente quintali di libri e scatoloni su scatoloni pieni di vecchio materiale scolastico appartenente al coniuge. 

Ovviamente di una buona parte di queste cose ci siamo accorti DOPO l'acquisto. Del resto, in quei sette minuti netti in cui visiti la casa con l'agente immobiliare non riesci a farti un'idea molto precisa e la disponibilita' di case nell'area e' quello che e' e c'e' di peggio, molto di peggio. 

La casa e' stata costruita nel 2013 per un'anziana signora di nome Margaret, che vi ha vissuto fino alla fine dei suoi giorni. Ora, uno si aspetterebbe che, una volta passato un periodo di tempo ragionevole dal triste evento, la famiglia inizi a mettere a posto. Questo lo teniamo, questo lo buttiamo, qui puliamo cosi' poi possiamo vendere la casa. 

Non ci e' ben chiaro cosa sia successo, ma questo processo non si e' verificato, e l'abitazione e' stata venduta "con tutto quello che contiene" come recita il contratto. Non solo i mobili che appartenevano a Margaret, ma tutti i suoi libri, le sue pentole, i suoi quadri. Tutti i soprammobili, le tovaglie, i canovacci, le giacche, le borse, la valigia con cui Margaret aveva fatto un viaggio in Inghilterra, la manciata di sterline che aveva conservato a ricordo di quell'esperienza, addirittura le bottiglie di olio e aceto ancora sul ripiano accanto ai fornelli, come se l'anziana signora fosse uscita di casa cinque minuti fa per comprare qualcosa e dovesse essere di ritorno tra pochi minuti. 

Tutta la vita di una persona negli oggetti che possedeva. I suoi interessi, i suoi hobbies. Una cassapanca piena di lana grezza tinta in casa con colori ricavati dalle piante del giardino. Un piccolo telaio da tessitura. La medaglietta appartenuta a Watt, un cagnolino deceduto probabilmente anni fa. 

Nei giorni del trasloco, mentre esaminavo questi oggetti decidendo cosa tenere e cosa buttare, avevo la stranissima sensazione di rovistare in una casa che non mi apparteneva, come se fossi stata una ladra. Avvertivo la presenza impalpabile di Margaret accanto a me. Mi interrogavo su quanto fosse giusto gettare via cose che per questa donna avevano avuto un significato affettivo particolare. Posso disfarmi della lana? buttare via la medaglietta di un cagnolino che non ho mai conosciuto ma che lei ha certamente amato?

Sono una ragazza sensibile, lo so.
E mi faccio problemi idioti.

E' passato qualche mese, dal trasloco. Ho donato quasi tutti i suoi libri, buttato una parte degli oggetti, altri li ho spostati in attesa di decidere di cosa farne. 

E poi c'e' il giardino, l'enorme giardino posteriore. Margaret adorava il suo giardino, ci passava ore. Quando siamo arrivati noi, piu' che un giardino abbiamo trovato una jungla, con tutte le piante ipercresciute, i rampicanti che si insinuavano ovunque, l'erba alta. 

Lentamente, lo sto rimettendo a posto, ho piantato un piccolo orto, sto facendo progetti di potatura per l'inverno. Piano piano ci stiamo sistemando, inventando nuovi spazi dove mettere le nostre cose. Ogni giorno sento che la casa diventa sempre piu' nostra, la presenza ingombrante della precedente proprietaria si va piano piano affievolendo. Abbiamo sistemato i libri negli scaffali e il pavimento non e' (ancora) crollato sotto al peso, hurra'!

E con questo, per oggi e' tutto. Un saluto dalla nostra casetta per criceti, alla prossima. 

Fluffy e Chai adorano il nuovo divano.

lunedì 3 febbraio 2020

Una storia australiana per bambini anticonformisti

C'era una volta, nel grande paese di Down Under, il Principe Calogero del regno degli emu'. 
Calogero era assai bello, alto, con un lungo collo e un piumaggio splendente e quando era un pulcino i suoi genitori erano molto orgogliosi di lui. 
Purtroppo, crescendo Calogero sviluppo' un'indole pigra, piuttosto che fare i compiti preferiva dormire sotto agli alberi. Quando fini' la scuola media il re e la regina del regno degli emu' erano in crisi. 
- E' fuori questione che vada al liceo - disse suo padre.

Calogero decise di iscriversi alla Scuola Superiore per Emu' Idioti, e trascino' la sua poderosa e pelosa mole in classe per cinque anni, con mediocri risultati. Nel tempo libero, il principe amava passeggiare sulla Collina, dove si trovava una casa circondata da alberi da frutta e abitata da due umani e due gatti.




-Cosa ne facciamo di questo figlio? - chiese una giorno il re alla moglie.
- Stupido, pigro e indolente com'e' non c'e' speranza che vada all'universita'. Passa le sue giornate sulla Collina a mangiare frutta e dormire sotto gli alberi, col benestare dei due umani che vivono nella casa. 

Un giorno d'estate, mentre riposava sotto un albero per sottrarsi alla calura, Calogero vide per la prima volta Pasqualina. Pasqualina era quasi calva, aveva un becco molto sporgente e un paio di occhiali dalle lenti spesse come fondi di bottiglia. Non era una bellezza, ma Calogero si innamoro' di lei a prima vista.

Lo sguardo sveglio di Pasqualina, qui senza occhiali
Pasqualina era bruttina, ma molto intelligente. Al termine del liceo scientifico aveva vinto una borsa di studio per Harvard, dove si era laureata in Fisica. Aveva quindi conseguito due master in Astronomia all'Universita' del Texas, il Dottorato in Astrofisica alla Columbia University e lavorava a contratto ai telescopi Keck per conto della NASA. 

Calogero la guardo' negli occhi. L'amore per gli emu' e' una faccenda semplice.
- Pasqualina, ci conosciamo da dieci minuti ma gia' ti amo e voglio dividere la mia vita con te. Lascia stare le stelle, torna in Australia e diventa la regina del mio castello. Passeremo le nostre giornate sulla Collina, mangiando la frutta del giardino. I due umani sono stupidi, sembrano entusiasti del fatto che mangi la loro frutta e riempia il loro giardino di letame. Ti ameranno.

Qualcuno passeggia mentre lavo i piatti, protetto dalla privacy della tendina

- Col cavolo - rispose Pasqualina.
- Calogero, ti rendi conto che diventare la regina del tuo castello vorrebbe dire buttare alle ortiche anni e anni di studio? L'astrofisica e' la mia vita. Non puoi chiedermi di rinunciarvi.

- Ma io ti amo - disse Calogero. 
- Non vedo dove stia il problema - disse Pasqualina - ci sposiamo, tu resti qui e ti prendi cura della casa, io torno alle Hawaii e porto a casa lo stipendio.

E cosi' fu.
Pasqualina torno' alle Hawaii, ma non senza aver lasciato a Calogero otto grosse uova. 
La paternita' fece bene al principe indolente. Covo' le uova con infinito amore e attenzione e divenne incredibilmente solerte nella cura dei pulcini, scoprendo nell'essere padre la sua vera vocazione.



Pasqualina continuo' ad occuparsi delle sue stelle, restando in contatto giornaliero col marito e i figli tramite Skype e passando le sue ferie in Australia. 

-FINE-

Nota: Non sono sicura che Calogero abbia una ragazza. L'ho visto in compagnia, ma non ne ho la certezza.
Quello che e' certo e' che sono gli emu' maschi a covare le uova e ad allevare la prole.
Non chiedetemi cosa facciano le femmine, dopo aver mollato le uova al malcapitato di turno. Forse lavorano davvero alla NASA.

lunedì 20 gennaio 2020

Questioni d'acqua

Era la fine di Maggio dello scorso anno, un giorno in cui non ero di turno e mi apprestavo a passare una tranquilla giornata a casa. Mio marito si stava facendo la doccia, mentre io preparavo la colazione. Ad un tratto vedo arrivare il coniuge in sala da pranzo ancora svestito e piuttosto alterato: l'acqua era finita.
A scanso di equivoci, va specificato che non era terminata l'acqua calda, ma proprio l'approvvigionamento idrico dell'abitazione. Questo accade perche' qui, nella nostra casa a 15 km dal Freaky Village, non usufruiamo dell'acquedotto, ma abbiamo una cisterna che si riempie con l'acqua piovana ed e' collegata ai nostri rubinetti.

La nostra cisterna

L'acqua era dunque terminata, la cisterna vuota e questo era un problema che andava ovviamente risolto il prima possibile.
Ad un'ora adeguata mi sono dunque recata all'agenzia immobiliare che ci ha affittato la casa, passaggio obbligato per avere una qualche forma di aiuto, e nel giro di un paio di minuti sono risalita in macchina stringendo tra le mani un foglietto col numero di telefono da chiamare.

La ditta in questione si occupa di riempire cisterne ad uso domestico, quindi con acqua potabile. Chiamo, ci accordiamo sull'ora della consegna, il tizio mi chiede quanti litri voglio, avvisandomi che non ne puo' portare piu' di 12.000, capienza della sua autobotte piu' grande.
Faccio un rapido calcolo, non so esattamente quale sia la capacita' del nostro serbatoio, ma sicuramente tiene piu' di 12.000 litri.
Il tipo arriva all'ora convenuta e, mentre scarica quintali di liquido nella vasca vuota, gli faccio un paio di domande. Mi informa che la nostra cisterna ha una capienza di 100.000 litri, quantita' che, se usata oculatamente, di solito dura un anno. Mi insegna anche come controllare quanta acqua c'e' dentro senza dovermi inerpicare in cima per aprire lo sportellino: basta bussare sulle pareti del cilindro.
Si parte dalla base, e si sale. Quando il sordo toc-toc diventa un rimbombante bounc -bounc, significa che si e' raggiunto il livello dell'acqua.

Al termine del travaso, metto in pratica le competenze appena acquisite: il livello mi sembra sempre paurosamente basso, ma in effetti occupa piu' o meno un decimo della cisterna.
Il conto e' salato: per 12.000 litri pago 475 dollari.
Una settimana dopo questo episodio sono iniziate le piogge invernali, e la nostra cisterna si e' gradualmente riempita.

All'epoca, se qualcuno mi avesse chiesto come funziona l'immagazzinamento dell'acqua, avrei risposto con sicurezza: la raccolta avviene dal tetto della casa tramite grondaie, e, con una serie di tubi, trasportata nella cisterna. Ad un certo punto di questo tragitto, l'acqua viene filtrata e diventa quindi potabile. Ci credevo come ad un dogma di fede. Ovvio no? mica ci beviamo la pioggia cosi' com'e'.
Va detto che l'acqua della cisterna e' ottima. Sempre fresca e senza retrogusto di cloro. Conosco parecchie persone che, pur abitando in centri abitati raggiunti dall'acquedotto, si sono fatti installare una cisterna perche' gradivano di piu' il sapore dell'acqua piovana.

Circa un mese dopo, sono tornata all'agenzia a chiedere informazioni sul filtro: va cambiato, ogni tanto? lo dobbiamo pulire?
Ricordo la faccia perplessa dell'impiegata, mentre mi diceva che no, non dobbiamo fare assolutamente niente.



Passano i mesi, le piogge invernali arrivano al termine. Nel 2019 non e' piovuto granche', il fiume che attraversa il Freaky Village non e' esondato affatto, cosa rara.
La nostra cisterna non si e' riempita completamente, il livello dell'acqua e' arrivato piu' o meno a meta'.

Da quando mi sono accorta che il serbatoio non si era colmato, ne ho vegliato costantemente il livello con ansia crescente. Non riesco a valutare quanta acqua usiamo. Quanti litri si consumano lavando i piatti? quanti con le lavatrici? quanta acqua sprechiamo con la doccia? Il livello nella cisterna si abbassa sempre di piu'. Venti centimetri. Quindici centimetri. Dieci centimetri.
Infine, poco prima di Natale, ci siamo decisi a chiamare di nuovo l'uomo dell'acqua, per avere altri 12.000 litri. Lo chiamo di lunedi', lui mi dice che non puo' venire fino a venerdi'. Bastera' l'acqua? presa dall'ansia, inizio a razionare. Lavo i piatti e i vestiti col minimo indispensabile, smetto di farmi la doccia e opto per un lavaggio "a pezzi". Inizio anche a riempire la bottiglia da cui bevo sul posto di lavoro, anziche' a casa.
Mio marito non si lascia contagiare dalle mie preoccupazioni e continua tranquillo con le sue due docce al giorno.
Infine arriva il venerdi' e io mi prendo un giorno libero dal lavoro per poter essere li' quando il tizio arriva. La consegna avviene, sborso altri 475 dollari.

Rientro poi in casa, rilassata, e come prima cosa, apro il rubinetto per riempire la mia bottiglia.
Non posso sbagliarmi, l'acqua e' GIALLA. Non solo, e' piena di micro-particelle che ci galleggiano dentro. Il primo pensiero e' che per errore mi abbiano dato dell'acqua non potabile, ma lo elimino subito come impossibile.
Prendo la macchina, corro in agenzia. Porto con me due bottiglie: una e' la mia, riempita con l'acqua del rubinetto, l'altra e' una bottiglietta intonsa di acqua del supermercato, per far vedere la differenza di colore.

L'agente immobiliare non e' particolarmente scioccata.
- Mi sembra che vada abbastanza bene, no? - mi dice, osservando la bottiglia incriminata.
Mi spiega che in tutte le cisterne si forma un sedimento di roba non meglio specificata che giace sul fondo. Quando vi e' stata versata dentro l'acqua, questo strato ha subito un rimescolamento, ma non devo preoccuparmi, basta aspettare un paio di giorni e le cose si stabilizzeranno.

Questa storia del sedimento mi e' nuova e mi turba abbastanza. Da cosa e' formato? Come puo' crearsi un sedimento, se il sistema di raccolta dell'acqua e' dotato del famoso filtro che non necessita di manutenzione?
L'impiegata cerca di tranquillizzarmi e mi sorride. Mi dice che il ferramenta esegue analisi dell'acqua delle cisterne, e di andare da lui, se proprio voglio stare tranquilla.

Non posso sbagliarmi, il Freaky Village ha solo sette negozi, di cui uno e' il ferramenta.
Entro, supero velocemente la corsia della roba da giardinaggio, passo in  mezzo alle motoseghe e finalmente arrivo al bancone, dietro al quale si trova un uomo sui cinquant'anni, con una lunga barba che gli sfiora il petto. Indossa un grembiule verde che ricopre l'addome prominente e su cui risalta la parola "Joseph" stampata in un angolo. Dietro di lui siede una donna all'incirca della stessa eta', impegnata con un inventario.

Io sono molto alterata, arrivo al bancone, vi sbatto sopra le due bottiglie, gli vomito in faccia l'accaduto e lo prego di eseguire immediatamente la famosa analisi chimico - fisica che dovrebbe fornirmi informazioni sulla bonta' dell'acqua che beviamo ogni giorno. Al termine dello sproloquio alzo i miei occhi disperati verso i suoi e scopro con stupore che l'uomo mi sta sorridendo a tutta bocca.

Mi tende la mano.
- Ciao, mi chiamo Joseph, sono il proprietario. Questa e' mia moglie Annie. Non ti ho mai vista qui.

La gente qui e' speciale e un po' matta, non per niente ho soprannominato questo posto "Freaky Village".

Stringo la mano a Joseph, mi presento, cerco di calmarmi e gli spiego di nuovo il problema, sollecitando le analisi.

Joseph prende la bottiglia con l'acqua del rubinetto e la osserva.
- Secondo me va bene - mi dice. Svita quindi il tappo e ne beve qualche sorso.
- Anche il sapore e' OK - aggiunge. Poi mi spiega che l'analisi non la fa lui, occorre mandare i campioni a Perth, ci vuole piu' di un mese.

Davanti alla mia espressione costernata, Joseph esce da dietro al bancone e mi abbraccia.
- Non preoccuparti, davvero. La tua acqua va bene. Non hai idea di cosa la gente si ritrova nella cisterna, opossum morti, colonie di rane, piantagioni di alghe... la tua acqua va bene, fidati. Dai al sedimento il tempo di stabilizzarsi.

 Gli chiedo del sedimento. Come fa a formarsi?
Joseph mi sorride. Mi chiede dove abito. Decido di dare indicazioni vaghe, fornendo solo il nome della strada. E' impossibile che localizzi la mia casa: la via in questione e' lunga piu' di 50 km e collega il Freaky Village con un altro paesino.
- Dev'essere la casa costruita da Jason - dice subito Annie, alzando gli occhi dal suo inventario.
Mi guardano. Non ho idea del nome di chi ha edificato la casa dove vivo in affitto.
- Ci vivi in affitto, no? la casa appartiene a Michael Johnson? mi chiede Joseph.

Ho solo detto il nome della strada, giuro.
Come fanno questi due ad aver individuato la casa?

- Chiama Jason, chiedigli del filtro - dice Annie al marito.
Joseph si dirige verso il telefono, per chiamare l'uomo che ha costruito la casa dove vivo.
- Jason? Ciao, sono Joseph, ti chiamo dal negozio. C'e' qui Flavia, che voleva sapere del filtro della cisterna, e' preoccupata per l'acqua... oh, capisco. Certo, naturalmente. D'accordo, glielo dico. Grazie. Ciao.

Joseph abbassa la cornetta e mi sorride.
- La cisterna non ha filtri -  mi dice.
- Come niente filtri???? quindi ci stiamo bevendo l'acqua piovana cosi' com'e'? con le foglie morte dentro? con la cacca degli uccelli e degli opossum che scorrazzano sul tetto?




Joseph mi sorride di nuovo.
- Esattamente - mi dice - ma e' cosi' per tutti, qui. Non ti preoccupare, dai. Stai bevendo quest'acqua da anni e non hai mai avuto problemi. Se lo desideri, comunque un filtro si puo' sempre mettere. Vuoi che chiamo il proprietario della tua casa per chiedergli di installarne uno?

E' questo e' quanto. Ho abbracciato Joseph ed Annie e sono tornata a casa. Il proprietario si e' detto favorevole all'installazione del filtro, ma non ha detto quando questo potra' avvenire.
L'acqua nel frattempo e' tornata ad essere limpida, il sedimento si e' riassestato e non ci sono piu' particelle galleggianti.
Continuiamo ad usare i rubinetti di casa per la nostra necessita' idrica quotidiana, come del resto stiamo facendo da due anni e come la gente qui ha sempre fatto.
Il filtro dovrebbe essere in arrivo, nel frattempo incrociamo le dita e cerchiamo di non innervosirci troppo.

martedì 31 dicembre 2019

Di aggiornamenti, animali e banane

Eh gia', sono ancora qui, anche se sono mesi che non aggiorno il blog. Sorvoliamo sui motivi per cui non mi avete piu' letto, altrimenti scrivo un post che parla d'altro. 

Cos'e' successo in questi ultimi mesi? saro' breve e schematica.
Abbiamo fatto finalmente il test per la cittadinanza australiana. A breve verremo convocati per la cerimonia del giuramento. Ma vi raccontero' di questo piu' approfonditamente in un altro post.

Ho iniziato a fare surf. Non sono una campionessa, sono all'inizio e non riesco ancora a stare in piedi sulla tavola, mettermi a quattro zampe per ora e' il mio record, il Cow Bombie e' ancora lontano (molto lontano!). Ma non importa: quando prendi l'onda, la posizione non conta, vai veloce come un fulmine e l'emozione e' indescrivibile. Mi sento viva.

Ho totalmente abbandonato il desiderio di poter ottenere il riconoscimento della laurea. Da una parte il maledetto IELTS Academic, dall'altra l'Ordine che ha cambiato di nuovo i pre-requisiti per la registrazione, inserendo clausole che rendono vana qualunque speranza e rendono la mia laurea con lode nulla di piu' di un pezzo di carta senza alcun valore. 

Ora basta, tranquilli, vi risparmio il resto e cambio argomento.

*****

Aneddoto tragicomico dei giorni scorsi, tra parentesi i miei pensieri.

Collega madrelingua inglese: Flavia, ho difficolta' a scrivere una parola, mi aiuti?
Io (che sara' mai? Sternocleidomastoideo? Nitrofurantoina? Micropoliangioite a fenotipo granulomatoso-eosinofilo?): Certo, dimmi pure. Di che si tratta?
Collega: La parola e' BANANA. Con quante N si scrive?
Io (O.O): con due enne...
Collega: Quindi e' BANNANA o BANANNA?
Io: ....

La cosa tragicomica, a parte il fatto che ero convinta che la parola "banana" fosse tra le prime venti che si imparano a scrivere all'eta' di 5 anni, e' che questa mia collega, per il semplice fatto di essere nata qui, non dovra' mai fare un esame di conoscenza della lingua inglese. In caso lo desiderasse, potra' iscriversi all'universita' senza dover preventivamente dimostrare di avere una padronanza totale della lingua. Questa ironia non smette di impressionarmi.

*****
Per concludere questo post sconclusionato, vi racconto qualche ulteriore incontro con la fauna australiana, che qui, si sa, si incontra ovunque vai.

Verso la fine di Novembre, mio marito ed io siamo andati per un weekend nella cittadina di Albany, sulla costa sud del Western Australia. La temperatura era gia' di inizio estate, per cui il programma era di andare in spiaggia. 
In Western Australia, fuori dalle grandi citta' le spiagge non sono gremite, nemmeno in una domenica nel culmine dell'estate. In quei giorni ancora non estivi, la maggior parte delle spiagge era ancora deserta, nonostante la temperatura fosse gia' sopra i 20 gradi.
Parcheggiamo, prendiamo la borsa con gli asciugamani e, prima di scendere sulla spiaggia, decido di fare un salto al bagno, ovvero un casottino in mezzo alla boscaglia. 
Entro, supero la zona lavandini e mi dirigo verso i gabinetti... e mi blocco di colpo: vicino alla porta di uno di essi c'e' un dugite lungo piu' di un metro.

Il dugite e' uno dei serpenti australiani con veleno letale.
Immagine da Wikipedia
Quando si incontra un serpente, non bisogna muoversi. Occorre stare immobili per non spaventarlo, anche se l'animale ti sta passando sui piedi.
Quante volte ho sentito ripetere questa frase, da quando vivo qui? Mille volte?
Ecco, in caso vi capitasse, e' cosi' che si deve fare.
Io invece mi sono lasciata guidare dall'istinto, mi sono girata e sono fuggita. L'animale, per fortuna, non ha reagito mordendomi. Mi e' andata di lusso, come direbbe mio padre.

Stessa gita, giorno dopo, spiaggia diversa. 
Mio marito e' in acqua che nuota tranquillo, io sono seduta su un asciugamano, a causa della temperatura per me troppo bassa. Sulla spiaggia non c'e' nessun altro.
Se pensate ai pericoli dell'Australia, specificamente a quelli che si possono incontrare in acqua, qual e' la prima cosa che vi viene in mente? 
Gli squali qui sono un problema, tanto che nelle spiagge piu' affollate c'e' un apposito allarme che si attiva quando viene avvistato uno squalo e, in alta stagione, un elicottero sorvola incessantemente la costa con lo stesso obiettivo.
Immaginatevi la scena. L'acqua e' meravigliosa, cristallina, azzurro chiaro, la sabbia candida e bellissima. 
E all'improvviso vedo una pinna che spunta dall'acqua. E si dirige verso mio marito.
Panico. Lo chiamo e lo chiamo, ma e' immerso e non mi sente subito. Intanto mi accorgo che le pinne sono piu' di una. Almeno 4, direi.
Finalmente lui si accorge delle mie urla terrorizzate ma, prima che lui abbia tempo di precipitarsi  fuori dall'acqua, ci rendiamo conto che si tratta di un gruppo di delfini. 
Che ansia, pero'. 

L'ultimo incontro che vi racconto oggi e' avvenuto qui, nella casa dove viviamo in affitto. La proprieta' si trova in mezzo ai campi al limitare della foresta, a 15 km dal paese piu' vicino, ed e' circondata da un ampio giardino pieno di alberi da frutta.
Ero al computer, quando sento un rumore fuori: una specie di tonfo sordo ripetuto, una specie di tonf, tonf, tonf. I nostri vicini piu' prossimi vivono a 2 km di distanza, quindi quando sento rumori fuori mi preoccupo sempre, specie se sono sola in casa. 
Questa volta tutto bene: era solo un emu' (specie di struzzo selvatico australiano) che cercava di raggiungere le prugne saltando. Dev'essere frustrante essere un uccello e non poter volare.
Da quel giorno l'emu' viene nel giardino ogni giorno, pasteggia felice e poi se ne va. 
L'ho chiamato Calogero.

Ora di colazione... vediamo cosa c'e' qui..

Queste prugne sono deliziose!!!

Per ora e' tutto.
Prometto di scrivere piu' spesso e, nel frattempo, vi auguro un meraviglioso 2020.

sabato 5 maggio 2018

Incontri ravvicinati (di cui avrei fatto volentieri a meno) con la fauna australiana

Insetti
Hai portato la macchina all'autolavaggio e la vettura ne è uscita splendente, tutto è pulitissimo, il parabrezza è assolutamente perfetto. Quanti minuti passano prima che ci sia il primo insetto spiaccicato sopra? 
Ricordo un giorno di qualche anno fa, quando avevo ancora la mia vecchia macchina, Torcina. Avevo passato un'ora a lavarla nel giardino di casa e alla fine era perfetta. Il giorno dopo sono andata al lavoro e lungo la strada un sacco di insettini volanti sono diventati macchie sul mio parabrezza. Ma questo era niente: il parafango era interamente coperto da cavallette spiaccicate, ce ne saranno state cinquanta, mi spiace solo di non aver fatto una foto.

Uccelli
Da queste parti ci sono una marea di pappagalli verdi, mentre guidi volano da una parte all'altra della strada, restando bassi bassi. La prima volta che ne ho colpito uno mi sono sentita un mostro, non volevo più guidare. 
Bellissimi, ma non troppo furbi.
Foto da QUI

Poi c'è stato il secondo, il terzo, poi impari a convivere col senso di colpa. Capisci che purtroppo per raggiungere il posto di lavoro non puoi fare a meno di usare la macchina. Capisci che, per le leggi della natura, una carcassa al lato della strada è cibo e sostentamento per un altro animale.
Questo fino ad un paio di mesi fa. Stavo guidando, sento un TONK, vedo nello specchietto retrovisore una nuvola di piume verdi volare per aria e, colta da un sinistro presentimento, fermo la macchina e vado a controllare. Il pappagallo aveva colpito la macchina di testa ed era rimasto incastrato in quella specie di griglia di plastica che c'è sopra al paraurti (lo so, la descrizione è penosa, non so nulla di macchine, perdonatemi), con la testa e le ali dentro e le zampe fuori. 
Cosa ancora peggiore, era ancora vivo, nonostante fosse ferito mortalmente. Tutti i miei tentativi di tirarlo fuori hanno solo peggiorato la situazione, fino a farlo cadere nell'esiguo spazio tra la griglia e il radiatore. Terrorizzata che potesse essere aspirato in qualche modo dentro al motore, sono rimasta bloccata accanto alla macchina in preda all'indecisione. Infine mi è stato chiaro che il pappagallo era giunto al termine delle sue sofferenze e con molta fatica e molto senso di colpa sono riuscita a tirarlo fuori. 

Conigli
L'Australia è invasa dai conigli, si sa. Nel mio giardino ne ho una famigliola che esce fuori al tramonto e pasteggia con l'erba del mio prato, i miei pomodori e la mia insalata.
Sfortunatamente anche i conigli hanno la brutta abitudine di tagliare la strada alle macchine, e qualche volta succede di colpirli.
La prima volta che ne ho colpito uno ho fermato la macchina, sono inutilmente tornata indietro per vedere se potevo soccorrerlo, sono scoppiata a piangere e sono arrivata al lavoro con i lacrimoni.
Qui i conigli hanno più o meno la stessa considerazione che in Italia abbiamo delle zanzare: bestiacce da eliminare al più presto possibile.

Collega preoccupata, vedendomi piangere: Che succede?
Io: ho colpito senza volerlo un coniglio!!!
Collega: maledette bestie, sono ovunque! Hai fatto benissimo!

Canguri
Il canguro è il simbolo dell'Australia e nel bush sono ovunque, specie dal tramonto all'alba. Se la prima volta che ne ho visto uno il mio unico desiderio era di scattare una foto, ora che ne vedo giornalmente una cinquantina l'unica cosa che spero è che non mi taglino la strada all'improvviso mentre guido (anche questo evento che si ripete giornalmente). Avevo parlato QUI della prima volta che ho colpito un canguro.
La seconda volta è stata circa due mesi fa: mi ha colpito la parte di carrozzeria intorno alla ruota anteriore sinistra, facendo un piccolo danno che saggiamente abbiamo deciso di non far riparare. Saggiamente perchè, il sabato di Pasqua, ho colpito il canguro numero tre, mentre andavo al lavoro. L'animale, un enorme maschio, mi è come al solito saltato davanti all'improvviso. Ho inchiodato, ma lui veniva verso di me e l'impatto è stato inevitabile. 

La mia macchina dopo l'urto, 6.500 dollari di danno.

Dopo l'urto il canguro si è rialzato, illeso, e per una decina di interminabili secondi è rimasto saltellante accanto alla macchina, come un pugile che si prepara a colpire. Ricordo il terrore che ho provato. Se si scaglia contro la macchina, cosa faccio? esco e scappo? mi appiattisco sul pavimento dell'auto? per fortuna il cangurone ha realizzato che la macchina era ben più grossa di lui e infine è saltellato via, lasciandomi in lacrime, grazie al cielo illesa ma col motore spappolato.
Giusto per dire, mi hanno ridato la macchina ieri, per fortuna ha pagato l'assicurazione.

Un settimana dopo questo episodio, guidando la macchina di mio marito, ho avuto l'impatto col canguro numero quattro: ha colpito il paraurti, rompendolo. Stima del danno sui 2.000 dollari.
Ora, come potete immaginare, sono terrorizzata da queste bestie. Purtroppo per lavoro devo uscire di casa ben prima dell'alba e mi organizzo in modo da poter percorrere gli 83 km che mi separano dal mio luogo di lavoro non guidando mai a più di 60 km orari, sperando così di riuscire a frenare in tempo anche nel caso mi taglino la strada sotto alle ruote. 

Per ovviare al problema, qui in Australia si usano le kangaroo bars (roo bars), delle speciali strutture che vengono montate sulla parte anteriore delle macchine, per evitare i danni al motore. 



Esempi di roo bars, immagini da internet
Purtroppo la mia macchina è troppo piccola per poterne montare una, senza contare che il prezzo della barra in sè probabilmente sarebbe superiore al valore della vettura.

Opossum&C
Nella nostra casa, nello spazio tra il soffitto e il tetto, vivono degli opossum. Li sentiamo correre sopra alla nostra testa di notte, ma, a parte questo, non ci hanno mai dato granchè fastidio.

Opossum australiani, immagine da internet
Ne abbiamo parlato con l'agente immobiliare, che ci ha detto che tutti qui hanno gli opossum nel sottotetto e di non preoccuparci. Tra l'altro questi animali sono protetti, per cui è vietato usare esche avvelenate e l'unico modo di liberarsene è catturarli e rimetterli poi in libertà in un posto diverso.
Quindi tutto bene, fino a due giorni fa, quando ho notato che dalla parte inferiore del nostro condizionatore/ erogatore di aria calda spuntavano delle cosine nere.



Le stesse cosine cadono poi sul pavimento sottostante. Una veloce ispezione mi ha confermato che le cosine sono in effetti feci di opossum, di cui probabilmente il vano sopra al soffitto è strapieno.
Ora siamo quindi nell'impossibilità di accendere il riscaldamento (perchè questo è ovviamente l'unico aggeggio per riscaldare la casa, se escludiamo la stufa a legna che comunque non riscalda granchè) per evitare di soffiare in giro per la casa gli escrementi degli inquilini del piano sovrastante. Tra l'altro questa roba si trova a circa 50 cm dai fornelli e dalla zona cucina, cosa che mi lascia piuttosto preoccupata per quanto riguarda l'igiene. 
Lunedì ovviamente andrò a parlare agli agenti immobiliari, sperando che gli stessi risolvano il problema prima di mercoledì, quando arriveranno a trovarci i miei genitori.

La carrellata di animali con cui abbiamo a che fare quotidianamente da queste parti termina con i mardo, anche detto antechinus, l'ennesimo topo col marsupio che vive da queste parti (ho parlato QUI di animali simili).
Un mardo, immagine da internet
Cosa fanno i mardo? entrano nel motore delle auto per riscaldarsi e occasionalmente rosicchiano i cavi della batteria. Almeno così ci ha detto il meccanico, diagnosticando che evviva, abbiamo anche queste bestie! ovviamente sono protetti, quindi di ammazzarli neanche a parlarne. 
Sto iniziando a pensare che il modo migliore per spostarsi da queste parti è il cavallo. Molte meno possibilità di urtare canguri, conigli e uccelli, e niente cavi da rosicchiare!!
Qui dal bush australiano per ora è tutto. 

domenica 14 gennaio 2018

Luci, piccole storie inquietanti

Credo di non aver mai avuto paura delle ombre che si formano nel buio, nemmeno da bambina, ma è innegabile che la notte è il momento in cui mi sento più vulnerabile e in cui è più facile che le paure seppellite nella mia mente acquistino una forma e una dimensione. Forse è così per tutti.

Da quando siamo qui, durante la notte si sono verificati alcuni strani episodi. Strani per noi, perchè non ci era mai capitato prima.

La luce del capanno, prima parte

Premessa
La proprietà dove abitiamo attualmente si trova al centro di un vasto terreno adibito a pascolo, a circa due chilometri dalla casa più vicina. Proprio a ridosso della parte posteriore della casa si trova uno shed, un capanno di alluminio, costruzione comunissima nei giardini delle case del bush. 
Vi siamo entrati dentro solo una volta, la prima volta che abbiamo visitato la proprietà con l'agente immobiliare.  In seguito la porta dello shed è stata chiusa  e la chiave riconsegnata al proprietario che abita a Perth, affinchè provvedesse a pulirlo e a sgombrarlo. Abbiamo traslocato da un mese e ancora nessuno è venuto, la porta è sempre chiusa e l'agenzia immobiliare è sempre in attesa che il proprietario si faccia vivo. 



Eravamo in questa casa da circa una settimana, ed era notte. Notte buia come la pece, senza altre luci che quelle della nostra casa e fuori c'era un temporale, con vento e pioggia a secchiate. Ci stavamo preparando per andare a letto, quando ci accorgiamo che in giardino c'è una luce accesa. 
E' quella sopra alla porta del capanno, che è collegata ad un sensore di movimento. Sbirciamo attraverso i vetri. 
Siamo soli in questa casa al limitare della foresta, è notte, è davvero facile suggestionarsi. 
Decidiamo di uscire e fare un giro della casa. Ovviamente fuori non c'è nessuno. Rientriamo e poco dopo la luce si spegne, per poi accendersi e spegnersi più volte durante la notte. 
Ci diciamo a vicenda che deve trattarsi di rami mossi dal vento che vengono captati dal sensore, o magari di animali. 
La luce si accende e si spegne più volte ogni notte, anche nelle notti serene e senza vento, ormai ci siamo quasi abituati.

La touch lamp

Sul mio comodino c'è una touch lamp, una di quelle lampade che si accendono solo toccandola, senza bisogno di interruttori. Un tocco, la lampada si accende, un altro tocco e la luce diventa un pochino più forte, un terzo tocco e la lampada raggiunge la luminosità massima, un quarto tocco e si spegne. C'è un'altra lampada identica nella camera per gli ospiti. 



Tre giorni fa il coniuge mi sveglia nel cuore della notte: la lampada sul mio comodino si è accesa. Gli dico che probabilmente mi sono mossa nel sonno e l'ho toccata, oppure è stato uno dei gatti. 
Due ore dopo la lampada è di nuovo accesa e i gatti dormono. Mio marito va in bagno e vede un chiarore nel corridoio: anche la lampada nella stanza degli ospiti è accesa. 
Ci diciamo a vicenda che dev'esserci un problema elettrico e stacchiamo la spina delle lampade. 

La luce del capanno, seconda parte

Ieri siamo stati fuori tutto il giorno e siamo rientrati dopo il tramonto. Appena arrivati a casa sono andata a bagnare alcune delle piante in giardino. Mi avvicino al rubinetto, sul lato della casa, e mi accorgo che la luce del capanno è accesa. Dentro. E' illuminato all'interno e la luce filtra da sotto alla porta. 
Mi sembra improvvisamente di essere diventata Emily St Aubert.
Avverto mio marito, usciamo a controllare. Proviamo la porta dello shed: è chiusa. Facciamo un giro intorno al capanno, anche da altri punti si intravede la luce all'interno. Attendiamo qualche minuto, in silenzio assoluto. Non si ode alcun rumore.  
Ci diciamo a vicenda che magari la luce è accesa da quando abbiamo visto il capanno quel giorno con l'agente immobiliare. Che quella sera che siamo usciti a controllare la luce esterna era accesa e ci impediva di notare il chiarore che filtrava da dentro. 

Siamo persone razionali e sicure che debba esserci una spiegazione ovvia e normale per tutti questi strani fenomeni. Lunedì andremo a parlare con l'agente immobiliare, quanto meno perchè una luce accesa significa energia sprecata e da pagare.
Nel frattempo quando si fa sera abbiamo un certo brividino nella schiena. 

venerdì 29 dicembre 2017

Una piccola e pazza festa di Natale

Il Freaky Village è un adorabile posticino pieno di gente fuori di testa.
Circa dieci giorni fa il coniuge è andato all'ufficio turistico del paese per chiedere alcune informazioni. E' stato dentro dieci minuti. Quando è uscito era diventato membro del comitato organizzativo del Festival delle Rose (l'occasione sociale annuale più importante, da queste parti) e, soprattutto, aveva ricevuto un invito (esteso anche alla sottoscritta) per una festa di Natale.

Da queste parti ci sono edifici nati come micro-scuole. Non dovete immaginare un istituto come quelli che conoscete, con un'aula per ogni classe. Parliamo di scuole piccolissime, con tipo 15 alunni in tutto, di tutte le età e riuniti in un'unica classe. Queste scuoline, attive fino a pochi anni fa, sono formate da una sola stanza, alcune hanno ancora le panche e i tavoli e si possono visitare. Vicino a casa, qui a 15 km dal Freaky Village ce n'è una, ed è lì che si teneva la festa.

Ci hanno detto di portare qualcosa da mangiare, per cui ho preparato una grossa teglia di pasticcini misti e all'ora giusta ci siamo presentati nel luogo indicato. 
Abbiamo conosciuto:
- un'adorabile coppia di mezza età di fotografi freelance, che un giorno ha venduto la propria casa a Perth e si è messa a girare l'Australia a bordo di un camper;
- una simpatica signora che ha un figlio che vive da qualche parte negli USA da vent'anni, in un capanno sul fianco di un vulcano, facendo lavori saltuari;
- un pittrice novantenne;
- un numero imprecisato di vicini, la cui abitazione è a meno di 2 km dalla nostra, tra cui un simpatico signore che ci ha chiesto se può mettere le sue arnie di api nel nostro giardino;
- una signora che gestisce una fattoria che produce esclusivamente lavanda;
- un numero imprecisato di persone anziane e curiosissime di ogni più trascurabile dettaglio della nostra vita;
- un signore di mezza età che mi ha raccontato di ogni festival musicale mai tenuto nella zona da quando lui ci si è trasferito molti anni fa.

Dopo aver parlato per circa un'ora e mezza, è arrivato Babbo Natale e ha consegnato i doni ai bambini. Poi c'è stato il BBQ, corredato di molte insalate di patate, una zuppa, del riso, alcuni cibi non facilmente identificabili e quintali di dolci. 
Abbiamo chiacchierato, riso, mangiato tutti insieme come se ci conoscessimo da sempre, sentendoci immediatamente parte di questa piccola comunità in mezzo alle foreste.
Siamo tornati a casa tre ore dopo, carichi di auguri, di sorrisi e abbracci da parte di persone che fino al giorno precedente non avevamo mai visto e che sono entrate improvvisamente nelle nostre vite.

I miei più sinceri auguri a tutti voi per uno splendido 2018.

domenica 24 dicembre 2017

Le dieci regole d'oro del trasloco

Sono esattamente dieci giorni che ci siamo trasferiti nella nuova casa, nel paesino che ho soprannominato Freaky Village e volevo condividere con voi alcune cose che ho imparato da questa esperienza.

1- Non fare i traslochi da sola.
Se tuo marito lavora, programma il trasloco per quando lui non ha impegni. Non pensare di fare tutto da sola. Almeno chiama un'amica, due amiche, se disponi di molti amici felici di aiutarti ad impacchettare, pulire, portare tutto nella nuova casa, spacchettare e pulire di nuovo chiamali e fatti aiutare.
Non passare tutti i tuoi giorni liberi facendo assurdi viaggi avanti e indietro con la macchina carica fino a scoppiare, specie se la casa nuova dista 250 km.

2- La roba da portare è molta di più di quello che pensi.
Anche se non sembra, la tua casa trabocca di oggetti che ti sono utili nell'immediato futuro o che vuoi comunque conservare perchè sono ricordi. 
Non pensare di poter stipare tutto nelle valigie in 2-3 giorni, hai bisogno sia di più tempo che di più contenitori. Inizia almeno due settimane prima e procurati delle scatole in quantità.



3- La fortuna è cieca, quindi cos'è che ci vede benissimo?
Incrocia le dita che vada tutto bene. Se due giorni prima del trasloco ti accorgi che la lavatrice perde, una buona idea potrebbe essere venderla, o regalarla a qualcuno. Se ti impunti che vuoi portarla a tutti i costi nella casa nuova, anche se lì la lavatrice c'è già, almeno renditi conto che non hai tempo per cercare un tecnico che la ripari. Quindi, non perdere tempo prezioso facendo disperate ricerche su internet e, per favore, non salvarti sul cellulare il numero di John Edwards, un tecnico per lavatrici che vive a 100 km di distanza e che no, non verrà ad aggiustare la tua.

4- Valuta bene se vale la pena di chiamare un camion per spostare il mobilio nella casa nuova.
Tipo, che senso ha portare mobili in una casa che prendi in affitto già ammobiliata? Non ha senso vero? specie se i tuoi mobili li hai comprati da AMART, il parente australiano povero dell'IKEA, e li hai montati tu, col risultato che sono tutti sbilenchi e mezzi rotti. 
Considera che, ad esempio, i due armadi in cui tenevi i vestiti potrebbero rompersi irreversibilmente nel trasloco senza che ne abbia alcuna colpa il trasportatore, il brav'uomo che hai pagato 900 dollari in contanti per portare nella nuova casa pregiatissimi mobili rotti di puro truciolato e una lavatrice che perde. 

5- Considera attentamente le circostanze.
Una volta che il tuo letto è stato smontato e portato dal trasportatore nella nuova casa, considera bene cosa ti conviene fare in caso tu debba passare ancora alcuni giorni nella casa vecchia. 
Ad esempio, non rifiutare l'invito di due amici gentili che si offrono di ospitarvi. I materassini gonfiabili con cui  pensi di poter dormire sul pavimento della casa vecchia non sono una buona idea.
Hai due gatti, te lo ricordi, sì? due gatti dotati di unghie che dormono con voi tutte le notti.
Se alla sera il tuo giaciglio è bello gonfio e alla mattina ti svegli con la schiena a pezzi e scopri di aver dormito su una sottiletta, non è che hai gonfiato male il materassino. E' che è bucato, accettalo.

6- Valuta in anticipo cosa devi fare nell'ultimo giorno di permanenza nella casa vecchia.
Ad esempio, se il contratto d'affitto dice che nella casa non deve rimanere spazzatura, organizzati in tempo, metti tutta la cartaccia e la roba da buttare in grandi sacchi e portali alla discarica nella settimana precedente, NON aspettare l'ultimo giorno. 
Specie se sei da sola a fare tutto. Specie se i sacchi sono 16. E, per la miseria, non metterti il cellulare in tasca. Quelli vocina che senti provenire dai tuoi pantaloni mentre arranchi verso la macchina trascinando trenta chili di roba da buttare proviene dal tuo cellulare. Hai chiamato per errore qualcuno, in questo caso John Edwards, il tecnico della lavatrice del punto 3. Chiudi la chiamata, ora non hai tempo per spiegare.
Prima di mettere in moto la macchina per andare alla discarica, assicurati che tutti i sacchi siano davvero sulla vettura. Quel PRONK che hai sentito mentre facevi retromarcia non è "niente". E' il sacco che conteneva la lettiera sporca dei gatti, quello che volevi mettere nel portabagagli ma avevi lasciato le chiavi in casa. Te lo sei scordato lì, ci sei passata sopra con la macchina e ora il tuo vialetto è stato concimato. Chissà come saranno contenti quelli dell'agenzia.



7- Per fare il trasloco non metterti magliette scollate.
Hai bloccato la macchina in una posizione oscena, metà sul vialetto e metà sulla strada, e stai raccogliendo alla meglio gli escrementi dei gatti. Se le macchine rallentano per guardarti, forse non è solo per l'attività che stai facendo, ma anche perchè sei chinata in avanti e stai mostrando le tue grazie a tutto il quartiere.

8- Non ti curare di quello che pensano gli altri.
Tipo, che importanza ha se il tizio della discarica ti guarda come se fossi pazza, quando gli confidi che hai con te 16 sacchi della spazzatura? Dirigiti nella zona indicata e deposita i tuoi sacchi in maniera ordinata. Se durante l'operazione hai di nuovo il cellulare in tasca, non c'è che dire, non brilli di eccessiva intelligenza. Ora hai chiamato di nuovo John Edwards. Prova a dirgli che hai sbagliato numero e spera che non ti denunci per stalking. 

9- Affronta le arpie dell'agenzia immobiliare a testa alta.
Stai andando a riconsegnare le chiavi. Raggio di Sole, l'impiegata che ti odia, cerca di ucciderti con lo sguardo. Ora, testa alta, è il tuo momento! Voce ferma, vai, dille che purtroppo alcune delle cose che erano sul contratto non sei riuscita a farle, succede! Non abbassare gli occhi, NON iniziare a dire che ti spiace che non sei riuscita a pulire i vetri e ti sei scordata di comprare un nuovo zerbino! Soprattutto, quando l'arpia ti guarda e ti chiede se hai fatto la disinfestazione per le pulci, non dire "quale disinfestazione?". Lo sai, cerca di fregarti. I termini del contratto erano che, in caso di animali in casa, avreste dovuto far fare una pulizia professionale della moquette e basta. Nessuno ha mai parlato di assurde disinfestazioni per pulci immaginarie. 
Non dire che non lo sapevi e che provvederai! Certo che non lo sapevi, non c'era nel contratto!

10 - Non ti complicare la vita.
Sai il tacchino da tre chili che avevi comprato per il Thanksgiving e che non hai cotto perchè tuo marito ha voluto comprarne per l'occasione uno più grosso? ecco, consumalo prima di fare il trasloco, oppure regalalo a qualcuno. 
In ogni caso, quando il trasportatore ti porta via il freezer, non portarlo ad un'amica chiedendole di tenertelo. Perchè poi, dopo aver riconsegnato le chiavi all'agenzia, ti toccherà passare da lei per recuperare il tacchino congelato. Poggerai l'animale in mezzo ai calzini puliti e accanto allo scolapasta pieno di vasetti di marmellata poggiato sopra lo stenditoio, in quel casino assurdo che è la tua macchina, stipata a più non posso di tutte quelle cose che "questo lo posso portare all'ultimo". 

Congratulazioni, ora hai fatto tutto, puoi iniziare l'ultimo viaggio verso la casa nuova. Ti aspetta una dimora sporca, piena di roba da mettere a posto. Sì, quello che hai appena visto è uno scarafaggio, che bello, li hai di nuovo come coinquilini! Per fortuna che ora hai ben due giorni per riposarti mettere tutto a posto prima di iniziare il nuovo lavoro full time a soli 80 km da dove vivi. Buona fortuna!

domenica 3 dicembre 2017

Solo un'altra giornata surreale qui in Australia

Antefatto
E' successo che qualche giorno fa mio marito è tornato a casa dal lavoro nel tardo pomeriggio, stanco morto. Si è seduto davanti al computer per guardarsi la posta e sgranocchiare qualcosa. 
Mentre era lì, Fluffy ha pensato bene di saltargli in braccio. Lo fa sempre, mentre il coniuge sta mangiando. Purtroppo il gatto ha le zampotte corte e non è molto bravo con i salti. Si è accorto che aveva mancato il bersaglio e così ha afferrato la prima cosa che gli è capitata, ovvero la tovaglia, e ci si è praticamente appeso. A causa dello spostamento improvviso, il bicchiere colmo che stava accanto al computer si è rovesciato sulla tastiera.
E' lungo da spiegare ma è successo tutto in tre secondi.

Il malfattore, mentre sta per cadere dal divano

Lo schermo ora ha un interessante pattern a righine colorate, stile televisione non funzionante degli anni '80, con caratteristico rumore bianco annesso.
Il coniuge mi guarda. Il negozio di assistenza computer più vicino è 100 km a nord del Paesino nel Bush. Questo senza contare che domani io devo andare nella casa nuova, nel Freaky Village, a 250 km a sud-ovest. E' fuori questione che il computer possa portarlo lui, a causa del suo lavoro e degli orari del negozio, così accetto di fare la piccola deviazione. 
Cosa sarebbe il mondo senza l'amore?

Capitolo 1 - distanza percorsa: 100 km
Alle 9.15 del mattino seguente sono nel negozio di assistenza computer.
- ...e quindi il gatto è saltato sul tavolo e il bicchiere si è rovesciato. Potete fare qualcosa?
Il tecnico mi guarda dubbioso. Ma guarda questa. Ha chiaramente rovinato il computer del marito e ora cerca di giustificarsi dicendo che è stato il gatto.
Mi dice che vedranno cosa possono fare. Sgancio 44 dollari ed esco.

Capitolo 2-  distanza percorsa: 220 km
Sono le 10.30 del mattino e sto passando vicino all'ennesimo campo pieno di mucche. 
Dall'altra parte della strada c'è un cartello, apparentemente identico, per forma e colore, ai normali cartelli stradali australiani che indicano la presenza di animali. Questo però è peculiare. Rappresenta un mucca con la testa alzata e la scritta "Moo cow".

Questo non è l'originale, ma era fatto così
Cerco di interpretarlo. Mi sta invitando a muggire alle mucche? oppure mi avvisa che sto passando accanto a mucche che fanno muu? o magari è il nome di un'azienda, tipo "Moo Cow Srl"? Qual è il senso di tutto ciò?

Capitolo 3- Distanza percorsa: circa 280 km
Ho l'impressione di guidare ininterrottamente dal Paleozoico superiore. Ho attraversato millemila villaggi deserti dai nomi più assurdi, ho visto laghi, colline, foreste e pianure. Non ho la più pallida idea di dove mi trovo attualmente, situazione che secondo il dizionario equivale a "mi sono persa". Arrivo all'ennesimo gruppo di case. Qui campeggia un enorme cartello con su scritto MEASLES..
Morbillo.
Sarà il nome della località? Scegli Measles per le tue vacanze, aria pura, mucche, tutta salute!
No, forse no. Decido che in ogni caso non lo voglio sapere

Capitolo 4- Distanza percorsa: 325 km
Per una stradina secondaria arrivo finalmente al Freaky Village. Qui scopro che:
- l'impiegata dell'ufficio postale sa il mio nome e il motivo per cui sono lì (ottenere una cassetta postale) senza che io debba aprire bocca.
- la nostra abitazione ha più di un indirizzo. E' il "Terreno 5972 in via delle Paperette Canterine" ed è anche "Via delle Paperette Canterine 821". Così, senza una ragione. Li possiamo usare entrambi, vanno entrambi bene, alcune utenze le avremo con un indirizzo, altre con un altro. Normale, qui. Mi dicono.
- Sul tetto della casa nuova di notte scorrazzano gli opossum. E vabbè, possiamo farcela.

Capitolo 5- Distanza percorsa: 525 km
Dopo un nuovo viaggio attraverso le foreste torno finalmente nel Paesino nel Bush.

Panorama intorno al Freaky Village 
Sono esausta. Accendo il pc e mi preparo una tazza di tè. 
Ora, sai quando trovi un sito interessante e ti aggiungi alla mailing list per poter restare sempre aggiornato? Io lo faccio spesso, forse troppo, e mi arrivano mail assurde da parte di gente che vuole vendermi olio, sapone fatto in casa, verdure e frutta in quantità.
Oggi ho una mail da parte di Linda J, che mi racconta l'incredibile storia che le è capitata: è andata a fare un viaggio in Italia col marito. Appena arrivati nel Bel Paese, il marito ha avuto un infarto, è stato ricoverato d'urgenza e ha dovuto subire un intervento di cardiochirurgia.
Accipicchia che fortuna. Comunque, una volta usciti dall'ospedale, i due hanno pensato di continuare il loro tour dello Stivale, così, senza problemi, perchè ormai il viaggio era pagato.

Finchè lui non ha avuto un secondo infarto. Perchè il medico italiano non gli ha detto che doveva prendere delle medicine. Oppure gliel'ha detto in Italiano. 
Dopo il secondo infarto gli hanno vietato di muoversi per almeno un mese. Linda era preoccupatissima di non poter più tornare a casa, ma si è rilassata quando ha saputo che le avevano falciato l'erba nella sua fattoria in Australia. 
E vabbè, tuo marito sta poco bene, ma vuoi mettere che bel prato, adesso?

Poi conclude dicendo che ora sono tornati a casa, il marito sta bene ma i maiali sono finiti. Proprio così, finiti. E dirmi questo, aggiunge, è il motivo ultimo della mail.

Ora, io non ho idea di chi sia questa Linda, nè perchè pensi che la carenza di maiali possa interessarmi in qualche modo. Sono assolutamente certa di non aver mai lasciato la mia mail in alcun allevamento di maiali, negozio di maiali o posti che si occupino di suini in generale.
Per un attimo mi viene voglia di scrivere a Linda per sapere come fa ad avere il mio indirizzo, poi decido di lasciar perdere.
Per oggi basta così.

martedì 28 novembre 2017

Cinque posti da visitare in Western Australia

Dopo un lungo viaggio aereo  siete finalmente arrivati a Perth, in Australia. 
Distrutti dal jet-lag vi siete rifugiati nel vostro hotel e vi siete addormentati come sassi. Il giorno seguente, dopo una corroborante colazione, avete visitato le attrazioni più importanti della città, siete stati a Kings Park, avete visto Fremantle, magari siete andati fino a Rottnest Island per vedere i quokka. 
Oggi che si fa?

Inauguro oggi una nuova rubrica del blog: con cadenza fissa vi proporrò 5 cose da vedere/mangiare/fare in Western Australia.
Iniziamo con cinque posti. Ho scelto la parola "posti" perchè non sono nè città nè paesi. Non sono in ordine di preferenza, almeno tre di questi li amo pazzamente allo stesso modo.
Pronti? Via.


1- Pinnacles


Di cosa si tratta: un piccolo deserto di sabbia gialla cosparso di peculiari formazioni calcaree alte fino a quattro metri.
Dov'è: dentro al Nambung National Park, vicino a Cervantes, a poco meno di 200 km da Perth. Prendete la Indian Ocean Drive verso nord, ci vogliono circa due ore e mezza.
Prezzo per visitare l'attrazione: 12 dollari, prezzo d'ingresso del parco nazionale.
Perchè ve lo consiglio: perchè è un posto surreale e bellissimo, non sembra nemmeno di essere sulla Terra.
Raccomandazioni: il deserto è piccolo, ma è pur sempre un deserto. Se decidete di fare l'itinerario a piedi (circa 2 km) assicuratevi di avere con voi crema solare ad alta protezione, un buon cappello, scarpe adatte per camminare e almeno un litro di acqua a testa. 
Se non volete camminare c'è anche un percorso da fare in automobile lungo 5 km e adatto a tutte le macchine. 

2- Yanchep National Park


Di cosa si tratta: Un piccolo parco nazionale a nord della capitale, famoso per l'unica colonia di koala nativi del Western Australia e alcune interessanti grotte.
Dov'è: 50 km a nord del centro di Perth, lungo la Indian Ocean Road.
Prezzo per visitare l'attrazione: gratuito
Perchè ve lo consiglio: Guardate la foto qui sopra: i koala sono tra gli animali più belli che esistano, sono morbidi, pelosi e ad alto coefficiente di pucciosità. Se siete fortunati li vedrete sul terreno, altrimenti dovrete adocchiarli tra i rami degli eucalipti. Le grotte non ho ancora avuto modo di vederle, ma sono piuttosto famose.
Raccomandazioni: nessuna in particolare. La crema solare è bene metterla sempre e non scordatevi la macchina fotografica in hotel.

3- Wave Rock


Di cosa si tratta: Un affioramento granitico antichissimo, scolpito dal vento come un'onda di pietra.
Dov'è: 336 km a sud est di Perth. Dalla città prendete la Brookton Highway in direzione Corrigin. Wave Rock è a tre km dal paesino di Hyden.
Prezzo per visitare l'attrazione: 10 dollari a macchina
Perchè ve lo consiglio: è una formazione naturale assolutamente unica e spettacolare. Non solo, ha un'importanza particolare per gli Aborigeni del luogo. Oltre a questo, se ci andate in primavera, la zona è piena di stupende orchidee selvatiche.
Raccomandazioni: Come sempre, crema solare, scarpe adatte per camminare, un cappello e dell'acqua da tenere in borsa. Da Wave Rock c'è un piacevole sentiero nella boscaglia che in poche centinaia di metri porta ad un'altra formazione rocciosa, a forma di testa di ippopotamo. 
Attenzione ai serpenti, nel bush è facile trovarne.

4- Little Beach


Di cosa si tratta: Una spiaggia da sogno, con la sabbia candida che contrasta in modo impressionante con l'acqua verde-azzurra dell'oceano.
Dov'è: All'interno del Two Peoples Bay National Park, a circa 450 km da Perth. E' un po' lontano, ma è perfetta se passate qualche giorno ad Albany, sulla costa sud. Dista da Albany circa 40 km.
Prezzo per visitare l'attrazione: 12 dollari (prezzo per l'ingresso giornaliero al parco nazionale: ci sono anche abbonamenti mensili e annuali molto convenienti).
Perchè ve lo consiglio: E' un posto da sogno. Davvero. Ed è quasi sempre vuota, come tutte le spiagge australiane fuori dalle grandi città.
Raccomandazioni: crema solare e cappello. Prima di tuffarvi nelle acque limpidissime, date un'occhiata alla superficie dell'acqua: da queste parti ogni tanto ci sono squali (come dappertutto, in Australia). Vi consiglio anche scarpe chiuse adatte per entrare in acqua: nel sud del Western Australia ci sono il pesce pietra, che si nasconde sul fondale, e il piccolo polpo dagli anelli blu. Sono entrambi letali.

5- Laghi rosa

Di cosa si tratta: in Western Australia ci sono parecchi laghi rosa, il più famoso è il Lake Hillier vicino ad Esperance. Tutti i laghi rosa sono accomunati dal fatto di avere l'acqua estremamente salata, spesso si possono vedere impressionanti fenomeni di cristallizzazione sulle rive. Il colore è dato da batteri alofili e microalghe rosse.
Dove sono: un po' ovunque. Ce ne sono parecchi, piccoli, a sud di Lake King. Uno che mi capita di vedere spesso è a nord di Cranbrook.
Prezzo per visitare l'attrazione: ovviamente gratuito, si tratta solo di trovare posto lungo la strada per fermarsi e guardare il lago.
Perchè ve lo consiglio: è inusuale e fuori dall'ordinario. Talvolta il rosa è estremamente acceso, quasi fosforescente
Raccomandazioni: i batteri che producono il colore rosa sono innocui, ma non mi sento di dirvi di farci il bagno, vista la concentrazione di sale.