martedì 24 giugno 2014

American recipes for dummies

Non ho pregiudizi sulle cucine degli altri paesi, giuro. Cucino felicemente qualunque cosa, dal burek albanese all'hummus arabo, alla palacsinta ungherese. Non faccio distinzioni, e anzi, sono felice di sperimentare nuovi accostamenti di sapori e magari anche nuove tecniche.
Se però devo dirla tutta, con i dolci statunitensi ho qualche problema. Non problemi di realizzazione, è più una questione di concetto. Ovvero, quando comincio a preparare un dolce americano so già che avrò delle difficoltà e che probabilmente mi arrabbierò abbastanza. 

Il primo problema è sempre nelle dosi. Io sono una persona precisa ( quando cucino) e misuro gli ingredienti al grammo, quando ne ho la possibilità. Penso che l'invenzione del Sistema Internazionale delle unità di misura sia stata una cosa fantastica. Quanta farina dobbiamo usare in questa torta? 250 grammi. Lineare, semplice, ottenibile ovunque tramite una qualunque bilancia.
Il motivo per cui gli Stati Uniti, nel XXI secolo, ancora non abbiano adottato questo sistema resta per me un mistero. Tirare la sfoglia a 1/8 di pollice di spessore. Ogni volta che sono alle prese con una ricetta americana so già che dovrò spendere un po' di tempo a fare i calcoli.
Non tanto per i pollici, che quelli almeno sono una misura fissa, quando piuttosto per le tazze e i cucchiai. 

A volte su internet si trovano affermazioni assurde a riguardo, tipo: "Una tazza equivale a 115 g", come se fosse un valore adatto ad ogni ingrediente. In realtà ogni cosa ha il suo peso specifico, e se 115 grammi sono una tazza di farina 00, una tazza di zucchero semolato ne pesa invece 200, una di acqua 236 e così via.
Per gli ingredienti di uso più frequente (farina, burro, zucchero, etc) si trovano facilmente delle tabelle di conversione, ma nelle ricette spesso ci sono componenti particolari la cui conversione in grammi non è facilmente reperibile. 
Lo so, lo so. Mi devo decidere a comprare il set standard di tazze e cucchiaini usati come misura per fare questi dolci.

Una volta risolto il problema delle dosi, mi trovo spesso davanti ad ingredienti sconosciuti. Una tazza di biscuit mix. Una tazza di Graham crackers. Al supermercato qui non c'è niente del genere, per cui mi ritrovo  a vagare su internet alla ricerca di una ricetta sostitutiva e subito dopo a dover decidere quale tra le ricette trovate (spesso diverse tra loro) assomiglia di più a qualcosa che non ho mai visto e non so che sapore abbia.
Infine, di solito il risultato ottenuto ha un gusto che non mi entusiasma. Questo però passa in secondo piano, in quanto di solito cucino questi piatti per mio marito, quindi l'importante è che piacciano a lui.
Dietro sua richiesta ho cucinato innumerevoli pies, dalla classica apple pie (quelle che Nonna Papera metteva a raffreddare sul davanzale, per intenderci) alla Key lime pie, mi sono cimentata con gli English muffins (che sono una specie di panini, non c'entrano niente con i muffins che si cuociono nei pirottini), con i buttermilk biscuits e con innumerevoli altre ricette.

In questi giorni, dietro richiesta del coniuge, ho preparato due ricette a lui care.
La prima è la coffee cake, che non è una torta al caffè ma una torta da mangiare insieme al caffè. Negli Stati Uniti ovviamente si trova al supermercato e la preferita di mio marito è la Entenmann's, di cui, dopo lunga ricerca su internet, ho trovato una buona ricetta QUI. Non ho foto di questa torta, in quanto mio marito l'ha portata al lavoro e i colleghi l'hanno spazzolata tutta.

Poi è stata la volta degli S'more cookies, la cui realizzazione è stata più complessa, a partire dalla comprensione di quello che mio marito mi stava chiedendo.

- Dear, can we have S'more cookies?

Io ho capito "more cookies" più biscotti, e sentendomi un verme per non cucinare i biscotti abbastanza spesso, gli ho chiesto preoccupata come potessi supplire a questa mancanza di zuccheri :-)

Chiarito l'equivoco mi sono messa alla ricerca della ricetta e alla fine ne ho trovata una che mi ispirava abbastanza QUI.
Le dosi, lo dico subito, mi hanno fatto impazzire. 
"1/2 cucchiaino + 1/8 di cucchiaino di baking soda". Mi sembrano gli esercizi sulle frazioni che facevo alle medie.
I graham crackers, uno degli ingredienti, mi hanno dato qualche preoccupazione, soprattutto perchè al supermercato non ci sono e non capivo come poterli sostituire. Inizialmente avevo pensato che fossero una specie di Oro Saiwa, ma ovviamente non c'entrano niente. Mio marito li descriveva come "uguali alle sfoglie del napoleon" ( la millefoglie) e mi ero già rassegnata a mettermi ad impastare la pasta sfoglia quando ho trovato una foto dei biscotti in questione, e ho capito che con la pasta sfoglia non c'entravano niente.
Alla fine ho seguito QUESTA ricetta, che nonostante sia senza miele ( quelli originali sono biscotti al miele) a detta di mio marito sono "abbastanza simili" ai biscotti in questione.

Una volta cotti e sbriciolati i crackers, ho preparato l'impasto per gli S'more cookies. 
Per chi volesse cimentarsi, il brown sugar indicato nella ricetta non è lo zucchero di canna, ma il normale zucchero semolato bianco miscelato con melassa. Questo zucchero ha un aroma molto intenso e particolare e una consistenza sui generis. La prima volta che ne ho aperto un pacco, sono stata cinque minuti a rovistarci dentro, sicura che ci fossero degli insetti, delle larve di farfallina, un qualche tipo di animale, perchè lo zucchero si muoveva. In realtà è fatto così, non c'è niente dentro, tranquilli, i chicchi si muovono in modo diverso e più lento del normale zucchero semolato a cui siamo abituati.
Per quanto riguarda il cioccolato, ho utilizzato del cioccolato al latte Lindt, in quanto per principio non mangio e non uso il cioccolato della marca indicata nella ricetta (i cui ingredienti mi lasciano sempre perplessa: il cacao è pochissimo rispetto ai (pessimi) grassi utilizzati, e vogliamo parlare dell'olio di illipe?)

Infine, un appunto sui marshmallows: nella ricetta viene detto di dividere l'impasto in palline e schiacciare i marshmallows all'interno, per evitare che restino sui lati o sotto il biscotto. Io ci ho provato, ma non ci sono riuscita. I marshmallows sono come pezzetti di gommapiuma, io li schiacciavo, loro si deformavano ma non si spostavano di un millimetro, restando fissi sull'esterno del biscotto. Ho provato a rifare le palline mettendo i marshmallows all'interno, ma non riuscivo a farle stare insieme. 
Ho pensato pazienza, tanto poi nel forno si fondono... ecco, errore. Io poi ho fatto un errore doppio non guardando la temperatura indicata nella ricetta e accendendo automaticamente il forno a 200. Risultato: i marshmallows si sono liquefatti ben prima che il biscotto fosse cotto, colando giù e formando un piastrone nero e bruciato alla base del biscotto. La prima teglia l'ho buttata. 
I 350° indicati nella ricetta sono ovviamente gradi Fahrenheit, che corrispondono a circa 175°C. Nel mio forno sono comunque tanti, e le successive teglie le ho cotte a 160°C.



Nonostante tutto, sono venuti bene. La cosa più strana, quando preparo queste ricette, è che alla fine c'è sempre qualche Americano che assaggia, si complimenta e mi chiede la ricetta, e io passo per una esperta di cucina statunitense, tanto che dopo la ricetta seguono richieste di consigli vari, e mio marito mi dice: "Puoi preparare degli altri biscotti? i miei colleghi li hanno chiesti...".


4 commenti:

  1. condivido la perplessità sull'ostinazione degli americani a non adeguarsi al sistema internazionale. Io comunque mi sono procurata un set per la misurazione (ikea o amazon). I tuoi biscotti hanno un aspetto delizioso!
    Aspetto le altre ricettine americane
    ti abbraccio
    Sara

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  2. Mi fai morire quando racconti le tue vicissitudini con ingredienti strani e con il sistema delle unità di misura americano e ti ho anche immaginata, con gli occhioni sgranati, a rovistare nella busta del brown sugar :-D. I biscotti mi sembrano perfetti, l'esperienza della prima teglia ha funzionato!! Baci, tesoro!!

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  3. Io ho abitato 4 anni in Texas e non ho MAI cucinato una torta. Mi spaventavano le loro misure: un quarto di piede, un ottavo di pollice? Dovevo fare l'autopsia a qualcuno? Mezzo gallone poi... mai ucciso neppure una formica, figuriamoci tagliare in due un gallo o un cappone. Son strani i Mericani. Un abbraccio e complimenti per il sangue freddo delle tue ricette:-)) See you.

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    1. Ahaha :D hai centrato esattamente il nocciolo della questione!! con i galloni poi non ne parliamo. Mi dimentico sempre di controllare a quanto corrispondono... tutto quello che so è che il mio secchio della spazzatura necessita di sacchetti da 50 galloni (il perchè poi anche qui in Medio Oriente sia necessario usare queste misure mi sfugge...)
      Un abbraccio

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