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domenica 24 dicembre 2017

Le dieci regole d'oro del trasloco

Sono esattamente dieci giorni che ci siamo trasferiti nella nuova casa, nel paesino che ho soprannominato Freaky Village e volevo condividere con voi alcune cose che ho imparato da questa esperienza.

1- Non fare i traslochi da sola.
Se tuo marito lavora, programma il trasloco per quando lui non ha impegni. Non pensare di fare tutto da sola. Almeno chiama un'amica, due amiche, se disponi di molti amici felici di aiutarti ad impacchettare, pulire, portare tutto nella nuova casa, spacchettare e pulire di nuovo chiamali e fatti aiutare.
Non passare tutti i tuoi giorni liberi facendo assurdi viaggi avanti e indietro con la macchina carica fino a scoppiare, specie se la casa nuova dista 250 km.

2- La roba da portare è molta di più di quello che pensi.
Anche se non sembra, la tua casa trabocca di oggetti che ti sono utili nell'immediato futuro o che vuoi comunque conservare perchè sono ricordi. 
Non pensare di poter stipare tutto nelle valigie in 2-3 giorni, hai bisogno sia di più tempo che di più contenitori. Inizia almeno due settimane prima e procurati delle scatole in quantità.



3- La fortuna è cieca, quindi cos'è che ci vede benissimo?
Incrocia le dita che vada tutto bene. Se due giorni prima del trasloco ti accorgi che la lavatrice perde, una buona idea potrebbe essere venderla, o regalarla a qualcuno. Se ti impunti che vuoi portarla a tutti i costi nella casa nuova, anche se lì la lavatrice c'è già, almeno renditi conto che non hai tempo per cercare un tecnico che la ripari. Quindi, non perdere tempo prezioso facendo disperate ricerche su internet e, per favore, non salvarti sul cellulare il numero di John Edwards, un tecnico per lavatrici che vive a 100 km di distanza e che no, non verrà ad aggiustare la tua.

4- Valuta bene se vale la pena di chiamare un camion per spostare il mobilio nella casa nuova.
Tipo, che senso ha portare mobili in una casa che prendi in affitto già ammobiliata? Non ha senso vero? specie se i tuoi mobili li hai comprati da AMART, il parente australiano povero dell'IKEA, e li hai montati tu, col risultato che sono tutti sbilenchi e mezzi rotti. 
Considera che, ad esempio, i due armadi in cui tenevi i vestiti potrebbero rompersi irreversibilmente nel trasloco senza che ne abbia alcuna colpa il trasportatore, il brav'uomo che hai pagato 900 dollari in contanti per portare nella nuova casa pregiatissimi mobili rotti di puro truciolato e una lavatrice che perde. 

5- Considera attentamente le circostanze.
Una volta che il tuo letto è stato smontato e portato dal trasportatore nella nuova casa, considera bene cosa ti conviene fare in caso tu debba passare ancora alcuni giorni nella casa vecchia. 
Ad esempio, non rifiutare l'invito di due amici gentili che si offrono di ospitarvi. I materassini gonfiabili con cui  pensi di poter dormire sul pavimento della casa vecchia non sono una buona idea.
Hai due gatti, te lo ricordi, sì? due gatti dotati di unghie che dormono con voi tutte le notti.
Se alla sera il tuo giaciglio è bello gonfio e alla mattina ti svegli con la schiena a pezzi e scopri di aver dormito su una sottiletta, non è che hai gonfiato male il materassino. E' che è bucato, accettalo.

6- Valuta in anticipo cosa devi fare nell'ultimo giorno di permanenza nella casa vecchia.
Ad esempio, se il contratto d'affitto dice che nella casa non deve rimanere spazzatura, organizzati in tempo, metti tutta la cartaccia e la roba da buttare in grandi sacchi e portali alla discarica nella settimana precedente, NON aspettare l'ultimo giorno. 
Specie se sei da sola a fare tutto. Specie se i sacchi sono 16. E, per la miseria, non metterti il cellulare in tasca. Quelli vocina che senti provenire dai tuoi pantaloni mentre arranchi verso la macchina trascinando trenta chili di roba da buttare proviene dal tuo cellulare. Hai chiamato per errore qualcuno, in questo caso John Edwards, il tecnico della lavatrice del punto 3. Chiudi la chiamata, ora non hai tempo per spiegare.
Prima di mettere in moto la macchina per andare alla discarica, assicurati che tutti i sacchi siano davvero sulla vettura. Quel PRONK che hai sentito mentre facevi retromarcia non è "niente". E' il sacco che conteneva la lettiera sporca dei gatti, quello che volevi mettere nel portabagagli ma avevi lasciato le chiavi in casa. Te lo sei scordato lì, ci sei passata sopra con la macchina e ora il tuo vialetto è stato concimato. Chissà come saranno contenti quelli dell'agenzia.



7- Per fare il trasloco non metterti magliette scollate.
Hai bloccato la macchina in una posizione oscena, metà sul vialetto e metà sulla strada, e stai raccogliendo alla meglio gli escrementi dei gatti. Se le macchine rallentano per guardarti, forse non è solo per l'attività che stai facendo, ma anche perchè sei chinata in avanti e stai mostrando le tue grazie a tutto il quartiere.

8- Non ti curare di quello che pensano gli altri.
Tipo, che importanza ha se il tizio della discarica ti guarda come se fossi pazza, quando gli confidi che hai con te 16 sacchi della spazzatura? Dirigiti nella zona indicata e deposita i tuoi sacchi in maniera ordinata. Se durante l'operazione hai di nuovo il cellulare in tasca, non c'è che dire, non brilli di eccessiva intelligenza. Ora hai chiamato di nuovo John Edwards. Prova a dirgli che hai sbagliato numero e spera che non ti denunci per stalking. 

9- Affronta le arpie dell'agenzia immobiliare a testa alta.
Stai andando a riconsegnare le chiavi. Raggio di Sole, l'impiegata che ti odia, cerca di ucciderti con lo sguardo. Ora, testa alta, è il tuo momento! Voce ferma, vai, dille che purtroppo alcune delle cose che erano sul contratto non sei riuscita a farle, succede! Non abbassare gli occhi, NON iniziare a dire che ti spiace che non sei riuscita a pulire i vetri e ti sei scordata di comprare un nuovo zerbino! Soprattutto, quando l'arpia ti guarda e ti chiede se hai fatto la disinfestazione per le pulci, non dire "quale disinfestazione?". Lo sai, cerca di fregarti. I termini del contratto erano che, in caso di animali in casa, avreste dovuto far fare una pulizia professionale della moquette e basta. Nessuno ha mai parlato di assurde disinfestazioni per pulci immaginarie. 
Non dire che non lo sapevi e che provvederai! Certo che non lo sapevi, non c'era nel contratto!

10 - Non ti complicare la vita.
Sai il tacchino da tre chili che avevi comprato per il Thanksgiving e che non hai cotto perchè tuo marito ha voluto comprarne per l'occasione uno più grosso? ecco, consumalo prima di fare il trasloco, oppure regalalo a qualcuno. 
In ogni caso, quando il trasportatore ti porta via il freezer, non portarlo ad un'amica chiedendole di tenertelo. Perchè poi, dopo aver riconsegnato le chiavi all'agenzia, ti toccherà passare da lei per recuperare il tacchino congelato. Poggerai l'animale in mezzo ai calzini puliti e accanto allo scolapasta pieno di vasetti di marmellata poggiato sopra lo stenditoio, in quel casino assurdo che è la tua macchina, stipata a più non posso di tutte quelle cose che "questo lo posso portare all'ultimo". 

Congratulazioni, ora hai fatto tutto, puoi iniziare l'ultimo viaggio verso la casa nuova. Ti aspetta una dimora sporca, piena di roba da mettere a posto. Sì, quello che hai appena visto è uno scarafaggio, che bello, li hai di nuovo come coinquilini! Per fortuna che ora hai ben due giorni per riposarti mettere tutto a posto prima di iniziare il nuovo lavoro full time a soli 80 km da dove vivi. Buona fortuna!

martedì 28 novembre 2017

Cinque posti da visitare in Western Australia

Dopo un lungo viaggio aereo  siete finalmente arrivati a Perth, in Australia. 
Distrutti dal jet-lag vi siete rifugiati nel vostro hotel e vi siete addormentati come sassi. Il giorno seguente, dopo una corroborante colazione, avete visitato le attrazioni più importanti della città, siete stati a Kings Park, avete visto Fremantle, magari siete andati fino a Rottnest Island per vedere i quokka. 
Oggi che si fa?

Inauguro oggi una nuova rubrica del blog: con cadenza fissa vi proporrò 5 cose da vedere/mangiare/fare in Western Australia.
Iniziamo con cinque posti. Ho scelto la parola "posti" perchè non sono nè città nè paesi. Non sono in ordine di preferenza, almeno tre di questi li amo pazzamente allo stesso modo.
Pronti? Via.


1- Pinnacles


Di cosa si tratta: un piccolo deserto di sabbia gialla cosparso di peculiari formazioni calcaree alte fino a quattro metri.
Dov'è: dentro al Nambung National Park, vicino a Cervantes, a poco meno di 200 km da Perth. Prendete la Indian Ocean Drive verso nord, ci vogliono circa due ore e mezza.
Prezzo per visitare l'attrazione: 12 dollari, prezzo d'ingresso del parco nazionale.
Perchè ve lo consiglio: perchè è un posto surreale e bellissimo, non sembra nemmeno di essere sulla Terra.
Raccomandazioni: il deserto è piccolo, ma è pur sempre un deserto. Se decidete di fare l'itinerario a piedi (circa 2 km) assicuratevi di avere con voi crema solare ad alta protezione, un buon cappello, scarpe adatte per camminare e almeno un litro di acqua a testa. 
Se non volete camminare c'è anche un percorso da fare in automobile lungo 5 km e adatto a tutte le macchine. 

2- Yanchep National Park


Di cosa si tratta: Un piccolo parco nazionale a nord della capitale, famoso per l'unica colonia di koala nativi del Western Australia e alcune interessanti grotte.
Dov'è: 50 km a nord del centro di Perth, lungo la Indian Ocean Road.
Prezzo per visitare l'attrazione: gratuito
Perchè ve lo consiglio: Guardate la foto qui sopra: i koala sono tra gli animali più belli che esistano, sono morbidi, pelosi e ad alto coefficiente di pucciosità. Se siete fortunati li vedrete sul terreno, altrimenti dovrete adocchiarli tra i rami degli eucalipti. Le grotte non ho ancora avuto modo di vederle, ma sono piuttosto famose.
Raccomandazioni: nessuna in particolare. La crema solare è bene metterla sempre e non scordatevi la macchina fotografica in hotel.

3- Wave Rock


Di cosa si tratta: Un affioramento granitico antichissimo, scolpito dal vento come un'onda di pietra.
Dov'è: 336 km a sud est di Perth. Dalla città prendete la Brookton Highway in direzione Corrigin. Wave Rock è a tre km dal paesino di Hyden.
Prezzo per visitare l'attrazione: 10 dollari a macchina
Perchè ve lo consiglio: è una formazione naturale assolutamente unica e spettacolare. Non solo, ha un'importanza particolare per gli Aborigeni del luogo. Oltre a questo, se ci andate in primavera, la zona è piena di stupende orchidee selvatiche.
Raccomandazioni: Come sempre, crema solare, scarpe adatte per camminare, un cappello e dell'acqua da tenere in borsa. Da Wave Rock c'è un piacevole sentiero nella boscaglia che in poche centinaia di metri porta ad un'altra formazione rocciosa, a forma di testa di ippopotamo. 
Attenzione ai serpenti, nel bush è facile trovarne.

4- Little Beach


Di cosa si tratta: Una spiaggia da sogno, con la sabbia candida che contrasta in modo impressionante con l'acqua verde-azzurra dell'oceano.
Dov'è: All'interno del Two Peoples Bay National Park, a circa 450 km da Perth. E' un po' lontano, ma è perfetta se passate qualche giorno ad Albany, sulla costa sud. Dista da Albany circa 40 km.
Prezzo per visitare l'attrazione: 12 dollari (prezzo per l'ingresso giornaliero al parco nazionale: ci sono anche abbonamenti mensili e annuali molto convenienti).
Perchè ve lo consiglio: E' un posto da sogno. Davvero. Ed è quasi sempre vuota, come tutte le spiagge australiane fuori dalle grandi città.
Raccomandazioni: crema solare e cappello. Prima di tuffarvi nelle acque limpidissime, date un'occhiata alla superficie dell'acqua: da queste parti ogni tanto ci sono squali (come dappertutto, in Australia). Vi consiglio anche scarpe chiuse adatte per entrare in acqua: nel sud del Western Australia ci sono il pesce pietra, che si nasconde sul fondale, e il piccolo polpo dagli anelli blu. Sono entrambi letali.

5- Laghi rosa

Di cosa si tratta: in Western Australia ci sono parecchi laghi rosa, il più famoso è il Lake Hillier vicino ad Esperance. Tutti i laghi rosa sono accomunati dal fatto di avere l'acqua estremamente salata, spesso si possono vedere impressionanti fenomeni di cristallizzazione sulle rive. Il colore è dato da batteri alofili e microalghe rosse.
Dove sono: un po' ovunque. Ce ne sono parecchi, piccoli, a sud di Lake King. Uno che mi capita di vedere spesso è a nord di Cranbrook.
Prezzo per visitare l'attrazione: ovviamente gratuito, si tratta solo di trovare posto lungo la strada per fermarsi e guardare il lago.
Perchè ve lo consiglio: è inusuale e fuori dall'ordinario. Talvolta il rosa è estremamente acceso, quasi fosforescente
Raccomandazioni: i batteri che producono il colore rosa sono innocui, ma non mi sento di dirvi di farci il bagno, vista la concentrazione di sale. 

giovedì 16 novembre 2017

Escape to the Freaky Village, seconda parte

Prima parte QUI.
I nostri progetti migratori verso l'ovest ( leggi: a circa 250 km ad ovest di dove siamo adesso) procedono, anzi, dalla fase progettuale siamo passati a quella esecutiva.

(Ok, ho scritto "verso l'ovest" e non potevo non mettere questo video).

Abbiamo trovato un signore col camion che ci porterà i mobili nella nuova casa. Ho dei flashback di questa esperienza qui, speriamo bene.

Un paio di giorni fa sono tornata laggiù, per sbrigare un po' di cose pratiche, tipo il cambio di contea dei gatti, scoprire come funziona il servizio postale e tutto il resto. Vi sintetizzo i punti salienti.

1- Trovandosi a 15 km dal Freaky Village, la nostra casa non è allacciata alla rete idrica. Da queste parti non è una cosa strana, come dicevo qui. Si risolve con una cisterna per l'acqua piovana raccolta dalle grondaie. No, non scherzo.

2- Ovviamente non c'è nemmeno l'allaccio del gas. Si usano le bombole, si possono comprare dal benzinaio.

3- Quanto alla spazzatura, in effetti il camion dove abiteremo noi non passa. Quindi possiamo A) arrangiarci a portare la nostra spazzatura alla discarica, oppure B) darci al compostaggio in maniera selvaggia e totalizzante.

4- Quanto alla posta - che ve lo dico a fare? - dove abiteremo noi non c'è la distribuzione porta a porta. Potremmo prendere una cassetta all'ufficio postale, ma sfortunatamente non ce ne sono di libere. La signora che gestisce il Post Office (che è anche giornalaio, centro scommesse e piccolo negozio) ci ha comunque detto che ci terrà lei la posta, telefonandoci ogni volta che arriva qualcosa. 

5- All'ufficio della contea sono stati molto gentili e mi hanno dato il "resident pack", un plico di informazioni utili per chi si trasferisce da quelle parti. Il plico conteneva:
- il benvenuto nella comunità da parte del presidente della contea;
- tre brochure sugli incendi e la necessità di creare un piano di emergenza qualora la casa fosse minacciata dal fuoco;
- una lista dei club presenti in paese, degni di nota il club femminile di freccette, quello di meditazione trascendentale, e quello per scrittori.
- una preoccupante lista dei serpenti più comuni della contea, tutti velenosissimi e in grado di ammazzare più persone con un solo morso. Tra questi ne spicca uno col nome, come dire, evocativo: il DEATH ADDER. La brochure invitava caldamente a preparare il compost (perchè evidentemente tutti lo fanno) dentro contenitori chiusi, onde evitare che residui di cibo all'aperto attirino topi che possano a loro volta attirare serpenti. 

Viva l'Australia! Ora vi lascio, vado a cercare online contenitori per il compostaggio e a controllare quante persone sono morte da queste parti bevendo la pioggia. 
Alla prossima.

domenica 25 giugno 2017

Di corsi improbabili e bizzarri festini

Vi capita mai di fare cose assurde legate al lavoro che svolgete?
Nel luogo dove lavoro vengono organizzati almeno due corsi di aggiornamento al mese. Di solito sono ad un'ora scomoda, tipo alle 13.30, roba che se sono reduce dal turno del mattino vorrei solo mangiare e crollare sul letto, mentre se sono al pomeriggio li devo saltare perchè sono di turno, per poi recuperarli un altro giorno, ad un'ora scomodissima. 
Devo dire che comunque la struttura dove lavoro ha un'abilità particolare per piazzarli quando ho un giorno libero, col risultato che, dopo aver lavorato per magari sei giorni di fila, mi tocca tornare sul luogo di lavoro ( 55 km di distanza da casa) anche il giorno seguente.
I corsi di aggiornamento toccano svariati argomenti, ma sono usualmente noiosi come quelli italiani, con gente che viene a parlare di qualcosa, una stanza dove immancabilmente non ci sono mai abbastanza sedie, un power point che metà dei presenti non riesce a vedere a meno di non alzarsi in piedi e a volte ( ma molto raramente) il pranzo gratis.

Io ed i miei colleghi durante un corso di aggiornamento standard. Immagine da QUI


Recentemente però, ho dovuto partecipare ad un incontro che è stato completamente diverso.
Il titolo, rullo di tamburi, era "Management dell'intestino", non esattamente uno di quegli argomenti per cui resti sveglio alla notte pensando a come puoi sopravvivere senza avere nozioni a riguardo, ma tant'è, è legato al mio (attuale) lavoro e quindi bisogna sorbirselo.
Se me lo avessero chiesto prima, avrei giurato di sapere come si sarebbe svolto il corso: sedie, gente che segue annoiata e stanca, power point con qualche nozione introduttiva di anatomia e fisiologia intestinale, seguita dalla faccenda del management. Però mi sbagliavo.
Le sedie questa volta erano disposte in circolo attorno ad un tavolo, sopra cui erano poggiati una quantità incredibile di oggetti, che andavano da bicchieri di plastica alla pasta modellabile per bambini, che quando ero bambina io si chiamava Didò. Niente power point.
Il corso è iniziato proprio col Didò: abbiamo dovuto modellare i diversi tipi di cacca della Bristol Stool Chart.
Eh già, c'è una tabella per classificare anche questo.
Non chiedetemi a cosa sia servito: era così e basta. Tra l'altro la Bristol Chart la conosciamo bene, anzi, benissimo, non avevamo certo bisogno di questo momento creativo. Vi risparmio il resto del corso, durante il quale, comunque, ho imparato cose che non avrei mai immaginato, ma proprio MAI. Non le riporto qui per mantenere un po' di decoro. 
A metà corso, la docente, imperturbabile, ha tirato fuori un gigantesco pannolone e lo ha indossato sopra ai vestiti, continuando poi a spiegare come se non ci fosse nulla di strano.
Il corso è terminato con una lezione sui vari tipi di lassativi, e anche qui sono stata colpita dall'approccio pratico: la tizia col pannolone ha infatti aperto la confezione di bicchieri di plastica e abbiamo dovuto fare tutti insieme un bel brindisi a base di lassativi, con lei che ci incitava a provarne di diversi tipi e continuava a riempire bicchieri, come un'improvvisata barman. Per sentire il sapore, ci è stato detto. No, il senso di questa cosa sfugge anche a me.

Occasioni sociali
La vita sociale dello staff del posto dove lavoro è una cosa che sta particolarmente a cuore alla nostra manager. L'idea, in effetti probabilmente giusta, è che, visto che dobbiamo lavorare come un team, è opportuno promuovere eventi che ci permettano di stare insieme e socializzare anche fuori dall'orario di lavoro, per creare più affiatamento tra di noi.
Si organizzano quindi feste di compleanno, cene e serate al pub, nonchè partecipazione di gruppo ad eventi della cittadina (feste di paese e balli).
Ogni volta che all'orizzonte si profila una di queste occasioni sociali, nella bacheca nella stanza dello staff appare un foglio per descrivere l'evento e raccogliere le adesioni.

Qualche settimana fa una mia collega, posata signora di sessant'anni, ci ha invitati tutti a casa sua per festeggiare il primo mese nella casa nuova. Puntualmente è apparso l'annuncio in bacheca: il giorno X, tutti a casa di S. per un "Pure Romance party" per festeggiare la nuova abitazione.
Lo strano titolo della festa non mi ha stupito, ho immaginato che alludesse al fatto che occorresse mascherarsi con vestiti improbabili, tipo da principessa Disney.
Da queste parti la gente adora mettersi vestiti assurdi e parrucche. La prima volta che mio marito ed io siamo entrati in un pub locale, era in corso una festa di compleanno (la festeggiata compiva cinquant'anni). La prima cosa che ho notato è stata una matura signora con addosso un bikini leopardato. Poi una tizia vestita come C3PO. Poi il fatto che tutti gli uomini (ma proprio tutti) avessero la parrucca. E così via, finchè i miei normali jeans non hanno iniziato a farmi sentire un pelino fuori posto.

Insomma, niente di strano che la mia collega avesse organizzato una festa in maschera.
Il giorno in questione però io ero di turno, così le ho presentato le mie scuse e le ho detto che "un'altra volta volentieri".
Qualche giorno dopo appaiono nella stanza dello staff dei cataloghi a fiorellini, con le parole "Pure Romance" sulla copertina.
- Oh guarda, devono essere profumi - ho pensato, aprendone uno.
Sarà che non ne avevo mai visto uno, sarà che alcuni anche dopo essermi spremuta le meningi non sono minimamente riuscita a capire come funzionino, ma ci ho messo un po' a realizzare che erano sex toys.

Le mie colleghe ci sono andate quasi tutte, manager inclusa, e si sono divertite un sacco.
Pare che questa ditta, la "Pure Romance" (trovo il nome azzeccatissimo!) offra la possibilità di organizzare  feste a domicilio in cui viene una rappresentante a parlare dei prodotti. Mi hanno detto che hanno parlato più che altro di profumi (non propriamente roba che mettereste per uscire, ma meglio di una conferenza sui vibratori) e sono rimaste tutte entusiaste di uno in particolare (un profumo, specifichiamo) che pare cambi odore a seconda della persona che lo usa.

Insomma, io lavoravo e mi sono persa tutto questo, quindi oggi non posso snocciolarvi preziose perle sulla seduzione e tutto il resto, ma volevo lo stesso condividere con voi alcune delle cose assurde legate al mio lavoro.
Alla prossima!

sabato 16 novembre 2013

Che programmi hai per oggi?

Da quando vivo nella casa nel deserto, le mie giornate hanno assunto strane geometrie spazio-temporali. Le ore di casalinga solitudine sembrano allungarsi a dismisura, perdendosi in minuti dilatati che si snodano pigri tra un piatto da lavare e una camicia da stirare. 
Il fatto è che i lavori domestici non sono eterni. Per fortuna. E' necessario cucinare e lavare i piatti tutti i giorni, questo sì, ma l'attività porta via una quantità limitata di tempo. 
Una volta che la cucina è in ordine, la casa pulita e i panni stirati, sopraggiunge l'ansia. E ora cosa faccio?
In un altro posto si potrebbe uscire di casa, andare al cinema, in piscina, in biblioteca. Si potrebbe lavorare magari, o studiare. Ma qui no. 
All'inizio ero ottimista. Figuriamoci, c'è sicuramente qualcosa che posso fare. Basta volerlo. Magari non qui nel paesino sperduto, ma in fin dei conti con due ore e mezza di autobus sono in città, e lì ci sarà senz'altro qualcosa per me. 
Ho iniziato a vedere, ad informarmi. Posso lavorare? No, perchè il mio visto non me lo permette. Dovrei richiedere un nuovo visto, sponsorizzato dal datore di lavoro, cosa non facilissima da ottenere. E poi ci sono altri problemi, ma è un discorso lungo e inutile.
Posso andare in piscina? ho fatto una ricerca e non sono riuscita a trovarne nemmeno una, intesa come quelle che ci sono in Italia, stabilimenti sportivi dove uno fa l'abbonamento e dietro il pagamento di una cifra modesta può andare a nuotare in determinate ore. Qui le piscine sono negli hotel, e per accedervi occorre soggiornare lì o fare parte di club esclusivi e costosi.
Posso fare volontariato? ho setacciato internet alla ricerca di un modo per fare volontariato in città. A parte la scarsità di informazioni reperibili in inglese, mi pare di capire che qui il volontariato sia inteso soprattutto come donazioni in denaro per sostenere le varie cause.
E va bene. Posso almeno andare in biblioteca? certo. Ma la biblioteca richiede un'iscrizione annuale a pagamento, ha pochi libri e quasi tutti in arabo.
Le passeggiate all'aperto sono impraticabili per buona parte dell'anno, a causa della temperatura, del vento e della sabbia, e qui nel paesino sperduto sono impraticabili e basta, per mancanza di posti dove passeggiare.
In aggiunta a tutto questo, l'amica A. da cui ero solita andare più volte alla settimana non abita più qui, a causa del trasferimento di suo marito in una cittadina a circa 130 km di distanza.

Così, alla fine, mi siedo davanti al computer.
Esaurita la voglia di partecipare ai giochini idioti su Facebook, comincio a girare in rete. Wikipedia è uno dei siti dove capito più spesso e dove precipito in deliri che mi portano a leggere ossessivamente tutte le informazioni su un certo argomento e a cercarne sempre di nuove. 
Ho iniziato con l'Antartide e le isole sub-antartiche, con la loro flora e fauna. Poi sono passata al vulcanesimo e a tutti i fenomeni correlati. Poi ai terremoti. Poi alla storia della Mongolia. Poi ai principi attivi delle piante officinali. Poi alla storia europea tra il XIV e il XVII secolo. Poi a mille altre cose sparse tra gli argomenti più disparati.
Anche Google Earth ha un potere magnetico, ed esercita su di me un fascino indescrivibile. Mi capita spesso di passare ore ad esplorare virtualmente una zona remota, come il Nunavut o l'oblast' di Magadan, risalendo il corso dei fiumi e guardando avidamente tutte le foto.
C'è stato poi un periodo in cui ho letto o riletto un'infinità di libri grazie a Liber Liber e al Progetto Gutenberg.
A volte invece di leggere ho voglia di vedere qualcosa e allora mi lancio su Youtube o sul sito della Rai, dove è possibile rivedere una buona quantità di trasmissioni e documentari.

Casualmente su internet si fanno poi delle scoperte interessanti. Ad esempio ho scoperto che molte prestigiose università americane mettono del materiale e dei corsi online gratuitamente (es. MIT ) e chiunque può scaricarseli e studiare. Scontato dirlo, i risultati ottenuti solitamente non vengono nè testati nè riconosciuti, ma intanto è un modo per imparare qualcosa di nuovo, e senza spendere un centesimo.
Infine pochi giorni fa sono approdata a Zooniverse e a tutti i suoi progetti di citizen science, la ricerca scientifica condotta da scienziati dilettanti e volontari. Si va dalla catalogazione delle macchie sulla superficie di Marte alla trascrizione di vecchi archivi museali, dalla classificazione dei cicloni tropicali all'identificazione di possibili pianeti tramite lo studio delle curve di luce delle stelle usando i dati del telescopio Kepler. La procedura da seguire viene spiegata nel dettaglio, e ogni elemento prodotto viene poi controllato e ri-analizzato dagli altri partecipanti, riducendo così gli inevitabili errori.

Insomma, un panorama ricco e interessante, che mi permette di impiegare il mio tempo in qualcosa di utile e di imparare un sacco di cose nuove.

Alla fine, comunque, a parte rare eccezioni, le mie giornate sono fatte di lavori domestici e computer. La cosa deve apparire incredibile ad un sacco di gente (i miei familiari, alcune colleghe di mio marito..) che pur sapendo e conoscendo bene com'è questo posto, si sentono in dovere di farmi la solita fatidica domanda.

- Che programmi hai per oggi?
- Ehm, dunque.. ho una montagna di roba da stirare, e devo sghiacciare il frigo. Poi passerò un po' di tempo ad esaminare curve di luce su Planet Hunters e a trascrivere l'etichetta di vecchi erbari americani. Poi preparerò il pranzo, e nel pomeriggio volevo fare un po' di Analisi Matematica, ho trovato un corso che la spiega tanto bene..
- Insomma, passi tutto il giorno in casa?
- Beh.. sì. Ma alla fine della settimana vado in città a fare la spesa.
- Ah.. e senti, domani cosa fai?
- ....
- domani esci?
- (ma ti ho appena spiegato che non uscirò prima del weekend...) no, domani sto a casa...

Dev'essere un concetto difficile da assimilare, nonostante tutte queste persone siano state qui e sappiano esattamente com'è.
Comunque le ore alla fine passano. I panni stirati vengono messi nei cassetti, la cena viene sistemata sul tavolo apparecchiato e finalmente la porta di casa si apre, e mio marito rientra.
Questo è il momento più bello della giornata.