Visualizzazione post con etichetta bagno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bagno. Mostra tutti i post

mercoledì 11 maggio 2016

Casa dolce casa

Quando ci si trasferisce in un nuovo paese, trovare casa il più presto possibile è ovviamente tra le priorità iniziali. 
Quando siamo arrivati in Western Australia, nel Gennaio dell'anno scorso, mio marito ed io ci siamo dunque dati subito da fare per trovare un alloggio nel posto dove volevamo vivere, ovvero il Paesino nel Bush. Abbiamo comprato i quotidiani della domenica e coscienziosamente spulciato la sezione affitti dei siti internet delle agenzie immobiliari. 
Le prime due cose che ci hanno colpito sono state il tipo di case disponibili e il loro prezzo: da queste parti non ci sono appartamenti, solo case unifamiliari col giardino davanti e dietro. 
Favoloso, abbiamo pensato. Gli affitti poi, erano incredibilmente allettanti. Certo, ci sono anche qui le case costose, ma molti di quegli annunci reclamizzavano alloggi estremamente economici, tipo una casa con tre camere da letto, soggiorno, cucina, bagno, giardino anteriore e posteriore per l'equivalente di 400 euro al mese, e ce n'erano anche di più economiche. 

In quei primi giorni risiedevamo  a Perth, a circa 300 km da qui, quindi visitare tutti quegli alloggi imponeva per forza di cose di condensare tutte le visite nello stesso giorno, in modo da poter andare e tornare in giornata. Abbiamo quindi chiamato l'agenzia e ci siamo messi d'accordo sul giorno in cui avremmo potuto visitare le case che ci interessavano.
Nella data stabilita siamo partiti da Perth alla volta del paesino nel bush. Mentre la macchina correva nella campagna, ricordo il senso di euforia che ho provato, la gioia assoluta, l'ingenua consapevolezza che quel giorno avremmo trovato la nostra casa. Quel giorno ne avremmo visitate cinque o sei, il prezzo era ottimo, le foto sul sito anche, dunque che problema ci sarebbe potuto essere?

Ma l'inghippo c'era eccome. Prima di tutto, come vi immaginate una casa? se prima di quel giorno mi avessero chiesto come è fatta una casa, avrei risposto che è fatta di mattoni. Tutte le case erano fatte di mattoni, nella mia idea. Ma qui non funziona così. 
Per fare un esempio, io ho una collega che si sta costruendo la casa. Intendo letteralmente, la fa lei. E non ha alcuna conoscenza architettonica, né esperienza come muratore. La casa è composta da un piano rialzato dove tubi di alluminio reggono pareti di alluminio e legno. Poi vengono messi gli infissi, le finestre, le porte, viene fatto l'impianto elettrico, quello idraulico, una bella passata di vernice et voilà, la casa è fatta. Non sono un'esperta del settore, potrebbero esserci altri componenti che lei ha aggiunto, ma in sostanza la casa è così. Questo era per fare un esempio.

Foto presa da internet di una casa australiana su un piano rialzato
Quel primo giorno in cui siamo andati a visitare le case, abbiamo visto per prima una bella villetta azzurra, ed eravamo quasi convinti che quella sarebbe stata la nostra casa, quando l'addetta dell'agenzia immobiliare ha pronunciato quella parolina che non mi sarei mai aspettata di sentire: AMIANTO. Già, la casa conteneva amianto, non ricordo dove nè in che percentuale. 
Perchè qui era così: mischiavano il cemento con l'amianto creando una cosa chiamata fibrocemento, e utilizzavano questo materiale per erigere le abitazioni. 
Poi certo, è arrivata anche qui la notizia che le fibre di amianto fanno male, quindi negli anni '90 hanno smesso di costruire le case con questo sistema, mischiando il cemento con qualche altra porcheria.
Foto presa da internet di casa in fibrocemento

- Però anche se non c'è più l'amianto il materiale si chiama sempre fibrocemento - ha detto la tizia dell'agenzia - quindi se volete sapere se contiene amianto o no dovete scoprire quando è stata costruita la casa. 
Faccio notare il "dovete scoprire" detto dall'agente immobiliare, come se fosse un'amena caccia al tesoro. Ovviamente, i 3/4 delle case che volevamo vedere era fatta di fibrocemento ed era stata costruita in un periodo incerto. E non solo.

La seconda casa che abbiamo visto era una stamberga, e come se non bastasse aveva un enorme buco sui gradini di legno che portavano al piano rialzato (quando dico "piano rialzato" intendo a circa 80 cm - 1 metro da suolo) dove era eretta la casa. 
Non ricordo le altre case (rimuovo velocemente  le esperienze spiacevoli) a parte l'ultima che abbiamo visitato, e che dal sito internet sembrava stupenda. Casa in mattoni, questa. Purtroppo aveva un buco nel soffitto da cui entrava l'acqua (il pavimento di legno del soggiorno era tutto bagnato) ed era strapiena di escrementi di topo. 
Vuoi essere il mio coinquilino?

Quel giorno siamo tornati a Perth piuttosto depressi. 
Siamo tornati qui la settimana seguente, a vedere altre case, ma nessuna ci ha entusiasmato particolarmente. Quello stesso giorno siamo arrivati a Perth in serata e, come al solito, mio marito si è messo a guardare gli annunci. Ha trovato un annuncio appena pubblicato per una casa che non avevamo ancora visto e il giorno dopo siamo corsi di nuovo qui per vederla. 
Quella casa era questa dove abitiamo oggi. 

Ovviamente, come si può capire, questa casa era la migliore di quelle che abbiamo visto. Questo però non vuol dire che sia una buona casa. Per cominciare, il perimetro esterno è fatto di mattoni, ma i muri interni di sicuro non lo sono. Quando ti ci appoggi scricchiolano. 
Il bagno viene direttamente dalla casa vetusta della prozia Carmelinda, con un lavandino microscopico con i due rubinetti, quello per l'acqua fredda e quello per l'acqua calda, che gocciolano in continuazione. La doccia è stata ricavata ponendo un pannello di materiale incerto in un angolo del bagno, pannello che periodicamente si ricopre di una simpatica piantagione di muffe. La vasca da bagno vintage - anch'essa con i due rubinetti - è il mio pezzo preferito: non che l'abbia mai usata, perchè manca il tappo, ma ammiro il materiale, qualcosa di indistinto che vuole assomigliare alla porcellana senza riuscirci minimamente. Il gabinetto si trova in una stanzetta a parte.

Il vero problema di questa casa in realtà, è però il riscaldamento. 
Già, anche qui: come immaginate il riscaldamento di una casa? con i termosifoni? ecco, qui i termosifoni non ci sono. Niente riscaldamento centralizzato. Tutto quello che abbiamo è un condizionatore in salotto che funziona anche per il riscaldamento. 
Se lo volete sapere, no, non è abbastanza. Non riscalda tutta la casa, e appena lo spegniamo, grazie all'isolamento inesistente delle mura, il calore svanisce nell'arco di tre secondi. Non solo: l'aggeggio consuma tantissimo, lo scorso inverno le bollette della luce erano il nostro incubo, e visto che le percentuali danno sempre un'aria professionale, sulla bolletta c'era anche la frasetta: "Questo mese hai consumato il 150% in più della media della cittadina".
Il primo che dice: "Ma in Australia fa caldo" me lo mangio domattina per colazione. In Australia ci sono sicuramente delle zone calde: i deserti della parte centrale. tanto per dirne una, o le zone tropicali a nord. Anche a Perth la temperatura è piuttosto mite, ma qui nell'interno non fa affatto caldo, d'inverno ghiaccia e la temperatura scende sottozero. 

Se vi state chiedendo come fa la gente qui a riscaldare la casa, sappiate che la maggior parte ha il camino. 
- Oggi devo proprio andare a fare legna -  è una frase che sento in continuazione. E visto che nessuno ha il caminetto in camera da letto, per la notte si usano le coperte elettriche. "Che marca usi tu di coperta elettrica" è un gettonatissimo argomento di conversazione per le mie colleghe in pausa caffè. 

Noi, che non abbiamo caminetto nè coperte elettriche, sopravviviamo con le borse dell'acqua calda. Ne abbiamo tre, una a testa più una di emergenza, e di notte dormiamo con due piumini pesanti uno sopra l'altro più una enorme copertona di pile. E le borse dell'acqua calda, ovviamente. 
Non vi dico che delizia alzarmi alle 4 del mattino per andare al lavoro e abbandonare il caldo viluppo delle coperte per avventurarmi nella casa gelida...una delizia, proprio. A scanso di equivoci, sono ironica :)

Qualche giorno fa, parlando con mia nonna al telefono, mi sono sentita rivolgere la domanda:"Perchè non mettete un caminetto anche voi?". Sono scoppiata a ridere. Primo, perchè siamo in affitto e non vogliamo spendere i soldi per un caminetto in una casa che non è la nostra, e secondo perchè noi qui non possiamo fare nulla senza l'autorizzazione del padrone di casa con l'intermediazione dell'agenzia immobiliare. 
E non parlo del caminetto, ma di cose banali: tipo, lo scorso anno abbiamo comprato, insieme a tutti gli altri mobili, anche due librerie che arrivano al soffitto, e dopo averle montate le abbiamo subito riempite di libri. Le istruzioni del montaggio richiedevano di mettere una vite per assicurare il mobile al muro: ecco, l'agenzia ci ha fatto sapere che non possiamo mettere nulla nel muro, viti, chiodi o altro, senza una richiesta scritta al padrone di casa. 
Se abbiamo un problema, tipo lo scarico della doccia otturato, non possiamo risolverlo da soli con uno sgorgante, ma dobbiamo andare in agenzia, compilare un modulo, e successivamente attendere la visita dell'idraulico scelto dall'agenzia (nel paese ce ne sono due, di solito mandano il meno competente).

E non è tutto: ogni sei mesi un impiegato dell'agenzia viene ad ispezionare la casa millimetro per millimetro, per controllare che non abbiamo distrutto un muro o fatto qualcosa che ci faranno pagare a caro prezzo quando lasceremo la casa. 
L'ispezione avviene quando fa comodo agli agenti immobiliari, se siamo in casa bene, altrimenti entrano lo stesso con le loro chiavi. Veniamo avvisati due settimane prima tramite lettera, con un'indicazione approssimativa della fascia oraria, di solito reca la dicitura "dalle 12 alle 17". E non importa se sei al lavoro, se magari non sei riuscita a pulire, se in una camera hai una pila di roba da stirare, se il letto non è fatto: loro entrano in ogni singola stanza e guardano e controllano tutto e fanno foto a qualunque cosa.
Pensatela come volete, magari qui sarà normale, ma a me questa violazione della privacy dà un fastidio immenso. 

E con questo è tutto, sulle case. In futuro, quando ne avremo la possibilità, compreremo o costruiremo (non noi personalmente, ma gente che lo sa fare) una casa in mattoni. Senza moquette, magari. Con i termosifoni.
E il bidè, che ovviamente qui è sconosciuto :)

martedì 8 luglio 2014

Perle folcloristiche

Inauguro oggi la sezione delle perle folcloristiche, ovvero piccoli aneddoti sulla mia vita qui, con tre episodi relativi ai mesi scorsi.

La paletta più bella del mondo.
Al supermercato, in coda alla cassa. Tra i miei acquisti c'è un'orrenda paletta per la spazzatura color oro, ovvero quella che costava meno.
La signora in coda dietro di me inizia a guardare insistentemente il mio carrello, e infine mi rivolge la parola.
- Senta, glielo devo proprio dire: quella paletta è bellissima.
- Ehm... grazie.
- No, è proprio stupenda. Dove l'ha presa?
- Nel reparto casa, vicino alle scope e agli spazzoloni.. dove ci sono per l'appunto le palette per la spazzatura.
- Ma in quale supermercato?
- (sono in coda alla cassa e sto per pagare: in quale supermercato l'avrò mai presa?) in questo supermercato...
- Ah! grazie. E' proprio bella.

E' cilindrico, si trova dentro alla lavatrice e gira...
Quando a Gennaio ci siamo trasferiti in questo appartamento, abbiamo ovviamente portato con noi la nostra fidata lavatrice, alla quale, prima di effettuare il trasloco, avevo rimesso i bulloni per bloccare il cestello, gli stessi che quando l'avevamo comprata mi avevano fatto impazzire.
Dopo esserci trasferiti ho quindi cercato un tecnico che venisse a fare gli allacci. Dopo due settimane e mezzo di panni lavati a mano finalmente ne abbiamo trovato uno. L'uomo si presenta un pomeriggio subito dopo pranzo, mentre sto lavando i piatti.
Gli apro, lo porto nello stanzino, gli mostro l'elettrodomestico e torno a pulire la cucina.
Due minuti dopo mi chiama.
- Madam, posso tagliare la spina della lavatrice?
- Come, prego?
- Nel muro non c'è la presa, c'è solo un buco per infilarci il filo... quindi taglio la spina in fondo al cavo elettrico e metto il filo lì dentro.
- Ehm.. non c'è un'altra soluzione? una prolunga?
- No.
- D'accordo.. tagli la spina.
Cinque minuti dopo mi richiama.
- Fatto. Ora dobbiamo far partire un giro di prova per vedere se la lavatrice funziona.
- Prima occorre togliere i bulloni sul retro.
- Bulloni?
- Si, quelli per bloccare il... ehm... - e qui casca l'asino, perchè non avevo idea di come si dicesse "cestello" in Inglese.
- I bulloni che bloccano quella cosa cilindrica che si trova dentro alla lavatrice e gira, ha presente?
L'uomo ha uno sguardo vacuo.
- Madam, ora azioni la lavatrice, così vediamo se funziona.
- No, non la possiamo azionare... dobbiamo prima togliere i bulloni. Ha capito di cosa parlo? Quelli che bloccano il .... cilindro che gira. Altrimenti nelle centrifughe la lavatrice saltella.

L'uomo non ha idea di cosa io stia dicendo, nemmeno dopo avergli indicato i bulloni. Come dire, niente male per un tecnico delle lavatrici!
- Va bene... si sposti.
- Come, madam?
- Si sposti. Li tolgo io. Ce l'ha una pinza?
Ci siamo scambiati di posto e gli ho mostrato come levare i bulloni, mentre lui mi guardava con occhi sgranati, a metà tra l'imbarazzo e l'ammirazione.

Il ratto nel soffitto
Era la fine di Marzo, l'antivigilia della partenza per l'Australia.
Immaginatevi la scena: la casa è piena di pile di panni stirati e da stirare, sacchetti, libri, borse, liste di cose da portare appiccicate ovunque. Le valigie giacciono aperte e piene a metà, io sono impegnatissima a lavare, piegare, pulire, spolverare, recuperare i cavetti delle macchine fotografiche e i caricabatterie, rintracciare quel maglione e quelle scarpe che potrebbero essere utili ma chissà dove sono finiti. C'è il frigo da pulire, l'aspirapolvere da passare, le lenzuola da cambiare e mille altre cose che devono essere ultimate entro domani pomeriggio.

In mezzo a tutto questo bailamme suonano alla porta. E' il tecnico che deve pulire le grate dei condizionatori.
Qui nel deserto il sistema di condizionamento è "di serie". Tutti i palazzi vengono costruiti con dei condotti per l'aria condizionata, e negli appartamenti in ogni stanza ci sono una o più grate da cui esce l'aria fredda.

Il tecnico non l'abbiamo chiamato noi, la pulitura tocca a tutti gli appartamenti obbligatoriamente, a rotazione.
Lo faccio entrare e torno alle mille cose che sto facendo.
Lui sistema la scala in soggiorno, si arrampica, svita le grate del sistema di condizionamento e le pulisce con uno straccio. Nel frattempo, visto che io sono nella stanza accanto, facciamo conversazione. L'uomo viene dal sub-continente indiano, probabilmente dal Pakistan o dal Bangladesh, come la maggior parte delle persone che vivono qui. Il nostro colloquio è difficoltoso perchè lui non capisce il mio accento e io faccio molta fatica a capire il suo.
- Da dove viene, madam? è americana?
- No, sono Italiana.
- Come?
- Vengo dall'Italia.
- Ah, l'Italia... e il marito è Italiano?
- No, mio marito è Americano.

La cosa scatena in lui un incomprensibile scroscio di risate. Nel frattempo finisce di pulire le grate del salotto e mi grida che va a pulire quelle del bagno.
Io gli dico che non ci sono problemi e continuo a stirare, piegando le camicie alla velocità della luce.
Poi prendo una pila di roba stirata e la porto in camera da letto. Così facendo passo davanti alla porta del bagno, giusto in tempo per vedere il tecnico che sta per salire sul ripiano dove c'è il lavandino, e dove, tra le altre cose, ci sono i nostri spazzolini da denti.
Butto la roba sul letto e torno indietro in fretta.
- Aspetti, tolgo gli spazzolini...
- Come? - risponde lui, poggiando la sua scarpa fangosa sul mio spazzolino.
- Oh, mi scusi, ho pestato questo - aggiunge subito dopo.
- Va bene, non c'è problema - gli dico. Pazienza, mi dico, gli spazzolini li ricompriamo.

Torno a stirare. Dopo poco sento una risata proveniente dal bagno, subito seguita dalle parole dell'uomo.
- Madam, può venire un attimo?
Corro in bagno.
- Madam, c'è un ratto, qui.
- COSA??? dove? ma vivo?
- Nel condotto dell'aria condizionata, morto.
La cosa sembra divertirlo enormemente. Io non ci trovo niente di divertente. Mi chiedo come sia possibile che il senso dell'umorismo cambi così tanto da paese a paese.
- Posso avere un sacchetto, madam? - mi chiede, mentre lo guardo sconvolta.
Gli porto il sacchetto. Lui infila una mano nel condotto e afferra il ratto morto, mettendolo nel sacchetto, il tutto ovviamente senza guanti.
Non ho parole. L'animale è grosso come un piccolo gatto.
Lui scende dal ripiano, chiude il sacchetto e lo depone nel corridoio.
- Poi lo porto via, madam.

Annuisco, senza parole, e torno a stirare, mentre pianifico una super disinfezione del bagno, più che altro per far andare via quel brividino che ho nella schiena.
- Ho finito, madam - mi urla.
Poi sento che apre il rubinetto della cucina. Vorrà lavarsi le mani? il fatto è che, accanto al lavandino, c'è la pila dei piatti puliti lasciati ad asciugare e non vorrei che dell'acqua sporca ci finisse sopra...

Corro in cucina per spostare i piatti. In effetti l'uomo non si sta lavando le mani. Sta lavando lo straccio lercio, quello che ha usato per pulire le grate.
- ASPETTTTIIIIIIIII!!! - gli urlo, ma è troppo tardi.

Calma. I piatti si possono lavare. Rilassati. Rilassati. Rilassati.

Mentre sto cercando di non dare in escandescenze lui mi fa un discorso incomprensibile.
Io lo guardo e, cercando di non pensare alla montagna di stoviglie che dovrò in qualche modo disinfettare, gli chiedo se gli sia già successo di trovare ratti in questo edificio.
Lui mi guarda.
- Non ha capito madam, vero?
- No.
Lui sospira e ricomincia a parlare. Mi concentro. Tip, sta dicendo tip. Vuole la mancia.
Se lui fosse stato Occidentale gli avrei dato una pedata nel sedere, altro che la mancia. Ma qui è diverso.
Lui ha davvero fatto del suo meglio e non ha colpa se i miei standard igienici sono diversi dai suoi. Il suo stipendio è probabilmente molto basso e la mancia che gli posso dare io, per quanto scarsa, per lui è preziosissima, e a fine mese sarà qualche moneta in più da spedire alla sua famiglia, nel suo paese.
Lo guardo, sospiro, e penso alle interminabili file di Pakistani che alla fine di ogni mese sostano davanti alle agenzie di money transfer.
Gli allungo una banconota.
- Grazie madam, grazie! - mi dice. Poi afferra il sacchetto col topo morto e se ne va.
Ora mi resta solo da disinfettare il bagno. E la cucina. E i piatti. Per fortuna che per finire di fare le valigie c'è anche la notte...

martedì 3 dicembre 2013

Gocce

Plick.........Plick..........Plick.........
Questo è il gocciolio che c'è in cucina. Da due mesi e mezzo il soffitto gocciola senza interruzione. Altro che pioggia nel pineto. Qui piove di giorno e di notte. Quando siamo soli e quando abbiamo ospiti. Mentre preparo l'insalata per noi due e mentre preparo una cena per dodici persone. Il soffitto gocciola quando ho bisogno di spazio per poggiare i sacchetti della spesa, gocciola quando non so dove poggiare i piatti puliti, gocciola quando dimentico qualcosa nelle immediate vicinanze della bacinella. Perchè sì, non ci sono solo le gocce che cadono dal soffitto, ma anche quelle più insidiose, quelle che si formano per rimbalzo ed escono dalla catino, invadendo il prezioso spazio circostante, già limitato.  





Oggi, presa dall'esasperazione per aver dovuto rilavare per la millesima volta piatti puliti colpiti dalle goccioline di rimbalzo, ho tirato fuori il rotolo di alluminio e ho approntato una soluzione un po' rustica ma funzionante. Insomma, più o meno. Diciamo che riesce a limitare i danni.




Poi c'è il gocciolio del bagno ( di uno dei due bagni, incrociando le dita che l'altro resti asciutto).
Qui non gocciola in un punto dove è possibile posizionare un secchio, ma proprio sullo spigolo tra la parete e il soffitto, e più che mettere uno straccio non si può fare.
Non so voi, ma in casa mia gli stracci non sono mai abbastanza. Dieci giorni fa qui è piovuto, per la prima volta dopo mesi. E' venuta una pioggia battente durante la notte, così intensa da riuscire a svegliarci. 
L'ho già detto che in casa mia i vetri delle finestre sono bloccati perchè i binari su cui scorrono sono incrostati di sabbia? la mattina dopo il mio salotto si era trasformato in un lago, il tappeto zuppo. 
Ho preso un secchio e due stracci e ho iniziato ad asciugare. Quanta più acqua tiravo su tanta più sembrava che ne rimanesse sul pavimento. Perchè un conto è mettere lo straccio asciutto, un conto è usarne uno bagnato, che per quanto strizzato è comunque parzialmente già imbibito d'acqua.

Poi ci sono altre gocce. Queste non cadono nella mia casa, ma nel vaso della mia pazienza, della nostra pazienza, e mi chiedo sempre quale sarà quella che lo farà traboccare.
Ci sono i Bambini Terribili del palazzo e le loro interessanti attività (di cui ho già parlato) e tutte le amenità del paesino sperduto. 
Ultimamente a tutte queste piacevolezze si sono aggiunti altri due elementi degli di nota.

Gli invitati mancati.
Si tratta di un gruppo indefinito di persone (sospetto molto giovani) che allietano la vita di chi vive qui passando con la loro vettura avanti e indietro sulla strada e suonando il clacson a tutto spiano, tipo corteo matrimoniale. Dalle 19 alle 22. Tutti i giorni. 

Il maniaco esplosivo.
Il maniaco esplosivo è un tale (anche di costui sospetto un'età relativamente modesta) che si diverte a far fare piccole (insomma) esplosioni al motore della sua auto.
Bruum, bruum, bruuuuummm... BOOM! BOOM! Bruuum, bruum, BOOM!
Il simpatico individuo è capace di passare in questa amena occupazione ore ed ore della sua giornata. Accelera, accelera, e poi si sente il botto. E poi di nuovo, e di nuovo, e di nuovo, con una certa predilezione per le ore serali.
Una gioia infinita. Specie per me, che ho la fobia dei rumori forti.

Ora siamo in attesa dell'addetto alla manutenzione, che dovrebbe ripararci le perdite d'acqua. Non so perchè, ma non mi sento molto fiduciosa. Forse perchè le ha già "riparate" almeno cinque o sei volte, e dopo un mese il problema si è ripresentato, sempre negli stessi punti, sempre uguale. Ci metterà un pezzetto di scotch? certo che per "riparare" in questo modo tanto vale che mi arrangi da sola. 

lunedì 3 giugno 2013

Modi alternativi per occupare una serata

Erano le 8.30 di sera di qualche giorno fa, e io ero comodamente seduta sul divano davanti al computer.
La cena era stata preparata e consumata, i piatti lavati e la cucina riordinata. I panni erano stati tutti stirati e riposti negli appositi cassetti, per cui non avevo nulla che disturbasse il mio stato di quiete e stavo solamente aspettando che mio marito scegliesse un film da guardare in serata.
E poi , d'un tratto, plick.
"Plick" è un suono che da quando vivo qui decisamente non sopporto. Perchè sì, magari è solo il diffusore della doccia che sta rilasciando qualche gocciolina, ma di solito non è così.
Plick.
Al secondo plick mi sono alzata, e sono andata in cucina, dove il soffitto ogni tanto si diverte a gocciolare. Ma la bacinella che uso per arginare il fenomeno non recava tracce di acqua, quindi il gocciolio aveva un'altra origine. 
Vado nel bagno dove il coniuge aveva appena fatto la doccia, ma il diffusore sembrava asciutto. 
A quel punto poteva essere solo il soffitto del bagno piccolo, che già mi aveva dato tantissimi problemi e per cui già avevo chiamato l'addetto alla manutenzione del palazzo ( che mi aveva allagato mezza casa).
Entro nella stanza ed eccola lì la maledetta goccia, quella che cade proprio nell'angolino dove è impossibile mettere un qualunque recipiente.
Plick.
Il soffitto gocciolava, e si udiva, attutito, un gocciolio più lontano e sinistro, il rumore di acqua che si stava accumulando da qualche parte sopra al soffitto.
L'ultima volta che ho trascurato la faccenda mi sono ritrovata con una lampada al neon piena d'acqua, un bagno allagato e tutte le scatole di cartone dei detersivi da buttare, perchè da un momento all'altro la raccolta di liquido sopra al soffitto è venuta giù di colpo.

Dopo un breve consulto abbiamo deciso di chiamare immediatamente l'addetto, che avrebbe lo stesso fatto un macello, ma almeno non nel cuore nella notte e senza danneggiare (si spera) il soffitto o le luci.
L'uomo è arrivato, ha guardato il gocciolio, si è astenuto da commenti tipo: "Perchè non ci mettete un secchio?" (come aveva fatto in questa occasione), ha diagnosticato una perdita dal sistema di condizionamento e se n'è andato.

Avete presente i condizionatori che ci sono in Italia, quelli che scegli tu al negozio e che ti vengono montati in un angolo della stanza? ecco, qui funziona diversamente. Il sistema di condizionamento è "di serie", tutte le case vengono costruite con degli appositi condotti all'interno dei muri che fanno uscire l'aria fredda dalle grate presenti in tutte le stanze.
- Wow, che meraviglia - ho pensato quando sono arrivata qui, per poi ricredermi dopo pochi mesi. Questo sistema fa acqua da tutte le parti, e non solo in senso figurato. Le perdite sono all'ordine del giorno e la scommessa è sempre trovare qualcuno che le sistemi senza compromettere l'agibilità dell'appartamento.

L'addetto è tornato dopo pochi minuti. Con l'attrezzatura necessaria? macchè, ovviamente no. Mi ha chiesto un coltello, dopodichè è salito sul water e ha iniziato a scardinare le lastre metalliche che compongono il soffitto.
Splash.
Dopo il plick, lo splash è il secondo rumore che odio. O il primo, dipende dai punti di vista. Plick è minaccioso, e fa presagire un futuro allagamento. Quando arriviamo a splash l'allagamento è in corso.

Il tizio ha armeggiato ancora un po', quindi ha dichiarato che tutto era a posto ed è andato via. 
"Tutto a posto" significa pavimento del bagno con due centimetri buoni d'acqua mista a polvere, ragni e pezzetti di roba nera di cui ho preferito non sapere la natura. Stendo un velo sulle condizioni delle pareti, del water e degli altri sanitari. Per fortuna almeno avevo tolto il tappetino. Una cosa fradicia in meno.

Un'ora dopo i sanitari erano stati lavati, e il pavimento era pulito e più o meno asciutto.
Cosa c'è di meglio di una doccia calda per rilassarsi e dimenticare i soffitti gocciolanti? Ho aperto l'acqua e mi sono abbandonata all'azione tranquillizzante e confortevole dell'acqua calda. 
Al termine, corroborata, ho afferrato l'asciugamano pulito che avevo appena tirato fuori dal cassetto e mi sono vigorosamente asciugata, passando poi in camera da letto per rivestirmi. Mi guardo distrattamente allo specchio, e vedo una cosa scura sulla mia spalla. Sgrano gli occhi, guardo meglio, senza avere il coraggio di guardare direttamente il mio corpo. Non è possibile. 
Mi continuo a ripetere che non può essere quello che sembra, ma l'evidenza spazza via ogni dubbio. 
Sulla mia spalla c'è la zampa, anzi, la zampona, di uno scarafaggio. La zampa posteriore di una Periplaneta Americana adulta, per essere precisi. Eccola lì, con gli artiglietti e tutte quelle protuberanze che le permettono di muoversi a velocità fulminea.

Poi mi rendo conto che non ho finito di vestirmi e sono ferma impalata davanti allo specchio con una zampa di blatta sulla spalla, persa nell'osservazione anatomica della stessa. 
Oddio, che schifo. Corro nuovamente sotto alla doccia. Quando ne esco la mia testa è piena di domande.
Come è arrivata questa zampa sulla mia spalla? E il resto del corpo dov'è? Non è possibile che fosse sull'asciugamano, ho fatto la lavatrice due giorni fa! e poi ho riposto tutto nei cassetti dove da mesi tengo la biancheria della casa. Non è possibile che ci fossero le blatte dentro.
Il dubbio però s'insinua, e corro a controllare. Ecco, il cassetto è pulito, non ci sono blatte. 

Poi guardo meglio, e vedo quello che la carente illuminazione della stanza non mi aveva permesso di vedere prima. In un angolo, semi mimetizzata col colore del legno, c'è una blatta, morta da un bel po'. Probabilmente è entrata lì dentro mesi fa, quando la casa pullulava di queste bestie, simpatiche portatrici di salmonelle, enterobatteri e altre schifezze.
- Keep calm and relax. E' solo un insetto morto - continua a dirmi la mia testa. 

Ho lavato tutto a fondo, cassetto incluso. In fin dei conti se non siamo morti quando la casa ne era piena sicuramente una singola blatta, e per di più morta, non può essere un pericolo così grosso per la nostra salute. O almeno basta crederci.

giovedì 18 ottobre 2012

Dov'è il problema?

Nel nostro disastrato appartamento i due bagni e la cucina non hanno il soffitto in muratura, bensì costituito da lastre metalliche malamente incastrate l'una nell'altra.
Ogni tanto, per motivi ignoti, dalle fessure tra una lastra e l'altra viene giù acqua. Spesso è solo un gocciolio, ma capita anche il getto continuo, tipo rubinetto aperto.

All'inizio succedeva raramente, erano solo poche gocce sul pavimento di uno dei due bagni, e avevamo pensato a spruzzi d'acqua fuoriusciti dal lavandino o dalla vasca. Poi ci siamo accorti che avveniva sempre nello stesso punto, e abbiamo realizzato che l'acqua usciva dalla fessura tra due delle lastre che costituiscono il soffitto.
Erano solo poche gocce e visti gli altri problemi della casa non ci siamo preoccupati più di tanto.
Un giorno ha cominciato a gocciolare il soffitto della cucina. Quello mi dava fortemente fastidio, perchè le gocce cadevano sul ripiano che uso per impastare e non sapendo la provenienza dell'acqua lavavo in continuazione.
Si trattava comunque di poche gocce ogni ora, facilmente assorbibili con un pezzo di carta da cucina e che dopo qualche settimana sono sparite.

Poi per mesi non abbiamo più visto una goccia.

Qualche settimana fa il soffitto del bagno ha ricominciato a gocciolare, e nello stesso momento dal soffitto dell'altro bagno è scesa una incredibile quantità d'acqua, che è andata a riempire (letteralmente) una lampada al neon sopra al lavandino (lampada che ovviamente ora non usiamo più).

Visto che la situazione si era fatta più seria abbiamo deciso di chiamare Attawi, l'addetto alla manutenzione del nostro palazzo. E' sempre complicato capirsi, visto che Attawi parla solo il Bengalese, ma di solito a gesti riusciamo a spiegare il problema e lui è piuttosto abile a risolverlo.
Telefoniamo, ma il cellulare è staccato. Andiamo nel suo appartamento a piano terra, ma non troviamo nessuno. 
Visto che, come dicevo qui, da queste parti è impossibile trovare un idraulico vero, non abbiamo potuto fare altro che metterci tranquilli ad aspettare che Attawi tornasse.

Ieri sera avevamo ospiti a cena. Ovviamente non potevamo farli andare nel bagno con la lampada piena d'acqua, quindi abbiamo optato per l'altro. Poco prima del loro arrivo passo davanti alla porta e sento un gocciolio. Entro, mi guardo intorno. Non c'è acqua da nessuna parte.
Poi capisco: l'acqua si sta accumulando da qualche parte sopra al soffitto.
Due minuti dopo dalla solita fessura veninva giù una piccola cascata, che ha costituito un interessante diversivo per i nostri ospiti.

Oggi pomeriggio mio marito, tornando a casa dal lavoro, ha visto qualcuno che entrava nell'appartamento di Attawi, e ha pensato che fosse tornato.  Abbiamo bussato alla porta e ci ha aperto un altro ragazzo. Di Attawi nessuna traccia, probabilmente ha trovato un lavoro migliore da qualche altra parte e se n'è andato.

Il ragazzo ci conferma di essere il nuovo addetto alla manutenzione e ci segue nel nostro appartamento. 
Entra in bagno, guarda le gocce che cadono a ritmo serrato, guarda il secchio quasi pieno e la pozzanghera sul pavimento.
Poi si volta verso di noi, e ci dice perplesso: "C'è il secchio, dov'è il problema?"
Niente male come inizio, per un addetto alla manutenzione.

lunedì 21 maggio 2012

Cercasi lavatrice disperatamente

Da quando mi sono definitivamente trasferita nella mia casa nel deserto, ho dovuto fare i conti con tutte le difficoltà di questo posto, dalla lingua alla cultura, dal clima alla religione.
Mi sono abituata a non trovare i prodotti che vorrei sugli scaffali del supermercato e ad uscire di casa vestita come il Signore Oscuro dei Sith. Mi sono abituata a combattere ogni giorno con i problemi dell'appartamento, dai tubi che perdono ai soffitti gocciolanti.
Una cosa a cui però non riesco a rassegnarmi è il fatto di non avere una lavatrice. Passi se devo lavare nel lavandino una maglietta o un paio di calzini, o anche una camicia o un paio di pantaloni, ma la prima volta che mi sono trovata davanti un ammasso di lenzuola matrimoniali sporche e stropicciate ho avuto la tentazione di andare a cercare un fiume (purtroppo non molto frequenti, da queste parti) dove espletare l'obbligo igienico di lavare la biancheria.
Perchè, diciamocelo: lavare le lenzuola nel lavandino non è proprio il massimo. La vasca da bagno va un pochino meglio, ma purtroppo la mia schiena la detesta.
Dopo aver risolto i dubbi del coniuge a proposito dell'utilità delle lavatrici, abbiamo iniziato a cercarne una.
Andiamo in città, in un grosso e famoso centro commerciale, e ci dirigiamo verso il reparto degli elettrodomestici. Passando vediamo frigoriferi giganteschi, condizionatori, lavastoviglie dell'ultima generazione.
Finalmente approdiamo al settore lavatrici, e ci mettiamo a confrontare prezzi e caratteristiche.
Il prezzo è incredibilmente basso. Addirittura ce n'è una che costa poco più di 40 euro. E' piccolina, è vero, ma noi siamo in due.. ci colpisce però che sia divisa in due settori, con due diversi coperchi, e ne chiediamo il motivo al commesso.
E' per la centrifuga, ci spiega lui. Nel primo vano avviene il lavaggio vero e proprio, poi si passano i panni nel secondo vano e infine si stende. Sembra perfetto.
Chiediamo di poter vedere l'interno dei due vani, per capire se l'elettrodomestico sia adeguato alle nostre esigenze. L'uomo ci apre subito il coperchio del vano lavaggio, ma sull'altro ha una strana resistenza.
Gli chiediamo specificamente di vedere quello, e infine, a malavoglia, il coperchio viene sollevato.
Lo spazio per la centrifuga è grosso come una bottiglia. Qui al massimo si può centrifugare un tovagliolo.

Ci mettiamo ad esaminare le altre lavatrici. Improvvisamente mi accorgo che su nessuna di esse è presente la manopola della temperatura.
- Mi scusi, ma a che temperatura lavano queste lavatrici?
L'uomo mi guarda come se avessi fatto una domanda molto stupida, e mi risponde che tutte le lavatrici che sono lì funzionano con l'acqua fredda.
Fredda. Magnifico.
Chiediamo se non abbiano anche lavatrici con l'acqua calda e veniamo accompagnati poco lontano, dove, in mezzo ad altri elettrodomestici, ci sono ben due lavatrici con la manopola per la temperatura. I prezzi sono, ovviamente, considerevolmente più alti.
- Noi prenderemmo questa.. fate consegne a domicilio, vero?
L'uomo ci dice che sì, certo, il negozio fa consegne a domicilio. Ma solo all'interno della città. Quelli che abitano a 180 km di distanza, tipo noi, devono arrangiarsi e portarla a casa e provvedere all'allaccio con i propri mezzi. Comodissimo.
Siamo usciti dal centro commerciale senza comprare nulla. Oggi, mentre lavavo un quantitativo abnorme di vestiti nel mio fidato lavandino, ho avuto visioni di gruppi di cammelli che mi portavano a casa una lavatrice. La speranza, dicono, è l'ultima a morire.

lunedì 19 marzo 2012

Babbo Natale e' un idraulico


Succede che hai il lavandino tappato da due mesi e mezzo, ma non ci fai piu’ caso. Ormai ti sei abituata a quell’ammasso di acqua lattiginosa, quasi non la vedi nemmeno piu’, quando entri in bagno.
Succede che si’, ovviamente l’hai cercato un idraulico. Ma non essendoci elenchi del telefono, pagine gialle o siti internet sull’argomento semplicemente non se riuscita a trovarlo. Allora hai iniziato a chiedere a tutti.
Scusa, per caso sai dove posso trovare un idraulico? No. Ma se lo scoprissi ti faro’ sapere.
Ah, ottimo. Il tempo passa. Passano i giorni, le settimane, i mesi. Ormai cominci a considerare piu’ probabile l’esistenza di Babbo Natale piuttosto che quella del fantomatico signore che dovrebbe risolvere i problemi idrici del tuo appartamento.
Succede anche che un pomeriggio tuo marito riceva una telefonata da un collega. Ti serve ancora un idraulico? No, perche’ forse ne ho trovato uno. Forse. Se Dio vuole. Inshallah, come dicono qui quando non vogliono dare qualcosa per sicuro.
Meraviglioso. Quando viene? Tra pochi minuti.
Scatta l’operazione sistemiamo-la-casa-prima-che-arrivi-l’idraulico-per-evitare-di-fare-brutte-figure-lasciando-tutto-in-giro.
Cinque minuti dopo e’ tutto a posto, e vi sedete sul divano, in fiduciosa attesa. Cinque minuti. Un quarto d’ora. Mezz’ora. Un’ora. Un’ora e mezza. Ma non doveva essere qui in pochi minuti?
Il tempo passa, e’ ora di cena. Ormai non verra’ piu’. Ti siedi, osservi i piatti colmi di cibo fumante, mentre le bocca ti si riempie di acquolina per l’appetito, pregustando il pasto. Addenti il primo boccone, e suonano alla porta. Che tempismo.
Lui arriva. Gli esponi i problemi, il lavandino tappato in un bagno, il tubo rotto nell’altro. Lui ti guarda. Dove sono gli attrezzi?
Perche’ lui non li ha. Qui funziona cosi’, lui viene a casa tua e tu gli dai gli attrezzi. Del resto, che diamine, CHI non possiede normalmente in casa un tagliatubi, seghetti, tubi di varie dimensioni pronti all’uso e un set di chiavi a brugola? Tu, che sai tutto di idraulica, sono la prima cosa che sei andata a comprare quando hai arredato la casa, soprattutto i tubi.
Ok. Tuo marito e l’idraulico escono per andare a comprare quello che serve. Mezz’ora dopo sono a casa.
Meditate di mangiare. Cosa puo’ succedere, in fin dei conti? L’uomo dei lavandini e’ di la’ che lavora tranquillo, non dovrebbe esserci alcun probl...SPLASH!!!
Il suono improvviso di una cascata vi fa accorrere verso il bagno. Normalmente il suono dell’acqua mi rilassa. Ma non quando lo sento in casa mia.
Il pavimento e’ pieno d’acqua. Ce ne saranno almeno due dita. Qua e la’ galleggiano decine e decine di scaglie di sapone, capelli, i maledetti fili del tappeto che finiscono ovunque e chissa’ che altro.
Io, che non so nulla di idraulica, se devo svitare un tubo a monte del quale c’e’ un lavandino tappato e colmo, un secchio sotto ce lo metterei, metti caso che si svuoti..
Lui, che e’ un idraulico, non ci ha pensato.
Mentre contempli il tappeto del corridoio, zuppo, lui ti annuncia che li’ ha finito, ora va a sistemare il tubo nell’altro bagno. Ah, e questo sarebbe “finito”? Magnifico.
Mentre l’idraulico va a fare danni anche nell’altro bagno, voi entrate dove c’e’ il lago, per rendervi conto di cosa e’ successo, e per calcolare quanto tempo servira’ per asciugare e lavare tutto.
Ah, che delizia. Appena aprite la porta l’odore di acido muriatico solletica le vostre narici. Cosi’ tanto che sentite l’esigenza di uscire. Quindi, che cos’e’ quella roba che allaga il pavimento? Solo acqua melmosa o anche del simpatico a sano acido? Vi date un’occhiata in giro. Il gabinetto, che fino a venti minuti fa aveva delle incrostazioni tremende di calcare, ora splende in tutto il suo candore.
Ma se io ho un problema al lavandino, perche’ quest’uomo mi ha buttato dell’acido nel water?
E non solo: il secchio della carta igienica puzza in un modo indescrivibile ( si’, quello dove butti la carta igienica usata, perche’ il sistema fognario qui non la tollera.. ma ormai a quello ti sei abituata).
Tiriamo l’acqua, buttiamo via il secchio. Dopo poco lui annuncia che ha finito anche nell’altro bagno. Vai a vedere: il tubo l’ha cambiato, non c’e’ che dire. Ha fatto un lago anche qui, e vabbe’, visti i precendenti me lo aspettavo. Ma qualcuno mi spiega perche’ ha buttato l’acido muriatico pure qui? Qui non c’era nulla da sgorgare.
La prossima volta invece dell’idraulico chiamo Babbo Natale. Sono sicura che arrivera’ prima, e se la cavera’ meglio.