lunedì 3 febbraio 2020

Una storia australiana per bambini anticonformisti

C'era una volta, nel grande paese di Down Under, il Principe Calogero del regno degli emu'. 
Calogero era assai bello, alto, con un lungo collo e un piumaggio splendente e quando era un pulcino i suoi genitori erano molto orgogliosi di lui. 
Purtroppo, crescendo Calogero sviluppo' un'indole pigra, piuttosto che fare i compiti preferiva dormire sotto agli alberi. Quando fini' la scuola media il re e la regina del regno degli emu' erano in crisi. 
- E' fuori questione che vada al liceo - disse suo padre.
- Cosa gli facciamo fare? - chiese sua madre - Pensi che sia interessato all'Alberghiero?
Calogero decise di iscriversi alle Magistrali e trascino' la sua poderosa e pelosa mole in classe per cinque anni, con mediocri risultati. Nel tempo libero, il principe amava passeggiare sulla Collina, dove si trovava una casa circondata da alberi da frutta e abitata da due umani e due gatti.




-Cosa ne facciamo di questo figlio? - chiese una giorno il re alla moglie.
- Stupido, pigro e indolente com'e' non c'e' speranza che vada all'universita'. Passa le sue giornate sulla Collina a mangiare frutta e dormire sotto gli alberi, col benestare dei due umani che vivono nella casa. 

Un giorno d'estate, mentre riposava sotto un albero per sottrarsi alla calura, Calogero vide per la prima volta Pasqualina. Pasqualina era quasi calva, aveva un becco molto sporgente e un paio di occhiali dalle lenti spesse come fondi di bottiglia. Non era una bellezza, ma Calogero si innamoro' di lei a prima vista.

Lo sguardo sveglio di Pasqualina, qui senza occhiali
Pasqualina era bruttina, ma molto intelligente. Al termine del liceo scientifico aveva vinto una borsa di studio per Harvard, dove si era laureata in Fisica. Aveva quindi conseguito due master in Astronomia all'Universita' del Texas, il Dottorato in Astrofisica alla Columbia University e lavorava a contratto ai telescopi Keck per conto della NASA. 

Calogero la guardo' negli occhi. L'amore per gli emu' e' una faccenda semplice.
- Pasqualina, ci conosciamo da dieci minuti ma gia' ti amo e voglio dividere la mia vita con te. Lascia stare le stelle, torna in Australia e diventa la regina del mio castello. Passeremo le nostre giornate sulla Collina, mangiando la frutta del giardino. I due umani sono stupidi, sembrano entusiasti del fatto che mangi la loro frutta e riempia il loro giardino di letame. Ti ameranno.

Qualcuno passeggia mentre lavo i piatti, protetto dalla privacy della tendina

- Col cavolo - rispose Pasqualina.
- Calogero, ti rendi conto che diventare la regina del tuo castello vorrebbe dire buttare alle ortiche anni e anni di studio? L'astrofisica e' la mia vita. Non puoi chiedermi di rinunciarvi.

- Ma io ti amo - disse Calogero. 
- Non vedo dove stia il problema - disse Pasqualina - ci sposiamo, tu resti qui e ti prendi cura della casa, io torno alle Hawaii e porto a casa lo stipendio.

E cosi' fu.
Pasqualina torno' alle Hawaii, ma non senza aver lasciato a Calogero otto grosse uova. 
La paternita' fece bene al principe indolente. Covo' le uova con infinito amore e attenzione e divenne incredibilmente solerte nella cura dei pulcini, scoprendo nell'essere padre la sua vera vocazione.



Pasqualina continuo' ad occuparsi delle sue stelle, restando in contatto giornaliero col marito e i figli tramite Skype e passando le sue ferie in Australia. 

-FINE-

Nota: Non sono sicura che Calogero abbia una ragazza. L'ho visto in compagnia, ma non ne ho la certezza.
Quello che e' certo e' che sono gli emu' maschi a covare le uova e ad allevare la prole.
Non chiedetemi cosa facciano le femmine, dopo aver mollato le uova al malcapitato di turno. Forse lavorano davvero alla NASA.

lunedì 27 gennaio 2020

Italian-born Australian

Il 26 Gennaio 1788, il capitano Arthur Phillip, al comando di una flotta di navi, approdo' a Botany Bay, nei pressi dell'odierna Sydney, in New South Wales. Gli uomini che quel giorno arrivarono nel Continente Nuovissimo ne segnarono l'inizio della colonizzazione europea. 

Per quanto controversa e contestata dagli Aborigeni (che ricordano il giorno come l'inizio dell'espropriazione delle loro terre), la data e' stata scelta per l'Australia Day.
Ogni anno, in tutta l'Australia, in ogni citta', paese o gruppo di case in mezzo al nulla viene celebrato l'Australia Day.


E' una festa che celebra la gioia di essere cittadini di questo Paese enorme e meraviglioso, a volte generoso e a volte spietato e terribile, con una popolazione incredibilmente eterogenea, composta da chi era qui dall'inizio dei tempi e da chi arrivo' dopo, da ogni parte del mondo. 
Solitamente c'e' la colazione gratuita verso le 8 del mattino, che viene offerta a chiunque lo desideri.

Nel 2015, pochi giorni dopo il nostro arrivo in Australia, mio marito ed io andammo ad una di queste colazioni, il nostro primo Australia Day. Assistemmo alla consegna dei premi a chi si era particolarmente distinto nella comunita' e naturalmente alla proclamazione dei nuovi Australiani. Quale giorno migliore per ricevere la cittadinanza?
Ricordo una donna con un vestito rosso, ricordo la sua emozione nel leggere il giuramento che la dichiarava australiana. Mentre la guardavo, sapevo gia' che un giorno su quella pedana ci saremmo stati noi. All'epoca, nel 2015, avevamo gia' la residenza permanente, e dovevamo solo aspettare il numero giusto di anni per poter richiedere la cittadinanza.

Quel giorno e' arrivato nel 2018, quando abbiamo compilato la domanda online. I mesi sono poi passati senza ricevere nessuna notizia e sollevando mille dubbi: eravamo idonei o c'erano dei problemi?
Infine, ad Ottobre 2019, mentre tornavamo a casa dopo un viaggio nel nord del continente, guardando pigramente la posta sul cellulare, ho trovato una mail dal ministero dell'interno, che mi informava sulla data del test.

Per diventare cittadini australiani occorre superare un test a scelta multipla di cultura generale australiana. Il materiale per studiare per l'esamino e' disponibile online, sul sito del ministero. Dopo giorni di forsennato ripasso, un giorno di digiuno per l'ansia e una notte insonne, il giorno del test mi sono recata nel luogo indicato e mezz'ora dopo ne sono uscita vittoriosa. 

Infine, meno di due settimane fa il nostro Shire ci ha fatto sapere che la cerimonia si sarebbe tenuta il 26 Gennaio 2020, durante la celebrazione dell'Australia Day.
Nonostante mi fossi ripromessa di cercare di riposare, ieri alle 4.50 avevo gia' gli occhi spalancati per l'emozione. 
Ti immagini se mi accorgo che il vestito ha delle macchie? e se le calze dovessero smagliarsi? non ho dentifricio sulla faccia, vero? e se inciampo sui tacchi?
Quando siamo saliti in macchina rasentavo il panico e continuvo a giocherellare con la catenina della borsa. 

Infine, dopo anni di attesa, e' arrivato il momento. Ho pronunciato il giuramento con la voce che tremava e cercando di contenere le lacrime, in preda all'emozione piu' grande dopo il giorno del matrimonio. Solo poche righe, ma dense di tante cose, le persone che ho incontrato, le cose che mi hanno lasciata senza fiato, tutto quello che amo di questo paese. Solo poche righe, ma che mi hanno legata nel modo piu' intimo possibile con una terra diversa da quella in cui sono nata
Ho ripensato a quel giorno del 2013, mentre eravamo in volo dal Medio Oriente verso Melbourne. Avevamo passato l'equatore, sorvolato Bali, e attendevo col cuore in gola di vedere l'Australia per la prima volta. Dal mio posto accanto al finestrino scrutavo l'orizzonte, ma riuscivo a vedere solo acqua, acqua e nuvole. E poi ad un tratto e' apparsa una costa lontana, la costa di un continente che non conoscevo, ma dove gia' sapevo che sarei andata ad abitare. 
Ho guardato giu' e ho pensato che un giorno, da qualche parte su quella terra lontana, ci sarebbe stato un posto che avrei chiamato "casa".

La foto e' storta, lo so.
Vogliatemi bene lo stesso.


Ho realizzato che l'Australia mi ha dato tanto. Qui ho praticamente imparato a guidare, ho avuto il primo lavoro full time a tempo indeterminato, ho imparato a destreggiarmi in inglese in ogni situazione. L'Australia mi ha fatta crescere. 

E cosi' sono diventata Australiana.
Non sono caduta dai tacchi, non ho smagliato le calze. Il vestito aveva in effetti una macchia sul bordo, ma sono sicura che nessuno l'ha notata.

lunedì 20 gennaio 2020

Questioni d'acqua

Era la fine di Maggio dello scorso anno, un giorno in cui non ero di turno e mi apprestavo a passare una tranquilla giornata a casa. Mio marito si stava facendo la doccia, mentre io preparavo la colazione. Ad un tratto vedo arrivare il coniuge in sala da pranzo ancora svestito e piuttosto alterato: l'acqua era finita.
A scanso di equivoci, va specificato che non era terminata l'acqua calda, ma proprio l'approvvigionamento idrico dell'abitazione. Questo accade perche' qui, nella nostra casa a 15 km dal Freaky Village, non usufruiamo dell'acquedotto, ma abbiamo una cisterna che si riempie con l'acqua piovana ed e' collegata ai nostri rubinetti.

La nostra cisterna

L'acqua era dunque terminata, la cisterna vuota e questo era un problema che andava ovviamente risolto il prima possibile.
Ad un'ora adeguata mi sono dunque recata all'agenzia immobiliare che ci ha affittato la casa, passaggio obbligato per avere una qualche forma di aiuto, e nel giro di un paio di minuti sono risalita in macchina stringendo tra le mani un foglietto col numero di telefono da chiamare.

La ditta in questione si occupa di riempire cisterne ad uso domestico, quindi con acqua potabile. Chiamo, ci accordiamo sull'ora della consegna, il tizio mi chiede quanti litri voglio, avvisandomi che non ne puo' portare piu' di 12.000, capienza della sua autobotte piu' grande.
Faccio un rapido calcolo, non so esattamente quale sia la capacita' del nostro serbatoio, ma sicuramente tiene piu' di 12.000 litri.
Il tipo arriva all'ora convenuta e, mentre scarica quintali di liquido nella vasca vuota, gli faccio un paio di domande. Mi informa che la nostra cisterna ha una capienza di 100.000 litri, quantita' che, se usata oculatamente, di solito dura un anno. Mi insegna anche come controllare quanta acqua c'e' dentro senza dovermi inerpicare in cima per aprire lo sportellino: basta bussare sulle pareti del cilindro.
Si parte dalla base, e si sale. Quando il sordo toc-toc diventa un rimbombante bounc -bounc, significa che si e' raggiunto il livello dell'acqua.

Al termine del travaso, metto in pratica le competenze appena acquisite: il livello mi sembra sempre paurosamente basso, ma in effetti occupa piu' o meno un decimo della cisterna.
Il conto e' salato: per 12.000 litri pago 475 dollari.
Una settimana dopo questo episodio sono iniziate le piogge invernali, e la nostra cisterna si e' gradualmente riempita.

All'epoca, se qualcuno mi avesse chiesto come funziona l'immagazzinamento dell'acqua, avrei risposto con sicurezza: la raccolta avviene dal tetto della casa tramite grondaie, e, con una serie di tubi, trasportata nella cisterna. Ad un certo punto di questo tragitto, l'acqua viene filtrata e diventa quindi potabile. Ci credevo come ad un dogma di fede. Ovvio no? mica ci beviamo la pioggia cosi' com'e'.
Va detto che l'acqua della cisterna e' ottima. Sempre fresca e senza retrogusto di cloro. Conosco parecchie persone che, pur abitando in centri abitati raggiunti dall'acquedotto, si sono fatti installare una cisterna perche' gradivano di piu' il sapore dell'acqua piovana.

Circa un mese dopo, sono tornata all'agenzia a chiedere informazioni sul filtro: va cambiato, ogni tanto? lo dobbiamo pulire?
Ricordo la faccia perplessa dell'impiegata, mentre mi diceva che no, non dobbiamo fare assolutamente niente.



Passano i mesi, le piogge invernali arrivano al termine. Nel 2019 non e' piovuto granche', il fiume che attraversa il Freaky Village non e' esondato affatto, cosa rara.
La nostra cisterna non si e' riempita completamente, il livello dell'acqua e' arrivato piu' o meno a meta'.

Da quando mi sono accorta che il serbatoio non si era colmato, ne ho vegliato costantemente il livello con ansia crescente. Non riesco a valutare quanta acqua usiamo. Quanti litri si consumano lavando i piatti? quanti con le lavatrici? quanta acqua sprechiamo con la doccia? Il livello nella cisterna si abbassa sempre di piu'. Venti centimetri. Quindici centimetri. Dieci centimetri.
Infine, poco prima di Natale, ci siamo decisi a chiamare di nuovo l'uomo dell'acqua, per avere altri 12.000 litri. Lo chiamo di lunedi', lui mi dice che non puo' venire fino a venerdi'. Bastera' l'acqua? presa dall'ansia, inizio a razionare. Lavo i piatti e i vestiti col minimo indispensabile, smetto di farmi la doccia e opto per un lavaggio "a pezzi". Inizio anche a riempire la bottiglia da cui bevo sul posto di lavoro, anziche' a casa.
Mio marito non si lascia contagiare dalle mie preoccupazioni e continua tranquillo con le sue due docce al giorno.
Infine arriva il venerdi' e io mi prendo un giorno libero dal lavoro per poter essere li' quando il tizio arriva. La consegna avviene, sborso altri 475 dollari.

Rientro poi in casa, rilassata, e come prima cosa, apro il rubinetto per riempire la mia bottiglia.
Non posso sbagliarmi, l'acqua e' GIALLA. Non solo, e' piena di micro-particelle che ci galleggiano dentro. Il primo pensiero e' che per errore mi abbiano dato dell'acqua non potabile, ma lo elimino subito come impossibile.
Prendo la macchina, corro in agenzia. Porto con me due bottiglie: una e' la mia, riempita con l'acqua del rubinetto, l'altra e' una bottiglietta intonsa di acqua del supermercato, per far vedere la differenza di colore.

L'agente immobiliare non e' particolarmente scioccata.
- Mi sembra che vada abbastanza bene, no? - mi dice, osservando la bottiglia incriminata.
Mi spiega che in tutte le cisterne si forma un sedimento di roba non meglio specificata che giace sul fondo. Quando vi e' stata versata dentro l'acqua, questo strato ha subito un rimescolamento, ma non devo preoccuparmi, basta aspettare un paio di giorni e le cose si stabilizzeranno.

Questa storia del sedimento mi e' nuova e mi turba abbastanza. Da cosa e' formato? Come puo' crearsi un sedimento, se il sistema di raccolta dell'acqua e' dotato del famoso filtro che non necessita di manutenzione?
L'impiegata cerca di tranquillizzarmi e mi sorride. Mi dice che il ferramenta esegue analisi dell'acqua delle cisterne, e di andare da lui, se proprio voglio stare tranquilla.

Non posso sbagliarmi, il Freaky Village ha solo sette negozi, di cui uno e' il ferramenta.
Entro, supero velocemente la corsia della roba da giardinaggio, passo in  mezzo alle motoseghe e finalmente arrivo al bancone, dietro al quale si trova un uomo sui cinquant'anni, con una lunga barba che gli sfiora il petto. Indossa un grembiule verde che ricopre l'addome prominente e su cui risalta la parola "Joseph" stampata in un angolo. Dietro di lui siede una donna all'incirca della stessa eta', impegnata con un inventario.

Io sono molto alterata, arrivo al bancone, vi sbatto sopra le due bottiglie, gli vomito in faccia l'accaduto e lo prego di eseguire immediatamente la famosa analisi chimico - fisica che dovrebbe fornirmi informazioni sulla bonta' dell'acqua che beviamo ogni giorno. Al termine dello sproloquio alzo i miei occhi disperati verso i suoi e scopro con stupore che l'uomo mi sta sorridendo a tutta bocca.

Mi tende la mano.
- Ciao, mi chiamo Joseph, sono il proprietario. Questa e' mia moglie Annie. Non ti ho mai vista qui.

La gente qui e' speciale e un po' matta, non per niente ho soprannominato questo posto "Freaky Village".

Stringo la mano a Joseph, mi presento, cerco di calmarmi e gli spiego di nuovo il problema, sollecitando le analisi.

Joseph prende la bottiglia con l'acqua del rubinetto e la osserva.
- Secondo me va bene - mi dice. Svita quindi il tappo e ne beve qualche sorso.
- Anche il sapore e' OK - aggiunge. Poi mi spiega che l'analisi non la fa lui, occorre mandare i campioni a Perth, ci vuole piu' di un mese.

Davanti alla mia espressione costernata, Joseph esce da dietro al bancone e mi abbraccia.
- Non preoccuparti, davvero. La tua acqua va bene. Non hai idea di cosa la gente si ritrova nella cisterna, opossum morti, colonie di rane, piantagioni di alghe... la tua acqua va bene, fidati. Dai al sedimento il tempo di stabilizzarsi.

 Gli chiedo del sedimento. Come fa a formarsi?
Joseph mi sorride. Mi chiede dove abito. Decido di dare indicazioni vaghe, fornendo solo il nome della strada. E' impossibile che localizzi la mia casa: la via in questione e' lunga piu' di 50 km e collega il Freaky Village con un altro paesino.
- Dev'essere la casa costruita da Jason - dice subito Annie, alzando gli occhi dal suo inventario.
Mi guardano. Non ho idea del nome di chi ha edificato la casa dove vivo in affitto.
- Ci vivi in affitto, no? la casa appartiene a Michael Johnson? mi chiede Joseph.

Ho solo detto il nome della strada, giuro.
Come fanno questi due ad aver individuato la casa?

- Chiama Jason, chiedigli del filtro - dice Annie al marito.
Joseph si dirige verso il telefono, per chiamare l'uomo che ha costruito la casa dove vivo.
- Jason? Ciao, sono Joseph, ti chiamo dal negozio. C'e' qui Flavia, che voleva sapere del filtro della cisterna, e' preoccupata per l'acqua... oh, capisco. Certo, naturalmente. D'accordo, glielo dico. Grazie. Ciao.

Joseph abbassa la cornetta e mi sorride.
- La cisterna non ha filtri -  mi dice.
- Come niente filtri???? quindi ci stiamo bevendo l'acqua piovana cosi' com'e'? con le foglie morte dentro? con la cacca degli uccelli e degli opossum che scorrazzano sul tetto?




Joseph mi sorride di nuovo.
- Esattamente - mi dice - ma e' cosi' per tutti, qui. Non ti preoccupare, dai. Stai bevendo quest'acqua da anni e non hai mai avuto problemi. Se lo desideri, comunque un filtro si puo' sempre mettere. Vuoi che chiamo il proprietario della tua casa per chiedergli di installarne uno?

E' questo e' quanto. Ho abbracciato Joseph ed Annie e sono tornata a casa. Il proprietario si e' detto favorevole all'installazione del filtro, ma non ha detto quando questo potra' avvenire.
L'acqua nel frattempo e' tornata ad essere limpida, il sedimento si e' riassestato e non ci sono piu' particelle galleggianti.
Continuiamo ad usare i rubinetti di casa per la nostra necessita' idrica quotidiana, come del resto stiamo facendo da due anni e come la gente qui ha sempre fatto.
Il filtro dovrebbe essere in arrivo, nel frattempo incrociamo le dita e cerchiamo di non innervosirci troppo.

sabato 11 gennaio 2020

I libri del 2019

Devo confessare che ho una debolezza a cui non riesco assolutamente a resistere. 
Sono una lettrice compulsiva e una compratrice seriale di libri. Per fortuna esistono le biblioteche, per cui non spendo tutto il mio stipendio in carta stampata, ma lo stesso ne acquisto ogni mese un buon numero. 
Anche se utilizzo spesso Amazon e ogni bookstore che capita sulla mia strada viene minuziosamente esaminato, ho una predilezione per le librerie di seconda mano, dove spesso ho trovato volumi non più in commercio per prezzi stracciati. I librai mi adorano.
Amo leggere da sempre. Ho sempre un libro in borsa, che leggo nei momenti di pausa e uno sul comodino, che non vedo l'ora di prendere in mano al termine della giornata.

I libri di cui vi parlo oggi sono una parte di quelli che ho letto nell'anno appena passato.
Di alcuni dei volumi letti purtroppo non ricordo il titolo, quindi non sono stati inseriti in questo elenco. Ho deciso anche di non includere tutti i libri di cucina letti lo scorso anno, con poche notevoli eccezioni. 
Ovviamente, quanto scrivo rappresenta il mio punto di vista. Se avete letto queste opere e ne avete avuto un'opinione diversa, sono lieta di discuterne insieme!

Wild by nature
From Siberia to Australia, three years alone in the wilderness on foot
di Sarah Marquis


Questo è uno dei libri che ho preso in biblioteca.
Una donna e un carrello nelle lande deserte. Sembra che la Mongolia sia popolata da persone orribili, in Cina, se passi con uno zaino, ti seguono per controllare dove ti accampi, in Laos ci sono bestie orrende e trafficanti di droga piuttosto gentili.
Nonostante a tratti sia divertente ed interessante, questo volume mi ha un po' deluso. La sensazione che ho avuto leggendo è che Sarah non sia in realtà minimamente interessata ai posti che visita, non le interessa la gente, è tutto centrato su di lei, sul trovare un posto dove comprare i vegetali per la cena, sul percorrere un certo numero di km ogni giorno per arrivare poi puntuale all'appuntamento con l'elicottero che la porta via. Il viaggio è sì nelle lande deserte, ma e' privo del sapore magico che si prova visitando posti nuovi.
Non lo rileggerei.

The revolutionary youth 
di John Simpson


Ho reperito questo libro in una piccola libreria di Belfast.
I Troubles dell'Irlanda del Nord attraverso gli occhi di un ragazzino cattolico che ci cresce in mezzo, un inglese rapido e colloquiale. Se vi interessa la storia irlandese ve lo consiglio caldamente.


Land of milk and honey
The story of traditional irish food and drink
di Brid Mahon



Attraverso riferimenti alla letteratura e al folklore, l'autrice traccia un resoconto dei cibi irlandesi attraverso i secoli e il loro legame con le feste e le occasioni speciali. Interessante e ben scritto.

Ricette di confine
Il cibo narrato dalla Palestina occupata
di Silvia De Marco



Le tradizioni di una terra occupata attraverso le ricette, in un connubio che cuce insieme cibo ed esperienze, storia e geografia. Consigliato.


The temporary bride, a memoir of love and food in Iran
di Jennifer Klinec


Uno dei libri che lo scorso anno mi hanno stregata. 
Jennifer Klinec, dopo aver lasciato il lavoro in banca, apre una scuola di cucina a Londra e inizia a viaggiare, per scoprire sempre nuove ricette. In uno di questi viaggi si ritrova in una cucina di Yazd, Iran, per imparare a dosare lo zafferano, preparare un riso morbido come seta e dolcetti di pistacchi e acqua di rose.
Oltre al cibo, a Yazd Jennifer incontra il futuro marito. Una storia meravigliosa, scritta con uno stile potente ed evocativo, che con poche parole riesce a far percepire colori, sapori e profumi e ha fatto nascere la mia attuale ossessione per l'Iran.

Food of life
Ancient Persian and modern Iranian cooking and ceremonies
di Najmieh Batmanglij


Sull'onda emotiva del libro precedente, ho frugato la rete alla ricerca del libro "perfetto" di cucina iraniana e incredibilmente mi sono imbattuta in un tesoro, un'opera meravigliosa che unisce arte, poesia e ricette. Se avete mai sognato la cucina iraniana (e se avete letto il libro precedente non potete non farlo), non potete perdervi questo libro. Le ricette sono divine.


Revolutionary ride
di Lois Pryce


Indovinate di cosa parla questo libro? lo so, sono ossessionata. Ma e' l'ultimo libro sull'Iran di cui vi parlo oggi, promesso.
Nel 2011, in un momento di massima tensione tra il governo britannico e quello iraniano, la scrittrice di viaggio Lois Pryce trova un pezzo di carta con poche righe scritte sopra, attaccato sulla sua moto parcheggiata fuori dall'ambasciata iraniana di Londra. Nel biglietto, un ignoto cittadino iraniano, colpito dagli adesivi che testimoniano lunghi viaggi, chiede al proprietario della moto di andare in Iran, per avere la prova che gli Iraniani non sono terroristi.
Intrigata, Lois decide di accontentarlo e si imbarca in un meraviglioso viaggio attraverso l'Iran, in sella alla propria moto. Ovviamente consigliatissimo.


Genius dessert
di Kristen Miglore


Questo e' un libro di ricette. Ma sono le migliori in assoluto, selezionate accuratamente. Volete la ricetta dei brownies piu' buoni? e' nel libro. I chocolate chips cookies che faranno sbavare i vostri amici? e' nel libro. La torta all'olio piu' buona?  e' in questo libro. Lo trovate su Amazon, non perdetevelo.


The wounded sinner
di Gus Henderson


L'identita' di una famiglia aborigena a Leonora, nell'outback del Western Australia, i problemi di ogni giorno, le liti con i figli, il senso di appartenenza ad una terra e l'estraniamento causato dai pregiudizi. Consigliato a chi e' interessato alla vita degli aborigeni australiani di oggi.
Per lavoro, ho avuto la fortuna di conoscere l'autore personalmente (una persona meravigliosa, che tra le altre cose ha conseguito un PhD in Writing) e di intrattenere con lui conversazioni sulla situazione degli aborigeni in  Australia. 


On Rue Tatin
di Susan Loomis


I sogni sono realta', per Susan. Trasferitasi dagli USA in Francia per seguire un corso di cucina, Susan si ritrova con un lavoro, un marito, due figli e un sacco di amici in brevissimo tempo. Infine la famiglia decide di comprare una casa a Louviers, in Normandia e Susan apre una scuola di cucina.
Da leggere quando avete bisogno di pace.


La piccola pasticceria in fondo alla strada
di Ellen Berry


Questo romanzo mi ha insegnato a non farmi attrarre dalle copertine invitanti.
Roxanne e' nata in un paesino dello Yorkshire che ha abbandonato appena ha potuto per inseguire il sogno di una vita glamour a Londra. Anni dopo si ritrova a lavorare per una rivista di moda e ad essere fidanzata col belloccio di turno. I sogni crollano quando il suo nuovo capo cerca di affossarla senza ragione e il belloccio la tradisce con la segretaria.
Roxanne decide allora di tornare al paesino, si lascia catturare dall'atmosfera agreste che ha sempre odiato e conosce un tizio del posto che naturalmente e' il Vero Amore.
Proprio no.


Convenience store woman
di Sayaka Murata


Ci ho provato, davvero, ma io e le autrici giapponesi proprio non siamo in sintonia.
Ho fatto questo acquisto perche' ho letto da qualche parte che l'opera ricordava Eleanor Oliphant, libro che ho amato: questo libro e' completamente diverso.
Keiko Furukura ha 36 anni ed e' una commessa part-time in un mini-market. La sua vita e' tutta qui: non ha aspirazioni, sogni, idee, personalita', nulla. Vive per il supermercato, il suo obiettivo giornaliero e' vendere il cibo in offerta speciale, riempire gli scaffali, partecipare agli assurdi riti depersonalizzanti imposti dalla direzione. Un giorno arriva un collega pazzo e puzzolente, il tipo che importuna le donne seguendole per strada, e che viene licenziato dopo pochissimo.
Keiko lo invita a trasferirsi a casa propria e, nonostante l'appartamento sia piccolissimo, i due non si vedono neppure: lei vive dentro un armadio in camera da letto, lui dorme nella vasca da bagno. Nonostante tra loro non vi sia alcun tipo di rapporto, ad entrambi sembra di aver migliorato il proprio status: lui vive sulle spalle di lei e non deve piu' lavorare, le amiche di lei la credono fidanzata e non la strassano piu' con la necessita' di trovarsi un uomo. 
Una storia tristissima che non consiglio a nessuno. 

A baby in a backpack to Buthan: an Australian family in the land of the Thunder Dragon
di Bunty Avieson


Bunty Avieson, il marito e il loro bimbo si trasferiscono per lavoro prima in India e poi nel piccolo regno del Bhutan, sull'Himalaya. Le gioie e gli orrori del viaggiare con un bambino piccolo in un Paese in via di sviluppo e completamente diverso.
Sicuramente interessante, ma molto lento.


The single ladies of Jacaranda Retirement village
di Joanna Nell


Il romanzo si svolge in Australia, in una non precisata cittadina sulla costa est. I retirement villages sono una specie di quartieri, spesso cintati da mura, che contengono "units", ovvero mini-appartamenti per una sola persona dove molti anziani decidono di trasferirsi dopo la pensione o in caso di vedovanza. 
Peggy Smart ha 79 anni e mezzo, è vedova e vive in una di queste micro-villette con Basil, il suo cagnolino. Le sue giornate sono scandite dalle medicine che deve prendere, dalle visite dal dottore e dal rapporto teso con i figli che vorrebbero farla entrare in una casa di riposo. 
Peggy è segretamente interessata a Brian, 84 anni, il segretario del comitato residenti del Jacaranda Retirement Village, che vive qualche units più in là della sua, e sogna di invitarlo a cena a casa sua. 
Un giorno nel Retirement Village arriva Angie Valentine, una vecchissima amica di infanzia di Peggy, e la vita della protagonista cambia totalmente.
Divertente e ben scritto, ma decisamente irreale. 

Il club delle lettere segrete
di Angeles Donate


In un paesino sulle montagne fuori Madrid, una donna anziana e' terrorizzata dalle brutte notizie: la sua amica Sara, la postina del paese, sta per essere trasferita a causa dell'esigua quantita' di posta da consegnare. Come salvare la situazione? 
Una storia delicata che ha il sapore di una fiaba, da leggere quando si ha bisogno di tranquillita'.

Teacher
di Gabby Stroud

Gabrielle Stroud ricostruisce la propria vita di insegnante, dalla laurea piena di sogni fino al giorno in cui capisce di non poter piu' insegnare. Magnifico per farsi un'idea del carico assurdo che pesa sulle spalle di chi fa dell'educazione dei bambini la propria vita, e anche per chi si lamenta del sistema italiano.



The unlikely adventures of the Shergill Sisters
di Balli Kaur Jaswai


Seguendo le ultime volonta' della madre mancata da poco, tre sorelle inglesi di origine indiana intraprendono un pellegrinaggio in Punjab, alla ricerca della proprie radici. 
Un romanzo sui segreti, le incomprensioni e le differenze che nascono all'interno delle famiglie. Sullo sfondo, appena attenuata, l'India di oggi, con tutti i suoi problemi. 
Bello, anche se a tratti un po' lento.


Very good lives: the fringe benefits of failure and the importance of imagination, 
di J.K. Rowling


Questo e' il discorso che l'autrice di Harry Potter fece ai laureandi di Harvard nel 2008. E' bellissimo e ho una sorpresa: lo potete trovare gratuitamente sul sito dell'universita' di Harvard, QUI. Se non avete voglia di leggerlo, nella stessa pagina c'e' il video. 
Non perdetevelo!

America for beginners
di Leah Franqui


Tre persone completamente diverse - una ricca vedova indiana, un uomo povero originario del Bangladesh e un'aspirante attrice americana - si ritrovano in viaggio insieme dalla costa orientale degli Stati Uniti a quella Occidentale. Una storia piuttosto balorda e con un finale che non mi ha convinto affatto.


The real doctor will see you shortly: a physician's first year
di Matt McCarthy


Il primo anno di specializzazione di un medico americano, la fatica, la paura di sbagliare, gli errori, le soddisfazioni. Se vi interessa l'ambiente medico e' una lettura estremamente interessante.


Schools of fish
di Alan Sampson


Alan Sampson e' un intelligente e capace preside di scuola superiore, famoso per trasformare scuole problematiche in centri di eccellenza. Le lunghe ore passate lavorando richiedono pero' un tributo: mentre il suo matrimonio finisce, Alan si ritrova in una delle scuole peggiori in cui abbia mai lavorato, e l'alunno piu' problematico e' Greg Sampson, suo figlio. 
Mentre Alan cerca un modo per gestire i problemi caratteriali del figlio, Greg e' alle prese con i propri problemi di dislessia e apprendimento e con un padre che non lo capisce ed esige piu' di quanto lui sia in grado di dare.
Solo quando entrambi avranno il coraggio di uscire dalle regole scritte dell'educazione scolastica troveranno un terreno comune su cui costruire un rapporto. 
Bellissimo.

Maid
di Stephanie Land


A seguito di una storia occasionale con un uomo violento, Stephanie Land si ritrova, ancora giovanissima, ad essere una madre single e con enormi problemi finanziari. Il libro descrive la vita allucinante negli alloggi per senzatetto, i pregiudizi con cui deve scontrarsi ogni giorno, le umiliazioni del lavoro di domestica e il sogno di poter studiare e migliorare la propria situazione. 
Verserete tantissime lacrime, ma tranquilli: Stephanie e' riuscita a laurearsi e ora la sua vita e' cambiata.


Confessions of a Qantas flight attendant
Owen Beddall


Questo libro e' la prova di come a volte i titoli traggano in inganno.
Mi aspettavo una raccolta di fatti divertenti capitati sugli aerei, invece il libro parla di tutt'altro.
L'autore racconta la sua vita di assistente di volo  soffermandosi soprattutto sui locali da lui frequentati nelle varie localita' del mondo e le persone che vi ha incontrato. Una parte del libro e' anche dedicata agli incontri  - questi si', fatti sugli aerei - con persone dello spettacolo.
L'ho trovato terribilmente noioso, non sono riuscita a finirlo.


Mother, can you not?
Kate Friedman -  Siegel


Il rapporto madre - figlia e' sempre complesso e particolare. In questo caso la madre, oltre ad essere fuori di testa, e' anche una produttrice e direttrice televisiva di successo.
Allucinante.


Weird things customers say in bookshops 
Jean Campbell


Magnifica raccolta di cose assurde che le persone sono riuscite a dire in libreria. Per trascorrere momenti divertenti.

All my patients have tales: favorite stories from a vet's practice 
Jeff Wells

Le avventure di un veterinario americano, i casi piu' inusuali e quelli piu' divertenti.
Mi e' piaciuto tantissimo.


Not afraid of the fall
Kyle James

Una giovane coppia decide di lasciare il lavoro ben pagato e partire per un viaggio di 114 giorni attraverso il mondo. Per quanto l'esperienza sia stata senz'altro eccezionale, purtroppo lo stesso non si puo' dire dell'abilita' narrativa dell'autore.
Non lo rileggerei.

Per oggi e' tutto, alla prossima.

martedì 31 dicembre 2019

Di aggiornamenti, animali e banane

Eh gia', sono ancora qui, anche se sono mesi che non aggiorno il blog. Sorvoliamo sui motivi per cui non mi avete piu' letto, altrimenti scrivo un post che parla d'altro. 

Cos'e' successo in questi ultimi mesi? saro' breve e schematica.
Abbiamo fatto finalmente il test per la cittadinanza australiana. A breve verremo convocati per la cerimonia del giuramento. Ma vi raccontero' di questo piu' approfonditamente in un altro post.

Ho iniziato a fare surf. Non sono una campionessa, sono all'inizio e non riesco ancora a stare in piedi sulla tavola, mettermi a quattro zampe per ora e' il mio record, il Cow Bombie e' ancora lontano (molto lontano!). Ma non importa: quando prendi l'onda, la posizione non conta, vai veloce come un fulmine e l'emozione e' indescrivibile. Mi sento viva.

Ho totalmente abbandonato il desiderio di poter ottenere il riconoscimento della laurea. Da una parte il maledetto IELTS Academic, dall'altra l'Ordine che ha cambiato di nuovo i pre-requisiti per la registrazione, inserendo clausole che rendono vana qualunque speranza e rendono la mia laurea con lode nulla di piu' di un pezzo di carta senza alcun valore. 

Ora basta, tranquilli, vi risparmio il resto e cambio argomento.

*****

Aneddoto tragicomico dei giorni scorsi, tra parentesi i miei pensieri.

Collega madrelingua inglese: Flavia, ho difficolta' a scrivere una parola, mi aiuti?
Io (che sara' mai? Sternocleidomastoideo? Nitrofurantoina? Micropoliangioite a fenotipo granulomatoso-eosinofilo?): Certo, dimmi pure. Di che si tratta?
Collega: La parola e' BANANA. Con quante N si scrive?
Io (O.O): con due enne...
Collega: Quindi e' BANNANA o BANANNA?
Io: ....

La cosa tragicomica, a parte il fatto che ero convinta che la parola "banana" fosse tra le prime venti che si imparano a scrivere all'eta' di 5 anni, e' che questa mia collega, per il semplice fatto di essere nata qui, non dovra' mai fare un esame di conoscenza della lingua inglese. In caso lo desiderasse, potra' iscriversi all'universita' senza dover preventivamente dimostrare di avere una padronanza totale della lingua. Questa ironia non smette di impressionarmi.

*****
Per concludere questo post sconclusionato, vi racconto qualche ulteriore incontro con la fauna australiana, che qui, si sa, si incontra ovunque vai.

Verso la fine di Novembre, mio marito ed io siamo andati per un weekend nella cittadina di Albany, sulla costa sud del Western Australia. La temperatura era gia' di inizio estate, per cui il programma era di andare in spiaggia. 
In Western Australia, fuori dalle grandi citta' le spiagge non sono gremite, nemmeno in una domenica nel culmine dell'estate. In quei giorni ancora non estivi, la maggior parte delle spiagge era ancora deserta, nonostante la temperatura fosse gia' sopra i 20 gradi.
Parcheggiamo, prendiamo la borsa con gli asciugamani e, prima di scendere sulla spiaggia, decido di fare un salto al bagno, ovvero un casottino in mezzo alla boscaglia. 
Entro, supero la zona lavandini e mi dirigo verso i gabinetti... e mi blocco di colpo: vicino alla porta di uno di essi c'e' un dugite lungo piu' di un metro.

Il dugite e' uno dei serpenti australiani con veleno letale.
Immagine da Wikipedia
Quando si incontra un serpente, non bisogna muoversi. Occorre stare immobili per non spaventarlo, anche se l'animale ti sta passando sui piedi.
Quante volte ho sentito ripetere questa frase, da quando vivo qui? Mille volte?
Ecco, in caso vi capitasse, e' cosi' che si deve fare.
Io invece mi sono lasciata guidare dall'istinto, mi sono girata e sono fuggita. L'animale, per fortuna, non ha reagito mordendomi. Mi e' andata di lusso, come direbbe mio padre.

Stessa gita, giorno dopo, spiaggia diversa. 
Mio marito e' in acqua che nuota tranquillo, io sono seduta su un asciugamano, a causa della temperatura per me troppo bassa. Sulla spiaggia non c'e' nessun altro.
Se pensate ai pericoli dell'Australia, specificamente a quelli che si possono incontrare in acqua, qual e' la prima cosa che vi viene in mente? 
Gli squali qui sono un problema, tanto che nelle spiagge piu' affollate c'e' un apposito allarme che si attiva quando viene avvistato uno squalo e, in alta stagione, un elicottero sorvola incessantemente la costa con lo stesso obiettivo.
Immaginatevi la scena. L'acqua e' meravigliosa, cristallina, azzurro chiaro, la sabbia candida e bellissima. 
E all'improvviso vedo una pinna che spunta dall'acqua. E si dirige verso mio marito.
Panico. Lo chiamo e lo chiamo, ma e' immerso e non mi sente subito. Intanto mi accorgo che le pinne sono piu' di una. Almeno 4, direi.
Finalmente lui si accorge delle mie urla terrorizzate ma, prima che lui abbia tempo di precipitarsi  fuori dall'acqua, ci rendiamo conto che si tratta di un gruppo di delfini. 
Che ansia, pero'. 

L'ultimo incontro che vi racconto oggi e' avvenuto qui, nella casa dove viviamo in affitto. La proprieta' si trova in mezzo ai campi al limitare della foresta, a 15 km dal paese piu' vicino, ed e' circondata da un ampio giardino pieno di alberi da frutta.
Ero al computer, quando sento un rumore fuori: una specie di tonfo sordo ripetuto, una specie di tonf, tonf, tonf. I nostri vicini piu' prossimi vivono a 2 km di distanza, quindi quando sento rumori fuori mi preoccupo sempre, specie se sono sola in casa. 
Questa volta tutto bene: era solo un emu' (specie di struzzo selvatico australiano) che cercava di raggiungere le prugne saltando. Dev'essere frustrante essere un uccello e non poter volare.
Da quel giorno l'emu' viene nel giardino ogni giorno, pasteggia felice e poi se ne va. 
L'ho chiamato Calogero.

Ora di colazione... vediamo cosa c'e' qui..

Queste prugne sono deliziose!!!

Per ora e' tutto.
Prometto di scrivere piu' spesso e, nel frattempo, vi auguro un meraviglioso 2020.

lunedì 1 aprile 2019

Panorami del Western Australia: prima parte

Seguendo il consiglio di una lettrice (grazie, Michela!), inauguro oggi una sezione dedicata ai panorami del Western Australia. 
A causa della vastità dello stato (la cui superficie è più di otto volte quella dell'Italia), ho deciso di creare un post per ognuna delle nove regioni in cui è diviso il paese. 
Inizio dall'angolo a sud-est, Goldfields - Esperance.

Goldfields - Esperance region

La regione in questione, immagine da Wikipedia


Qualche dato per cominciare

Estensione: 770.488 chilometri quadrati (2.5 volte la superficie dell'Italia)
Popolazione: 56.044 persone (Italia: 60,5 milioni di persone)
Città più popolosa: Kalgoorlie (32.797 persone)
Economia basata su: miniere di oro, opali, nickel, platino. Turismo e agricoltura sulla costa.
Clima: desertico e semi-desertico nell'entroterra, temperato sulla costa

Kalgoorlie

Kalgoorlie è una città (cittadina, d'accordo) unica nel suo genere. Qui sono arrivate persone da tutta l'Australia attirate dal miraggio dell'oro. C'è il Super Pit, una delle miniere d'oro a cielo aperto più grandi del mondo, posti dove vendere le pepite, case che sembrano uscite dal Far West, negozi dove si può comprare il setaccio per cercare l'oro nei rigagnoli come faceva zio Paperone o noleggiare un metal detector se siete cercatori esperti.
Kalgoorlie è anche la città di chi l'oro non l'ha trovato, la città con un alto tasso di delinquenza, con grossi problemi sociali.

Strade di Kalgoorlie, da www.travelin.au

Negozi lungo le strade

Altri negozi

L'hotel
Sì, qui si può ottenere il permesso per cercare l'oro. Poi anche tutte le altre cose di minore importanza..

Questo volantino era ovunque!
Enormi camion (per davvero) all'interno del Super Pit

Super Pit, uno scorcio del fondo (con zoom al massimo)


Esperance

Cittadina costiera, famosa per le meravigliose spiagge. Nonostante la loro bellezza, alcune di queste nascondono un pericolo mortale nelle fortissime correnti. Non lontano da Esperance si trova anche l'arcipelago Recherche, famoso per ospitare il Lake Hillier, il lago rosa più famoso dello stato.

Eleven miles beach

Twilight beach

Lucky Bay, famosa per i canguri sulla spiaggia

Un altro scatto di Lucky Bay
Aneddoto divertente riguardante Esperance: quando lo Skylab, la stazione orbitante della NASA, rientrò in atmosfera nel 1979 e si disintegrò, alcuni frammenti caddero nello shire di Esperance. La NASA venne multata per 400$ per scarico illegale di rifiuti. La multa, che venne emessa per scherzo, fu poi realmente pagata nel 2009.

La regione Goldfield - Esperance non è solo Kalgoorlie ed Esperance, ci sono un sacco di cose interessanti e curiose, laghi salati, miniere di pietre preziose, aree boschive, campi coltivati. C'è il lake Ballard con le sue sculture, c'è l'inizio del Nullarbor Plain, ci sono tutte le minuscole cittadine perse in mezzo al nulla, quintessenza dell'outback australiano.
Ci sono le stations, le immense fattorie con milioni di capi ciascuna, ci sono troppe cose per poterle elencare tutte, com'è naturale che sia in una regione grande due volte e mezza la superficie dell'Italia.

Tra le stations, merita di essere menzionata la famigerata e remota Banjawarn Station, dove, negli anni '90, gli adepti della setta giapponese Aum Shinrikyo produssero e testarono un tipo di gas nervino utilizzato poi nel '95 nell'attentato nella metropolitana di Tokyo. Nello stesso sito, secondo una teoria, fu anche testato un ordigno nucleare.

Oggi vi ho parlato di una regione immensa, per lo più remota e poco esplorata, ma con alcuni luoghi di interesse.

Alla prossima!!