martedì 8 luglio 2014

Perle folcloristiche

Inauguro oggi la sezione delle perle folcloristiche, ovvero piccoli aneddoti sulla mia vita qui, con tre episodi relativi ai mesi scorsi.

La paletta più bella del mondo.
Al supermercato, in coda alla cassa. Tra i miei acquisti c'è un'orrenda paletta per la spazzatura color oro, ovvero quella che costava meno.
La signora in coda dietro di me inizia a guardare insistentemente il mio carrello, e infine mi rivolge la parola.
- Senta, glielo devo proprio dire: quella paletta è bellissima.
- Ehm... grazie.
- No, è proprio stupenda. Dove l'ha presa?
- Nel reparto casa, vicino alle scope e agli spazzoloni.. dove ci sono per l'appunto le palette per la spazzatura.
- Ma in quale supermercato?
- (sono in coda alla cassa e sto per pagare: in quale supermercato l'avrò mai presa?) in questo supermercato...
- Ah! grazie. E' proprio bella.

E' cilindrico, si trova dentro alla lavatrice e gira...
Quando a Gennaio ci siamo trasferiti in questo appartamento, abbiamo ovviamente portato con noi la nostra fidata lavatrice, alla quale, prima di effettuare il trasloco, avevo rimesso i bulloni per bloccare il cestello, gli stessi che quando l'avevamo comprata mi avevano fatto impazzire.
Dopo esserci trasferiti ho quindi cercato un tecnico che venisse a fare gli allacci. Dopo due settimane e mezzo di panni lavati a mano finalmente ne abbiamo trovato uno. L'uomo si presenta un pomeriggio subito dopo pranzo, mentre sto lavando i piatti.
Gli apro, lo porto nello stanzino, gli mostro l'elettrodomestico e torno a pulire la cucina.
Due minuti dopo mi chiama.
- Madam, posso tagliare la spina della lavatrice?
- Come, prego?
- Nel muro non c'è la presa, c'è solo un buco per infilarci il filo... quindi taglio la spina in fondo al cavo elettrico e metto il filo lì dentro.
- Ehm.. non c'è un'altra soluzione? una prolunga?
- No.
- D'accordo.. tagli la spina.
Cinque minuti dopo mi richiama.
- Fatto. Ora dobbiamo far partire un giro di prova per vedere se la lavatrice funziona.
- Prima occorre togliere i bulloni sul retro.
- Bulloni?
- Si, quelli per bloccare il... ehm... - e qui casca l'asino, perchè non avevo idea di come si dicesse "cestello" in Inglese.
- I bulloni che bloccano quella cosa cilindrica che si trova dentro alla lavatrice e gira, ha presente?
L'uomo ha uno sguardo vacuo.
- Madam, ora azioni la lavatrice, così vediamo se funziona.
- No, non la possiamo azionare... dobbiamo prima togliere i bulloni. Ha capito di cosa parlo? Quelli che bloccano il .... cilindro che gira. Altrimenti nelle centrifughe la lavatrice saltella.

L'uomo non ha idea di cosa io stia dicendo, nemmeno dopo avergli indicato i bulloni. Come dire, niente male per un tecnico delle lavatrici!
- Va bene... si sposti.
- Come, madam?
- Si sposti. Li tolgo io. Ce l'ha una pinza?
Ci siamo scambiati di posto e gli ho mostrato come levare i bulloni, mentre lui mi guardava con occhi sgranati, a metà tra l'imbarazzo e l'ammirazione.

Il ratto nel soffitto
Era la fine di Marzo, l'antivigilia della partenza per l'Australia.
Immaginatevi la scena: la casa è piena di pile di panni stirati e da stirare, sacchetti, libri, borse, liste di cose da portare appiccicate ovunque. Le valigie giacciono aperte e piene a metà, io sono impegnatissima a lavare, piegare, pulire, spolverare, recuperare i cavetti delle macchine fotografiche e i caricabatterie, rintracciare quel maglione e quelle scarpe che potrebbero essere utili ma chissà dove sono finiti. C'è il frigo da pulire, l'aspirapolvere da passare, le lenzuola da cambiare e mille altre cose che devono essere ultimate entro domani pomeriggio.

In mezzo a tutto questo bailamme suonano alla porta. E' il tecnico che deve pulire le grate dei condizionatori.
Qui nel deserto il sistema di condizionamento è "di serie". Tutti i palazzi vengono costruiti con dei condotti per l'aria condizionata, e negli appartamenti in ogni stanza ci sono una o più grate da cui esce l'aria fredda.

Il tecnico non l'abbiamo chiamato noi, la pulitura tocca a tutti gli appartamenti obbligatoriamente, a rotazione.
Lo faccio entrare e torno alle mille cose che sto facendo.
Lui sistema la scala in soggiorno, si arrampica, svita le grate del sistema di condizionamento e le pulisce con uno straccio. Nel frattempo, visto che io sono nella stanza accanto, facciamo conversazione. L'uomo viene dal sub-continente indiano, probabilmente dal Pakistan o dal Bangladesh, come la maggior parte delle persone che vivono qui. Il nostro colloquio è difficoltoso perchè lui non capisce il mio accento e io faccio molta fatica a capire il suo.
- Da dove viene, madam? è americana?
- No, sono Italiana.
- Come?
- Vengo dall'Italia.
- Ah, l'Italia... e il marito è Italiano?
- No, mio marito è Americano.

La cosa scatena in lui un incomprensibile scroscio di risate. Nel frattempo finisce di pulire le grate del salotto e mi grida che va a pulire quelle del bagno.
Io gli dico che non ci sono problemi e continuo a stirare, piegando le camicie alla velocità della luce.
Poi prendo una pila di roba stirata e la porto in camera da letto. Così facendo passo davanti alla porta del bagno, giusto in tempo per vedere il tecnico che sta per salire sul ripiano dove c'è il lavandino, e dove, tra le altre cose, ci sono i nostri spazzolini da denti.
Butto la roba sul letto e torno indietro in fretta.
- Aspetti, tolgo gli spazzolini...
- Come? - risponde lui, poggiando la sua scarpa fangosa sul mio spazzolino.
- Oh, mi scusi, ho pestato questo - aggiunge subito dopo.
- Va bene, non c'è problema - gli dico. Pazienza, mi dico, gli spazzolini li ricompriamo.

Torno a stirare. Dopo poco sento una risata proveniente dal bagno, subito seguita dalle parole dell'uomo.
- Madam, può venire un attimo?
Corro in bagno.
- Madam, c'è un ratto, qui.
- COSA??? dove? ma vivo?
- Nel condotto dell'aria condizionata, morto.
La cosa sembra divertirlo enormemente. Io non ci trovo niente di divertente. Mi chiedo come sia possibile che il senso dell'umorismo cambi così tanto da paese a paese.
- Posso avere un sacchetto, madam? - mi chiede, mentre lo guardo sconvolta.
Gli porto il sacchetto. Lui infila una mano nel condotto e afferra il ratto morto, mettendolo nel sacchetto, il tutto ovviamente senza guanti.
Non ho parole. L'animale è grosso come un piccolo gatto.
Lui scende dal ripiano, chiude il sacchetto e lo depone nel corridoio.
- Poi lo porto via, madam.

Annuisco, senza parole, e torno a stirare, mentre pianifico una super disinfezione del bagno, più che altro per far andare via quel brividino che ho nella schiena.
- Ho finito, madam - mi urla.
Poi sento che apre il rubinetto della cucina. Vorrà lavarsi le mani? il fatto è che, accanto al lavandino, c'è la pila dei piatti puliti lasciati ad asciugare e non vorrei che dell'acqua sporca ci finisse sopra...

Corro in cucina per spostare i piatti. In effetti l'uomo non si sta lavando le mani. Sta lavando lo straccio lercio, quello che ha usato per pulire le grate.
- ASPETTTTIIIIIIIII!!! - gli urlo, ma è troppo tardi.

Calma. I piatti si possono lavare. Rilassati. Rilassati. Rilassati.

Mentre sto cercando di non dare in escandescenze lui mi fa un discorso incomprensibile.
Io lo guardo e, cercando di non pensare alla montagna di stoviglie che dovrò in qualche modo disinfettare, gli chiedo se gli sia già successo di trovare ratti in questo edificio.
Lui mi guarda.
- Non ha capito madam, vero?
- No.
Lui sospira e ricomincia a parlare. Mi concentro. Tip, sta dicendo tip. Vuole la mancia.
Se lui fosse stato Occidentale gli avrei dato una pedata nel sedere, altro che la mancia. Ma qui è diverso.
Lui ha davvero fatto del suo meglio e non ha colpa se i miei standard igienici sono diversi dai suoi. Il suo stipendio è probabilmente molto basso e la mancia che gli posso dare io, per quanto scarsa, per lui è preziosissima, e a fine mese sarà qualche moneta in più da spedire alla sua famiglia, nel suo paese.
Lo guardo, sospiro, e penso alle interminabili file di Pakistani che alla fine di ogni mese sostano davanti alle agenzie di money transfer.
Gli allungo una banconota.
- Grazie madam, grazie! - mi dice. Poi afferra il sacchetto col topo morto e se ne va.
Ora mi resta solo da disinfettare il bagno. E la cucina. E i piatti. Per fortuna che per finire di fare le valigie c'è anche la notte...

4 commenti:

  1. La storia del ratto la conoscevo ma l'hai raccontata in modo esilarante...anche se la disinfestazione che è seguita di divertente avrà avuto ben poco!! La paletta color oro e la signora che ti chiede del supermercato è fantastica, per non parlare del tecnico che hai conquistato per sempre. Guarda, carissima amica, che scrivere meravigliosamente è una delle tantissime doti che hai. Un bacio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non merito tutti questi complimenti!!! Sei sempre gentilissima :)
      Un abbraccio!

      Elimina