domenica 18 giugno 2017

Il viaggio a Mucchinabudino

Mio marito ed io amiamo viaggiare e scoprire posti nuovi. Per questa ragione, non appena abbiamo qualche giorno libero insieme (io lavoro su turni, spesso ho il weekend impegnato) prepariamo un itinerario lungo quanto ci è possibile, prenotiamo un hotel o un B&B e partiamo, portandoci via lo stretto indispensabile, qualche indumento, lo spazzolino da denti, la macchina fotografica e la mai sopita voglia di vedere posti nuovi e scoprire cose, persone e panorami ancora sconosciuti. 

Oggi vi racconto il viaggio a Mukinbudin (o Mucchinabudino, se, come mia madre, avete problemi a ricordare i nomi aborigeni).
Mukinbudin, secondo la lingua aborigena del luogo, significa "posto dove nidificano i boodie rats".
Il boodie rat, noto come boodie o bettongia, è uno dei piccoli marsupiali in pericolo di estinzione che potete trovare in questa parte di Australia. Sono tutti leggermente diversi gli uni dagli altri, ma sostanzialmente sono dei toponi col marsupio e le zampe da canguro (se sei uno zoologo, ti occupi da anni dello studio dei boodies e ora ti sei indignato, ti porgo le mie scuse: le generalizzazioni sono sempre sbagliate, lo so, però capiscimi, sembrano davvero tutti uguali).
Un boodie in tutta la sua pucciosità. Immagine da QUI
Mukinbudin è uno di quei paesini del bush di cui parlavo nel mio ultimo post, quelli molto isolati e con pochi abitanti. 
Nello specifico, qui siamo a 295 km a nord-est di Perth. Il comune di Mukinbudin si estende su un'area di 3413 chilometri quadrati, e ha una popolazione di 750 persone (sì, hai letto bene) di cui ben 400 vivono nel centro abitato di Mukinbudin, mentre gli altri risiedono in fattorie fuori dal paese. 

Per tornare al nostro viaggio, noi partiamo un venerdì pomeriggio, e dopo qualche centinaio di chilometri arriviamo a Merredin, ad ottanta chilometri dalla nostra destinazione. Abbiamo prenotato un B&B in questa cittadina perchè sapevamo che vi saremmo giunti al tramonto, e nel bush è sempre meglio non viaggiare di notte in posti che non si conoscono, specie se su strada sterrata. 
I motivi sono due ed entrambi validissimi: dopo il tramonto è facile incontrare canguri sulla strada e in caso si avesse un guasto con la macchina si rischia di rimanere bloccati per ore in un luogo deserto e senza copertura per il cellulare (il rischio del guasto c'è anche di giorno ovviamente, ma di giorno circola qualche auto in più).
Merredin, 2.550 abitanti, è sulla Great Eastern Highway, la strada che collega Perth con Kalgoorlie. Kalgoorlie ospita la miniera d'oro a cielo aperto più grande del mondo ed è l'unico posto che abbia mai visto dove la febbre dell'oro esiste ancora. Ma ve ne parlerò in un altro post.
Il B&B dove ci fermiamo è QUESTO, un adorabile posticino dentro al paese. La padrona, una signora sui sessant'anni di nome Annette, ci ha preparato la cena, che mangiamo mentre chiacchieriamo tutti insieme. Annette ci racconta che il giorno seguente passerà per Merredin una sua amica, diretta a Kalgoorlie. La signora arriverà in treno, e visto che la vettura sosta a Merredin circa mezz'ora, Annette andrà alla stazione per incontrarla e scambiare due parole con lei durante la mezz'ora di sosta.
Non so se dalle mie parole si avverte l'atmosfera tipo Far West di questo treno, in viaggio verso la città dell'oro una volta alla settimana, ma il racconto di Annette vi assicuro che suscita una certa impressione.

La mattina dopo facciamo colazione, salutiamo Annette e ci rimettiamo in viaggio per giungere finalmente a Mukinbudin dopo circa un'ora.

La cosa sconcertante di Mukinbudin è la presenza di una libreria. Se avete letto il mio precedente post su quanto sia raro trovarne una nel bush, potete capire la mia emozione. 
Mi precipito all'interno, tocco tutti i libri, li apro, li sfoglio, li leggo a spizzichi e bocconi come se mi stessi ingozzando di qualcosa di squisito che ho solo pochi minuti per mangiare.
Il padrone del negozio è un vecchietto dal viso cascante che dimostra 200 anni, ma che quasi sicuramente ne ha solo 175. La presenza di un'Italiana nel suo esercizio commerciale è fonte di grande emozione e probabilmente di storie che racconterà poi ai suoi nipotini.
I libri nel negozio sono tutti di seconda mano e il più nuovo risale al 2005, ma ne compro lo stesso due: un manuale sugli stufati, del 1967, e un voluminoso libro dal titolo "Australia heritage cookbook" del 1988, un volume che all'epoca dev'essere costato un occhio della testa perchè è pieno di foto a colori a tutta pagina dell'Australia degli anni '80. Le ricette contenute in entrambi sono interessanti, ma ancora di più lo sono le foto e la testimonianza di com'era l'Australia nei decenni passati.

Ora lo so che ve lo state chiedendo. Cosa accidenti ci siete andati a fare a Mukinbudin?
La risposta non è ovviamente visitare il paesino. Vicino a Mukinbudin (a ottanta chilometri di distanza, ma Mukinbudin è il centro abitato più vicino) ci sono alcune rocks. 
Le rocks sono affioramenti granitici piuttosto comuni da queste parti (ma non solo: mai sentito parlare di Ayers Rock?) caratterizzati da una flora tutta particolare. Ai piedi di queste rocce si trovano spesso orchidee rare, e sopra alle rocce, nelle cavità e negli anfratti, si formano piccoli laghetti o minuscoli giardini che ospitano piante e animali che a volte sono presenti solo lì e in nessun altro luogo al mondo.Alcune delle rocks, inoltre, sono luoghi sacri per gli Aborigeni.
Prima di dirigerci alle rocks facciamo alcune soste intermedie: una di queste è in un posto in mezzo al nulla chiamato Pergande e famoso per i recinti per le pecore fatti con lastre di pietra.
Ci dirigiamo quindi ad Elachbutting Rock, un imponente monolito lungo un paio di chilometri, famoso per un tunnel creatosi in ere lontane a causa di una frana.

Elachbutting Rock. Si vede l'ingresso del tunnel

L'ingresso del tunnel, totalmente percorribile
La roccia da sotto
Esploriamo il monolito e percorriamo il sentiero lungo sei chilometri che lo costeggia interamente, infine riprendiamo la nostra strada. 
Giungiamo a Beringbooding Rock verso le quattro del pomeriggio, e ci dirigiamo subito al farm stay dove passeremo la notte. Il posto, a dire il vero, non ci impressiona particolarmente. La padrona ci fa strada verso un container posto in mezzo alla boscaglia, al cui interno sono state ricavate alcune stanze, una specie di salottino-cucina e un bagno. Per fortuna siamo gli unici clienti e il container è tutto per noi. Torniamo quindi a Mukinbudin (80 km di distanza) per cenare, e poi, con tantissima cautela, ripercorriamo gli ottanta chilometri al buio più completo e torniamo alla fattoria. 

Il mattino dopo andiamo a visitare Beringbooding Rock.
Kangaroo Pool a Beringbooding Rock

Rocce in bilico

Ci dirigiamo quindi verso alcune formazioni rocciose adiacenti alla rocca principale, per cercare dei dipinti rupestri aborigeni che secondo la brochure della zona dovrebbero trovarsi qui, senza riuscire però a localizzarli.
Ci dirigiamo infine verso l'ultima delle rocks di oggi, Sandford Rock, che si trova vicino alle cittadina mineraria di Westonia.
Sandford Rock
Qui mi affanno per trovare il Purple Peacock Beetle, che secondo la brochure del Sandford Rock National Park si può trovare solo qui, ma sfortunatamente non riesco a vederlo (sì, forse l'inverno non è la stagione giusta per cercare insetti).
Al termine della visita e della bellissima passeggiata sulla roccia torniamo alla macchina e lentamente ci dirigiamo verso casa, carichi come al solito di foto, di vestiti sporchi e di nuove esperienze da imprimere nella memoria. 

5 commenti:

  1. Quei ratti sono bellissimi...

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    1. Concordo assolutamente. Purtroppo a Mukinbudin non ne abbiamo visto nemmeno uno.

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  2. Ahaha anche io faccio sempre questa cosa con i nomi :)
    I topini sono bellissimi e le tue foto ancora di piu'!

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  3. Anche noi lavoriamo su turni (anche se io da quasi sette mesi ho smesso con l'h24 e per un periodo ero addirittura passata al lavoro lun/ven), organizzarsi per andare fuori è un casino, ma ci proviamo ogni tanto 😁

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